La politica del Gay Pride | E quella del Family Day - Live Sicilia

La politica del Gay Pride | E quella del Family Day

Gay Pride, Family Day, bandiere contrapposte e in campi diversi. Sì, ma cosa vogliono davvero?

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Parliamoci chiaro. L’omosessualità, la trasnsessualità, la bisessualità, sono ancora viste da un’ampia parte di opinione pubblica come problemi. Situazioni esistenziali da cui stare alla larga. Pregando Iddio che non capiti proprio a me, a mio figlio, a mia figlia, alla mia famiglia più stretta. Chi vive una vita sessuale e sentimentale diversa da quella della maggioranza, incontra ostracismi di vario tipo. C’è chi li esprime in maniera eclatante e chi si limita a farlo, e sono tantissimi, con sorrisini e battutine spalmate nel quotidiano. Tante piccole ferite che non si vedono e che fanno ancora più male.

Anche il Gay Pride, che si sta celebrando a Palermo dal 14 al 23 giugno, suscita avversione. Proveniente, in maniera trasversale, da destra a sinistra. Basterebbe leggersi i commenti su questo giornale, farsi un giro su facebook o semplicemente parlare con la gente per strada. Insomma, il problema esiste e va affrontato. Non lanciando generiche fatwe contro coloro che hanno posizioni chiuse sull’argomento. Ma ragionando. Nel chiedermi il contributo che leggete, LiveSicilia mi fa una domanda precisa. Che tipo di politica esprime il Gay Pride?

Sono andato a guardare la piattaforma politica sul sito palermopride.it/2013 e l’ho incrociata con quella del Family Day, che si svolgerà, volutamente, a Palermo, il 22 e il 23 prossimi. In questo volutamente c’è la profonda differenza politica tra i due eventi. Il Gay Pride non nasce in contrapposizione a qualcosa, il Family Day, sì. E’ vero che un rappresentante della conferenza episcopale siciliana ha voluto sottolineare che la manifestazione non è contro qualcuno. Ma, ancorché proveniente tale dichiarazione da una voce autorevole (ma isolata), tutto lascia presagire che così non è. Si è voluto mettere in scena una specie di derby a Palermo.

Come se la vita sessuale, in tutte le sue manifestazioni, non facesse già parte delle nostre famiglie. Normali e più che normali. Al fondo c’è una questione che richiama due diverse tipologie di società e quindi di politiche. Le rivendicazioni del Gay Pride intendono conquistare diritti senza che questi significhi toglierne ad altri. Quali sono queste rivendicazioni? Riconoscimento del matrimonio civile per coppie formate da persone dello stesso sesso e delle unioni civili per coppie formate da persone dello stesso sesso o di sesso diverso, attraverso una normativa diversa da quella del matrimonio. Estensione al partner o al genitore non biologico della co-responsabilità sul minore, possibilità di adozione ai singoli o alle coppie formate da persone dello stesso sesso, definizione di una nuova legge che permetta l’accesso alla procreazione assistita per singoli e coppie, anche dello stesso sesso.

Si chiede, inoltre, che la discriminazione sia combattuta attraverso interventi formativi per i dipendenti degli uffici pubblici e con percorsi educativi rivolti alle scuole. Si auspica che la transizione di genere sia erogata dal sistema sanitario nazionale e che la transessualità sia rimossa dal manuale diagnostico dei disturbi mentali. Dal punto di vista della politica internazionale, si vuole la depenalizzazione in alcune nazioni dell’omosessualità e l’abolizione della pena di morte, che in taluni paesi è prevista anche per i reati di omosessualità e transessualità. Questo, più o meno, è quanto. Concordi o discordi che ci si trovi sui singoli punti, mi pare un percorso che intende costruire e non distruggere.

Il complesso della privazione e dell’invasione di campo mi pare che, al contrario, contraddistingua il Family Day. Programmato “per non lasciare la città in mano al Gay Pride”. Vogliono dire no, così scrivono nel loro sito, alle adozioni e al matrimonio gay e dire sì alla bellezza della famiglia naturale. Intendono, cosi aggiungono, aiutare i palermitani a farsi gli anticorpi. Come se si trattasse di una pericolosissima malattia da scongiurare. C’è l’accusa contro le istituzioni, che non farebbero molto per tutelare la famiglia composta da un padre, da una madre e dalla prole.

Ma non vi è traccia di puntuali richieste, da inoltrate alle forze politiche e istituzionali, così come invece fa il Gay Pride con i punti che ho sinteticamente riportato. Dunque, cosa è la politica del Gay Pride? Dal mio punto di vista è una politica che tende ad allargare diritti e dunque la democrazia. Mentre, viceversa, mi sembra che l’atteggiamento del Family Day inviti a circoscrivere, a chiudere. La famiglia è bella, non vi è dubbio. Ci forma e ci protegge. E, quando è veramente sana, sa difendere e potenziare le differenze. Farne un fortino, scavando trincee, per salvaguardarla non si sa bene da cosa, visto che il Gay Pride non intende minacciarla in alcun modo, è un modo di fare incomprensibile. Come sanno bene quelle famiglie, composte da padre, madre e prole, che si trovano a vivere delle differenze sessuali che crescono e che chiedono, spesso implorano, solo di poter vivere dignitosamente. Preservando le proprie e le altrui libertà.


