Sembra passata una vita da quando questa foto, che ritrae Renato Schifani e Totò Cuffaro insieme in un momento politico pubblico, fu pubblicata. Eppure, eravamo appena nel settembre del 2023, si celebrava il congresso – cioè la marcia trionfale – della Dc cuffariana, pronta a giurare che una nuova vita era possibile, sotto le insegne del vecchio stendardo. E’ andata diversamente.
Uno scatto reso preistorico dagli eventi successivi, nonostante siano trascorsi appena due anni e poco più. La Democrazia Cristiana di Cuffaro, travolta politicamente dall’inchiesta di cui è – con altri – protagonista il suo mentore, sta perdendo pezzi dopo pezzi.
Donato saluta, la frase di Schifani
Per ultima, ha sbattuto la porta la vicepresidente, Francesca Donato. “La mia decisione – ha affermato in un lapidario comunicato – nasce da divergenze politiche e di visione ormai insanabili con la linea del partito, così come definita dalla dirigenza nazionale, che non mi consentono di proseguire un percorso coerente. Si tratta di una scelta assunta senza alcuna volontà polemica, ma per coerenza con i miei valori, i miei obiettivi e la mia visione dell’impegno politico”.
Come se non bastasse, le parole del presidente della Regione, Renato Schifani, hanno avuto un suono udibilissimo: “Seppur quasi completamente assorbito dall’emergenza maltempo, da quello che ho potuto leggere non mi sembra di intravvedere significative novità. Vedo una fase di transizione i cui tempi non sono in grado di individuare”.
Una frase netta sul percorso di ‘decuffarizzazione’, strettamente legata ai cancelli del paradiso perduto della giunta. Uno dei pezzi smarriti.
La foto del passato
Ecco perché, tra un pezzo e l’altro, la foto del 2023, alla luce degli sviluppi, appare sideralmente lontanissima. Citiamo dal resoconto di allora del nostro Salvo Cataldo: “Sorrisi e pacche sulle spalle. A Palermo il congresso regionale della Dc di Totò Cuffaro. In sala c’è uno dei coordinatori regionali FdI, Salvo Pogliese, e poco più in là, sempre in prima fila, il coordinatore di Forza Italia nell’Isola, Marcello Caruso”.
Riprendiamo le parole di Cuffaro, nell’occasione: “Ne approfitto per ribadire che io ho sbagliato e sto facendo di tutto per rimediare a miei errori, a cominciare dall’accettazione della responsabilità e di spiegare alla nuova classe dirigente che non si va da nessuna parte se non lo si fa con grande passione ma soprattutto dentro i crismi della legalità”.
Arrivano i commissari
I tre commissari regionali della Democrazia Cristiana: Salvatore Cascio, Carmelo Sgroi e Fabio Meli salgono alla ribalta.
“Domani pomeriggio (oggi ndr) – hanno spiegato in una nota – parteciperemo a una riunione in segreteria regionale insieme ai vertici del partito regionale, i deputati regionali e i segretari provinciali per un momento di confronto e di rilancio dell’azione politica. La nostra attenzione, al momento, è concentrata sull’emergenza che si sta vivendo in Sicilia Orientale e a Niscemi e l’ultimo dei nostri pensieri sono i rimpasti di governo o nomine”.
“Al momento opportuno chiederemo un incontro al presidente della Regione, Renato Schifani, per discutere del futuro, se ci saranno le condizioni politiche continueremo nel percorso intrapreso nel 2022, altrimenti ne prenderemo atto e continueremo a lavorare per il bene della Sicilia da un’altra prospettiva”, è la concusione. A quanto si apprende, la prossima settimana il presidente della Regione incontrerà una rappresentanza del partito.
Provaci ancora Dc, mormorerebbero i (pochi) resistenti aficionados della prima ora. Ma la falla aperta dalla rovinosa caduta dell’ex leader appare difficile da sanare. Quella foto dei tempi andati è già destinata all’archivio dei sogni di gloria.
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