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La Corte dei conti chiede | La Regione non risponde

Dagli atti emergono numerosi casi in cui l'amministrazione non riesce a superare i rilievi dei magistrati

 

IL GIUDIZIO DI PARIFICA
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PALERMO – Un processo fatto di atti non completi, di risposte non fornite, e di chiarimenti non esaustivi. La lettura degli atti del giudizio di Parifica di venerdì permette anche di conoscere il contraddittorio, cioè il dialogo, che c’è stato fra gli uffici regionali e la Corte dei conti durante il lungo processo al consuntivo della Regione per il 2018.

L’occasione del giudizio sul Rendiconto è anche il momento per ricostruire le fila di un rapporto fra le due istituzioni. Come è andata nell’ultimo anno? Si potrebbe rispondere con una frase: la Corte dei conti chiede e la Regione non risponde. E quando lo fa, non convince.

L’impugnativa della parifica

Questa contrapposizione, nella sostanza, risale già al mese di settembre 2018 quando il governo Musumeci ha fatto ricorso contro la Parifica sul rendiconto 2017 (in cui si accertava un maggiore disavanzo di due miliardi). Dopo qualche mese le Sezioni riunite in sede giurisdizionale ha confermato il giudizio.

Si è però accumulato così un ritardo che ha “oggettivamente influito sulla gestione finanziaria 2018” anche per ciò che riguarda la presentazione del bilancio consuntivo 2018. E proprio i ritardi accumulati, per la Corte dei conti, sono stati poi all’origine della presentazione di due bilanci: quello di giugno, poi ritirato, e quello di agosto, poi sottoposto a Parifica.

Le risorse non sufficienti

Anche parlando di disavanzo, le risposte ottenute dall’amministrazione sarebbero state solo parziali. Dopo avere affermato che nel 2019 occorrerà recuperare oltre un miliardo, i giudici commentano: “Tale valore, sebbene inferiore a quello determinato dalla Corte in sede di parifica del rendiconto generale per l’esercizio 2017, risulta comunque ben superiore ai pertinenti stanziamenti operati nel bilancio 2018 pari, al netto del capitolo 9, la cui funzione è unicamente di sterilizzazione dell’anticipazione di liquidità” a 886 milioni. La Corte dei conti, sembra così ammettere che il governo e l’Ars hanno stanziato numerose risorse, però, insufficienti. Quando la Regione ha provato a seguire le indicazioni della Corte dei conti, non l’ha fatto del tutto.

Il contraddittorio nell’istruttoria

L’amministrazione ha dato la sua collaborazione dopo l’ordinanza dei giudici dei conti dello scorso luglio. Gli uffici hanno avviato l’operazione di verifica dei singoli capitoli di bilancio che ha portato a 22mila rettifiche e correzioni sinteticamente annotate. Nel contraddittorio le Sezioni Riunite hanno sollecitato l’Amministrazione regionale a fornire elementi di chiarimento sulle operazioni di revisione in corso e sulle specifiche verifiche ancora da effettuare. Il risultato? Potrebbero esserci ulteriori rettifiche “senza potere prevedere il verosimile impatto sull’attendibilità dei dati contabili attualmente esposti a consuntivo”.

La Regione non fornisce i dettagli

Durante tutta la pratica istruttoria sui conti non sono mancate le risposte carenti. Malgrado le “ripetute richieste prodotte”, alla Corte dei conti non sono pervenuti i riscontri per conoscere le giacenze di cassa vincolata (e quindi le risorse rimaste nel conto in banca a fine anno perché non spendibili se non per certe finalità) delle risorse non regionali. I giudici ne hanno così tratto che le risorse non regionali servono anche per la gestione sanitaria. In questo caso, la Regione non ha eccepito nulla e non ha fornito nessun dettaglio.

Adeguamenti che mancano da anni

Ci sono risposte che non arrivano da tempo. La Corte dei conti, ad esempio, ha chiesto ancora una volta che l’amministrazione completi le procedure per conoscere il proprio patrimonio ma non ci sono riscontri. Lo stesso vale per la registrazione automatizzata dalle operazioni finanziarie. I giudici definiscono la mancanza di questo programma informatico una “questione irrisolta”.

Contenziosi, pignoramenti e partecipate

Anche riguardo ai contenziosi la Corte dei conti non ha avuto risposte. La mancanza di una banca dati dei processi non ha consentito di comprendere quale dovesse essere l’ammontare del fondo rischi per le cause in corso. La Ragioneria però non ha dato risposte esaustive neanche sul valore dei contenziosi davanti alla Corte costituzione e davanti alla Corte di giustizia europea.

