CATANIA. Direttore Culicchia, qual è la situazione del credito e dell’economia in Sicilia?
“Direi abbastanza buono. Gli ultimi indicatori sul mercato del credito in Sicilia, aggiornati ad ottobre 2015, dimostrano che i prestiti erogati nella regione aumentano dell’1,3% su base annua. In particolare, risultano in crescita del 3,8% i prestiti alle famiglie consumatrici, a conferma di un sostegno mai venuto a mancare anche durante la crisi. I prestiti alle imprese stanno avendo una ripresa più lenta anche perché è necessario che le imprese tornino ad investire con convinzione.
Il sistema bancario siciliano ha le carte in regola per affrontare l’attuale momento caratterizzato da un inizio di ripresa economica, ancora da consolidare. Certamente il riassetto delle popolari, oggi agli inizi dopo la riforma che le ha interessate, e il progetto di autoriforma del Credito Cooperativo, che dovrebbe essere recepito nel Consiglio dei Ministri del prossimo 28 gennaio, renderà ancora più robuste le banche siciliane. Sull’economia siciliana registro favorevolmente i dati sul turismo regionale contenuti nell’ultimo rapporto della Banca d’Italia. Emerge una crescita significativa delle presenze straniere in Sicilia, pari al 16,5. Altri studi citano dati ancora più positivi per il settore turistico regionale. Buono anche l’andamento del settore agroalimentare trainato dal comparto vinicolo con buone performances dell’agricoltura di qualità, in particolare quella biologica. Sul mercato immobiliare siciliano inoltre c’è una ripresa degli scambi anche se il volume delle transazioni si mantiene ancora ben al di sotto del livello precedente alla crisi. I tassi di interesse sui nuovi mutui si sono attestati su livelli bassissimi mai visti prima d’ora sul mercato e quindi è certamente il momento di stipulare mutui e comprare appartamenti. Tassi così bassi e prezzi degli immobili ai minimi storici e che non sono previsti in aumento per tutto il 2016 rendono oggi assai conveniente l’acquisto di un immobile.
Cosa intendono fare le banche per avvicinarsi al cittadino?
“Le banche svolgono una funzione sociale molto importante e il loro primario obiettivo è quello di tutelare il risparmio. Molte di loro in questi anni si sono sforzate di proteggere il risparmio in tutte le sue varie articolazioni ed ora hanno già provveduto ad informare la clientela sulla nuova normativa entrata in vigore il 1° gennaio 2016. L’Abi ha inoltre predisposto delle linee guida sulla nuova normativa che le singole banche operanti in Sicilia provvederanno a distribuire alla propria clientela. Le linee guida, messe a punto con dodici associazioni dei consumatori, forniscono le risposte alle novità introdotte dalle nuove regole europee sulle crisi bancarie, in vigore anche in Italia dal 1° gennaio. Inoltre, vorrei ricordare l’Accordo per il credito 2015, che consente di sospendere il pagamento delle rate dei finanziamenti: sta funzionando anche in Sicilia e permette di liberare liquidità che rimane a disposizione delle imprese. E’ inoltre possibile richiedere di allungare il piano di ammortamento. Certamente sarebbe auspicabile che la pubblica amministrazione spenda, con progetti seri e credibili, i fondi europei a disposizione e sia più efficiente nel dare risposte alle imprese che vogliono investire. L’incontro di sabato sarà poi l’occasione ideale per istituzioni locali, mondo bancario e comparti produttivi di ragionare insieme sulla ripresa e le migliori soluzioni per rafforzarla”.
Qual è il significato di questo appuntamento?
“Gli incontri Abi per lo sviluppo del territorio si inseriscono nel programma dell’Associazione con l’obiettivo di consolidare e dare visibilità alla costante interrelazione tra le banche e i contesti ambientali in cui esse operano. Rappresentanti del mondo del credito ed esponenti della cittadinanza – nelle sue componenti istituzionali, economiche e sociali – si confronteranno sabato a Catania per meglio concorrere allo sviluppo del territorio siciliano, gettando così le basi per un ulteriore rafforzamento della relazione e una sempre più fruttuosa collaborazione verso obiettivi comuni. Tutto questo attraverso un modello di partecipazione diretta che l’Abi sta sviluppando da diverso tempo in tutta Italia per raccontare da vicino, tappa dopo tappa, l’impegno quotidiano delle banche italiane per il Paese”.
Nel ruolo invece di Direttore Generale della Federazione Siciliana delle Banche di Credito Cooperativo, quale è lo stato di salute delle BCC siciliane?
“E’ buono, come del resto lo è quello del sistema nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane. In Sicilia operano 23 BCC, con 173 sportelli e 923 dipendenti. I soci sono oltre 28 mila, il numero dei clienti è di circa 300 mila. Il patrimonio netto aggregato delle BCC siciliane è di 681 milioni di euro; il CET 1 medio – dato che testimonia la particolare solidità patrimoniale di quelle che ricordo sono banche cooperative, mutualistiche e locali, è del 26,01% contro il 16,2% del sistema nazionale BCC ed il 12,1% del sistema bancario italiano; la copertura del credito deteriorato è del 49,3%. Le BCC siciliane rappresentano un sistema con indicatori medi di patrimonializzazione e di copertura del credito deteriorato superiori alle medie delle BCC italiane e del sistema bancario nel suo complesso. La raccolta è superiore ai 4 miliardi di euro (in aumento dell’1,14%); gli impieghi sono pari a 2,7 miliardi di euro in aumento anch’essi dell’1,16%”.

