CATANIA – “Questa mattina mi è arrivato il certificato di negatività del tampone. Isolamento finito”. Tira un sospiro di sollievo un commerciante catanese che ormai da giorni attendeva il documento che gli avrebbe dato la possibilità di uscire di casa dopo una quarantena iniziata, con tutta la famiglia (moglie e tre figli) lo scorso 20 ottobre. “Il tampone molecolare lo hanno effettuato domenica pomeriggio. L’esito me lo hanno dato tre giorni dopo e poi non ho saputo più nulla. Fino a stamattina. Ora attendo per mia moglie e mio figlio, ma intanto una cosa si è sbloccata”, afferma.
“Personale straordinario, ma troppi ritardi”
“Io voglio evidenziare la grande professionalità dei ragazzi dell’Usca e anche di chi lavora ai call center. Persone meravigliose e di grande umanità. La gente deve sapere che da parte loro c’è massimo impegno e abnegazione, con tutti i pericoli connessi a questo lavoro. Secondo me è il sistema che presenta qualche falla. E purtroppo a pagarne le conseguenze siamo noi. E non è assolutamente corretto”, spiega ancora.
Liberti: “Tra oggi e domani smaltiremo i ritardi”
Il commissario ad Acta dell’Emergenza Covid per l’Asp di Catania, Pino Liberti è risoluto: “Abbiamo potenziato gli uffici. Tra oggi e domani libereremo questi casi che sono quasi 600”. Il sistema insomma è stato potenziato – come già descritto ieri su LiveSicilia – ed “entro la fine della prossima settimana entrerà in linea”.
La storia di un sospetto Covid
Una risposta dunque direttamente dalla cabina di regia per le decine di segnalazioni che in queste ore arrivano in redazione. Un catanese scrive di essere a casa dallo scorso 2 novembre. Appena ha accusato i sintomi, quali perdita del gusto, degli odori, febbre e mal di gola, ha chiamato il suo medico di famiglia che lo ha segnalato all’Asp come “sospetto Covid-19”. “Ma ancora fino ad oggi non sono stato contattato e non ho effettuato il tampone”.
Nel frattempo ha iniziato la terapia Covid con cortisone e antibiotico e dopo 12 giorni sta molto meglio. Il silenzio però continua.“Io tutto sommato sono giovane ma penso a chi versa in una situazione disagiata o peggio un anziano/a che è impossibilitato di muoversi. Io spero che qualche dirigente possa leggere questo messaggio affinché sblocchi la situazione di tante persone che in questo momento si trovano nella mia stessa condizione”
Intanto a Palermo ieri è arrivata la firma di un accordo con medici di medicina generale e pediatri che potranno – anche loro – effettuare i tamponi. Un’altra spinta per velocizzare la macchina dell’assistenza territoriale.

