Italia-Bosnia, ripensando alle notti magiche

Ripensando alle notti magiche che sono diventate terribili

Totò Schillaci
Italia-Bosnia e la fitta della memoria
LA DELUSIONE
di
2 min di lettura

Ripensando alle notti magiche, ormai in bianco e nero per la nostalgia, ti prende qualcosa allo stomaco, come una fitta. Ripensando agli occhi tendenti all’infinito di Totò, il ragazzo siciliano sorto come un miracolo per raccontare un sogno interrotto sul più bello.

Allora, l’eliminazione in semifinale contro l’Argentina sembrò un’offesa intollerabile. Ora, chissà cosa daremmo. Vedete un po’ come siamo messi, se, da Totò Schillaci, siamo passati a Pio Esposito, volenteroso centravanti, al momento, che tira alle stelle il primo dei rigori contro la Bosnia. E lì si era già capito tutto.

Ripensando a quell’estate italiana, con il Mondiale anche a Palermo, con quelle splendide passeggiate nell’afa, accanto a gente che cantava in un altro idioma ed erano canti bellissimi. Ripensando a quegli anni, al Palermo umile e indomito del caro Giovanni Ferrara.

A una stagione che per molti fu di passaggio. Appuntamento fisso: studio per l’incombente maturità, mentre gli altri andavano a mare. Ma la sera c’era Toto e durò moltissimo, fino al confine di tutto, prima che Claudio Canaggia e ancora i dannati rigori spegnessero la luce.

Ma ripensando anche ai miti precedenti. Ai bambini che eravamo che videro Bearzot e i suoi ragazzi partire lentamente, pareggiando con Perù, Polonia e Camerun. Poi, la ‘fossa dei leoni’ con Brasile e Argentina. Ora vedi se Rossi si sveglia… Si svegliò. Sarebbe diventato Pablito per sempre. Il Presidente Pertini con le braccia alzate al Bernabeu resta un’immagine laicamente sacra.

Ripensando a tutto questo, che si fa, all’alba della terza eliminazione mondiale di fila? Si stramaledicono i rigori, si consola il coraggio inutile di Gattuso, si pensa al futuro nebuloso in un calcio che tanto è troppo cambiato e non ha più quel sapore di pane caldo, spezzato. La drammatica verità? Nessuno ha un’idea plausibile. Ecco il dato di cronaca.

E ci sono quelli che commemorano i ‘poveri bambini’ che non hanno visto mai l’Italia ai Mondiali. Giusto, sacrosanto, però anche noi che l’abbiamo vista – e tanto – sentiamo come una fitta alla bocca dello stomaco, ripensando alle notti magiche che sono diventate terribili.

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