CATANIA – Assolvere l’ex sindaco di Acireale Roberto Barbagallo. I difensori, gli avvocati Pierfrancesco Continella e Vincenzo Mellia, hanno concluso così le loro arringhe davanti alla terza sezione del Tribunale di Catania presieduta dalla giudice Rosa Alba Recupido. I due avvocati hanno analizzato pezzo per pezzo il mosaico accusatorio ricostruito nel corso dell’indagine Sibilla ritenendo che non vi sia alcuna prova del reato di induzione indebita a promettere utilità.
Barbagallo, secondo l’accusa, avrebbe ottenuto sostegno per la candidatura nel 2017 all’Ars di Nicola D’Agostino (completamente estraneo all’inchiesta) dai due commercianti ambulanti Salvatore e Sebastiano Principato, e in cambio avrebbe consentito loro di lavorare indisturbati nonostante alcune irregolarità emerse nel corso di un controllo ad hoc. E tutto con l’aiuto del vigile urbano Nicolò Urso. Per i quattro imputati il pm ha formulato una richiesta di pena di 4 anni nei confronti di Barbagallo e Urso, e di due anni per i due fratelli ambulanti. Per gli altri imputati chiesta assoluzione.
Nel corso dell’udienza si sono svolti gli interventi difensivi anche degli avvocati Giuseppe Lo Faro, Sandro Del Popolo, professor Giovanni Grasso, Nino Garozzo, Fabrizio Seminara, Rosario Pennisi, Enrico Tarantino, Salvatore Mellia e Mario Pavone.
La sentenza è attesa per il 22 febbraio 2022, ma prima che il Tribunale si ritirerà ci saranno le repliche del pm.