La cosa non migliora parlando di pignoramenti.  “L’Amministrazione non ha fornito chiarimenti in relazione ai provvedimenti esecutivi, che hanno comportato pignoramenti, e non ha spiegato per quale motivo non si è proceduto al tempestivo pagamento nelle forme ordinarie e, comunque, prima della procedura esecutiva”. In sostanza, sembrerebbe emergere il fatto che gli atti di pignoramento sono incontrollati e piuttosto che evitare l’aggravio delle spese gli uffici lascino che i procedimenti facciano il loro seguito.

“Le risposte della Regione non sono state atte a superare i rilievi” anche con riguardo alla gestione delle partecipate. Durante il procedimento è stato chiesto quanto la Regione avesse stanziato per ricapitalizzare le perdite di alcune partecipate  o di precisare perché non è stata fatta la svalutazione sulle partecipazioni alle società che hanno un patrimonio netto inferiore al capitale sociale (società cioè che hanno visto eroso il capitale versato anche dalla Regione). Insomma, la Corte dei conti chiede e la Regione non risponde. E quando lo fa, non convince.

 


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Commenti

    Chiedetegli anche di sapere qual’è la massa contributiva dei dipendenti “contratto 2” che devono andare in pensione. Non esiste una banca dati. Della serie: non ricordo dove ho messo la chiave della cassaforte. Prendi questi. Poi, se trovo le carte, ti do gli altri….

    Ma, che sono cattivi!!!!! questi della corte dei conti…
    Vogliono sapere tutto!!!!!’!
    Anche quanti rotoli di carta igienica mancano dalla regione,
    Però. Noi. Furbi ora li fittizio.
    Ci aumentiamo lo stipendio,,,,
    E la parificazione e fatta,
    Tanto dovevamo tanto ci prendiamo e il buco e completo,
    E poi CAPPIDDAZZU PAGA.

    Presidente Musumeci, alle elezioni regionali si era presentato come una persona risolutiva e responsabile, ma come da parifica della Corte dei Conti oggi veniamo a sapere che il bilancio dell’Ente che lei guida, ha un disavanzo di un miliardo di euro. Lei come Governatore che ha tenuto i conti della Regione Siciliana sotto controllo negli ultimi due anni, nonostante sapesse le difficoltà economiche, del miliardo di euro di disavanzo nel bilancio della Regione Siciliana, si è pure permesso qualche mese fa di spendere 9 milioni per la manifestazione dei cavalli organizzandola tra l’altro nel suo Paese nativo, dimostrando ai suoi compaesani e ad altri presenti che la Regione poteva permettersi il lusso di spendere soldi per soli capricci. Ha speso 9 milioni di euro dei cittadini e che sarebbero invece stati utili spenderli per aiutare le fasce più deboli dei cittadini e dare dignità anche ai disabili che sono abbandonati. Ecco devo dirlo Presidente, non penso che lei come Governatore della Regione Siciliana sia stato responsabile o un buon padre di famiglia, in un momento di crisi e con un bilancio che fa acqua da tutte le parti, mi permetta Presidente, non si possono spendere soldi per soli capricci. Ieri ho letto nel gds che Consulenti dell’Assistenza Tecnica negli Assessorati regionali ci costano 440 euro al giorno, una vera rapina per l’amministrazione considerando che questi usano stampanti, risme di carta, computer, postazioni ecc, ecc, a totale carico della Regione Siciliana, con l’aiuto dei dipendenti regionali e questo lavoro extra non viene pagato e hanno uno stipendio di 1500 euro al mese. Non voglio approfondire e continuare per le cose ingiuste che si vedono all’interno degli uffici regionali, poi non ci lamentiamo se i dipendenti non hanno stimolo a lavorare. Auguro una buona domenica al Direttore e a tutto lo staff di Live Sicilia e grazie per darci la possibilità di far conoscere il nostro pensiero attraverso la pubblicazione dei vari commenti.

    aboliamo l ars e la sua diabolica autonomia

    La Corte dei conti come si permette a disturbare i regionali che in questo periodo sono impegnati a dividersi il bonus produzione e non hanno tempo per rispondere. La Corte dei conti è meglio che ritenti l’anno prossimo .

    scrivano con parole più semplici di facile comprensione, please

    è la logica conseguenza di decenni di malapolitica clientelare,,,,,,,,,e ancora oggi parlate di assunzioni, premi , riqualificazioni orizzontali, indennità di vacanza, premi ai dirigenti, performance, sindacati,,,,,,,,,,,,,,,,,,siamo l ultima regione d italia

    Per iniziare a risparmiare basterebbe eliminare gli esterni degli uffici di gabinetto ed eliminare gli appalti con le imprese di pulizia. Ci sono categorie di dipendenti che come profilo dovrebbero essere impegnati in queste mansioni. Poi, sagre e festicciole varie nei paesini. Attrazione turistica pari a zero. Ci vanno quelli dei paesi vicini. Contributi in favore di terzi e imprese varie, solo se previsti da leggi statali. Immobili. Verificare i canoni che paga la Regione. Straordinari. Eliminarli. Tutto riposo compensativo. Famp. Ora Ford. Via. Non ha senso. È una quattordicesima. Monitorare le pratiche di finanziamento a campione. Finirebbe la corruzione.

