La città dei vizi e dei favori - Live Sicilia

La città dei vizi e dei favori

di FRANCESCO PALAZZO La domenica di resurrezione trascina con sé vari aspetti, tutti abbastanza pregnanti, anche se non si è credenti. Per una città del sud, per Palermo, alcuni di questi significati indicano qualcosa che potrebbe essere e intanto non è. Pasqua come liberazione. Certo, dal potere criminale. E sin qui è troppo semplice.
La Pasqua di Livesicilia
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di FRANCESCO PALAZZO La domenica di resurrezione trascina con sé vari aspetti, tutti abbastanza pregnanti, anche se non si è credenti. Per una città del sud, per Palermo, alcuni di questi significati indicano qualcosa che potrebbe essere e intanto non è. Pasqua come liberazione. Certo, dal potere criminale. E sin qui è troppo semplice. In teoria, si capisce. Perché poi, in pratica, dietro lo slogan che la mafia fa venire il voltastomaco, rimane l’intreccio dei rapporti con il potere criminale. Ma liberazione anche della mala politica che non amministra, spreca, perde tempo. Attenta solo agli interessi dei singoli, dei partiti o delle sottocorrenti che rappresentano. Resurrezione tutta laica, fine della passione per Palermo, quindi, se si riuscisse a tagliare i vincoli che a qualsiasi livello ancora legano il capoluogo alla mafia e se, al contempo, alla guida politica e amministrativa andassero persone che amano questa città. E ancora. Pasqua che, per gli antichi, era anche passaggio dai vizi alle virtù. E quanti vizi ha Palermo? Ci vorrebbe un’enciclopedia per enumerarli tutti. Sia che riguardino la dimensione pubblica, sia che si riferiscano alla sfera privata, almeno quella che incide pesantemente sulla vita collettiva. Il vizio del trovare un favore prima di cercare un diritto. Il vizio del saccheggiare continuamente il territorio. Quando percorro le strade della città, cerco di attraversare sempre sulle strisce pedonali, anche se allungo il percorso. Cerco di non parcheggiare mai in seconda fila, non pago i posteggiatori abusivi, adopero i mezzi pubblici per non incasinare ancora di più il centro. Mi sembra un modo, se volete banale, minimo, di mettere ordine in me stesso e nel rapporto con Palermo. Ebbene, fine della passione per la nostra città se cominciamo dalle piccole cose. Poi Pasqua come continuità. Solo a un certo punto i cristiani aggiunsero alla Pasqua domenicale quella annuale. Per conservare, credo, un percorso fatto di un progetto continuo non confinabile in un solo giorno di festa. Infine, perciò, un ultimo, tra i tanti, orizzonti di resurrezione per Palermo, potrebbe essere quello di abbandonare le finte emergenze e programmare un futuro migliore. Vivendolo e costruendolo, sia a livello pubblico che personale, insieme, tutti i giorni.


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Commenti

    Un commento che ho ricevuto in privato su fb, ometto il nome dell’autrice.

    Bello e condivisibile.
    Soprattutto alla voce: diritto piuttosto che favore. Certo il favore ti abbraccia di affetto e conoscenza mentre il diritto ti rende anonimo. Ma così dovrebbe essere. Spesso mi accusano di essere brusca e ruvida nei miei no incomprensibili. Ma ho introiettato così tanto quest’antipatia profonda per “l’apologia dell’amicizia”, zerbino sempre presente dell’anticamera dell’atteggiamento che predispone una collettività al trionfo della prepotenza, da non poterne più fare a meno. Per quelli che ti chiamano per metterli in contatto con qualcuno, “ti ricordi di me? Sono l’amica di tizio e avrei bisogno del numero di caio perchè devo fare…” intercessioni e numeri di telefono per qualunque minchiata, anche ininfluente e normale, ma che la dicono lunga sull’humus dei comportamenti condivisi e ormai introiettati.. Per me , la mia “ruvidità” , i miei “avrei preferenza di no” sono il tuo non posteggiare in doppia fila e non pagare il parcheggiatore abusivo…
    E’ vero, penso che sia meglio essere antipatici che abbassarsi allo zerbino.
    E’ un modo per rinascere.

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