Cuffaro, la crisi morale e politica

La crisi morale e la crisi politica

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    il nodo non è costituito dalla necessità di “decuffarizzare la Sicilia”, quanto emerso dalle indagini a carico della Nuova DC e del suo segretario, è l’esasperata applicazione del “manuale cancelli”. Il presidente Schifani che ha dovuto liquidare i due assessori in quota DC, è stato sino ad ora l’esecutore della puntuale applicazione di questo metodo spartitori che, a cascata, riguarda anche le figure di sottogoverno e quelle dell’apparato burocratico di vertice. Quando a Totò Cuffaro intercettato si sente dire ” a noi ne toccano tre” riferito alle dirigenze dell’AASSLL, è la rivendicazione di una quota che le logiche spartitori del potere politico hanno scelleratamente consolidato in decenni della nostra sgangherata democrazia. il presidente della Regione non può certo dimenticare che nei mesi scorsi, secondo le medesime logiche, è stata assegnata la presidenza dell’AST ( sollecitata da Lombardo, altra stampella del suo Governo ), la direzione generale della GESAP, qualche incarico a consulenti a figure facenti parte della sua area e via dicendo. D’altronde, sono pure illuminanti le considerazioni di Claudio Fava che, guardando dentro al partito di appartenenza, con grande onestà intellettuale osserva che anche la principale compagine di opposizione, lacerata da forti dissidi interni che appaiono insanabili, ha al centro dei propri interessi la “buona bottega”. Ma non c’è da meravigliarsi perchè quanto avviene in Sicilia, altro non è che l’applicazione in termini radicalizzati di un sistema che la politica italiana segue da decenni, senza soluzione di continuità, senza differenze di colore ed in cui la seconda repubblica si è saldata alla prima raccogliendone il testimone.

    … e se il problema è il “manuale cancelli”, cacciamo il governo Schifani che si è generosamente distinto nell’aprire cancelli, porte e portoni agli amici. E Cuffaro? Ritorna, c’è già chi l’aspetta.

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