    La Corte dei conti e’ Organo di rilievo costituzionale custode dell’Unita’ economica della Repubblica. La gestione delle risorse pubbliche deve essere sottoposta al controllo dell’Organo interno di vigilanza sulla regolarita’ amministrativa e contabile, Organo terzo che ogni P.A. DEVE possedere e, successivamente al controllo finale della Corte dei conti.
    Evidentemente bisogna potenziare l’azione degli Organi di controllo interno delle P.A. e il coordinamento con la Corte dei conti affinche’ eventuali episodi di mala-gestio siano tempestivamente segnalati e corretti.
    Il potenziamento degli Organi di controllo interno delle P.A. coordinato con la Corte dei conti e’ a mio parere l’unica misura che realmente puo’ consentire un controllo piu’ efficace sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
    La composizione degli Organi di controllo interno deve garantire la terzierieta’ nei confronti dell’Ente in cui opera.
    Elencare le colpe passate senza porre rimedi efficaci non elimina i danni prodotti né quelli che si produrranno che inevitabilmente ricadono sulle spalle di tutti noi e delle generazioni future.

    L’anomalia (chiamiamola così) che sta alla base di tutto e che la Regione fa finta di non capire è il considerare pignoramenti e decreti ingiuntivi come “debiti fuori bilancio”. In realtà fra tutti i pagamenti da effettuare questi sono quelli che rivestono carattere di massima priorità, anche sulla stessa spesa ordinaria, in quanto imposti dai giudici con sentenze dalle quali non si può sfuggire o come la polvere di casa nascondere sotto i tappeti. Ed anche se questo fosse un modo corretto di affrontare il problema il non pagare subito finisce inevitabilmente per ritorcersi contro la stessa Regione con ulteriori atti di precetto presentati dagli avvocati delle controparti che, ovviamente non rinunciando sia loro che i clienti a quanto dovuto, ne reclamano il pagamento maggiorato di interessi, parcelle e spese legali. Se poi consideriamo che la Regione Siciliana non esce mai vincente da sempre in tutti i procedimenti nei quali viene citata in giudizio allora abbiamo la cosiddetta tempesta perfetta.

    La regione da anni non risponde alla corte dei conti, non risponde ai cittadini, non risponde a nessuno. Purtroppo è soltanto una mangiatoia per pochi

    Significa che è un DISASTRO

    L’autonomia si concede alle persone che sono in grado di saperla gestire al meglio per il bene comune, no per fare marchette distribuendo marchette al solo fine di farsi rieleggere.

    Considerata l’incapacita’ degli organi politici nel dare risposte concrete alla Corte dei Conti e’ arrivato il momento di chiedere il commissariamento della Regione Siciliana per almeno un decennio!

    veda che solo coloro che hanno il contratto 1 sono garantiti dal bilancio regionale, il contratto 2 non hanno nessuna garanzia.

    Rosanna@ ma sai dove li hanno presi quei soldi?? dai Fondo del Conparto che in effetti è stato poi rimandato il versamento a quasi a fine anno, non ti eri mai chiesto il perchè? piuttosto non mi chiedo dove hanno preso i 9 milioni perchè lo so, ma dove hanno sottratto i milioni necessari per darli al comparto a novembre 2019, questo non lo so visto che in regione piangono miseria in ogni dove, tranne nelle loro tasche.

    Concordo su tutto ma assistenza tecnica ha lo scopo di aiutare le parti interessate ad attuare i programmi e i progetti finanziati dalla Commissione UE. Nell’ambito della politica di coesione dell’Unione europea, questo aiuto di natura finanziaria può essere utilizzato per le attività di preparazione, gestione, valutazione, monitoraggio, audit e controllo.
    I fondi destinati all’assistenza tecnica sono erogati attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e il Fondo di coesione.

    Ora ci sentiamo più tranquilli….

    Eccolo quì l’odiatore di turno, pronto a sparare sui dipendenti regionali pur di sparare insulse stupidità !

    Ottimo ! Lo si deve fare già da 18 anni, ma è noto siamo arretrati culturalmente !

    Sicilia da commissariare

    PER RISPONDERE MUSUMECI DEVE ASSUMERE GLI ALTRI 1500 REGIONALI…

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