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Commenti

    W il Gay Pride e viva il Family Pride viva il Dog Pride…
    Secondo me c’è un’altro aspetto che va guardato. in questo momento storico (di crisi economica, spirituale, morale, ecc) a buona parte della cittadinanza non frega un bel niente di manifestazioni, feste e quant’altro. Oggi più che mai c’è un problema sostanziale di sopravvivenza di tutti: Gay, Family ecc…
    Pertanto io, ma come me tanti altri, in questo caso trovo indecente non le varie feste PRIDE bensì che negli stessi giorni il Comune di Palermo ha destinato per il Gay Pride €. 1000,00 al giorno per 10 giorni di festa. 10.000 euro immediatamente spendibili mentre lo stesso Comune di Palermo ha destinato cca. 10 euro al giorno per SEI MESI di servizio emergenza palermo (il servizio che da mangiare alla povera gente). Non solo da tre mesi si aspetta ancora il regolamento per sapere come spendere questa miseria…
    è questa la mostruosità non il fatto che a Palermo c’è il GAY PRIDE.
    Certo si obbietterà che a Palermo verranno non so quanti centinaia di migliaia di turisti per l’occasione e ciò farà girare l’indotto economico di Palermo.
    A questa obbiezione voglio rispondere che qualche giorno fa lo Stesso Comune di Palermo ha dato il gratuito patrocinio (e ha fatto bene) ad un’altra manifestazione che a portato a Palermo 80.000 persone (anche se il sig. Palazzo contestò il dato numerico 🙂 ).
    Si tratta della beatificazione di P. Puglisi.

    Non è un gay-pride, è un depra-pride.

    obiezione, non obbiezione. ignorante.

    Alcune valutazioni :
    La possibilità di adozione ai singoli o alle coppie formate da persone dello stesso sesso, definizione di una nuova legge che permetta l’accesso alla procreazione assistita per singoli e coppie, anche dello stesso sesso: Risposta –
    Ma non mi pare una richiesta priva di rischi. Il nascituro o l’adottato hanno diritto di avere due genitori e un padre ed una madre. Nessuno è autorizzato a fare per loro una scelta diversa !

    Si chiede, inoltre, che la discriminazione sia combattuta attraverso interventi formativi per i dipendenti degli uffici pubblici e con percorsi educativi rivolti alle scuole: Risposta –
    Indrottinare che l’omossessualità è una situazione di tutta normalità insegnandolo ai giovani studenti, è cosa che, nella fase di crescita e formazione della personalità è, a mio avviso, non scevra da pericoli. Pertanto bene che si tenda ad insegnare agli studenti il rigetto di ogni atteggiamento discriminatorio e di non accoglienza delle differenze, ma senza che questo sia esclusivamente indirizzato all’omofobia.

    Ma perché? Solo perché hai visto qualche foto con un carro con persone vestite di vivaci colori significa che è depravato? Su, dai, si serio. Le depravazione sono tutt’altro. Queste persone non fanno male a nessuno.

    Che un comune metropolitano come quello di Palermo destini 10 mila euro ad una manifestazione nazionale, che farà convergere in città e nella regione migliaia di persone, come lei giustamente osserva, non mi pare uno scandalo. Dire che il Comune poteva destinare altrove questi mille euro al giorno, è la classica obiezione di chi non vede di buon occhio una cosa e sposta l’attenzione su altro. Non ci si può sempre occupare di emergenze varie, mi pare che in quanto a precariato e indigenza i comuni e la stessa regione abbiano negli ultimi decenni dato sin troppo. Con i risultati che vediamo. Che le persone non vogliano partecipare alle manifestazioni, perchè debbono sopravvivere, è contraddetto da quanto lei scrive a proposito della beatficazione di don Puglisi (il dato numerico è relativo, si è trattato pur sempre di un grande evento popolare).

    Mai i bambini a due uomini a due donne! mai gli uteri in affitto e le donne utilizzate come contenitori per Elton John e soci! Viva il family day, abbasso il gay pride e i soldi spesi dal comune

    Nessuno ha parlato della non voglia di partecipazione delle persone perché debbono sopravvivere. Semplicemente si ritiene sbagliato che il comune oggi spenda 10 euro al giorno per dare da mangiare alla povera gente mentre per il Gay Pride spende 1000 euro al giorno anche perché come è stato fatto per la beatificazione di P. Puglisi il comune può concedere il GRATUITO patrocinio e le manifestazioni riescono lo stesso a portare tante gente che fa girare l’economia… è così difficile da capirlo?

    Intervento come al solito puntuale di Francesco Palazzo, commenti come al solito demenziali da parte dei soliti noti.

    Quanta ignoranza e pregiudizio nelle vostre parole, magari siete anche cattolici e professate: ama il prossimo tuo come te stesso
    bravi, proprio bravi!
    prima di giudicare e parlare di cose che non conoscete, e non solo in questo caso, vi prego prima di documentarvi e conoscere, scoprireste tante cose nuove e interessanti. Ma probabilmente a voi interessa solo quello che vedete davanti ai vostri piedi, senza mai alzare lo sguardo avanti e guardavi intorno e vedere come è bello vivere tra i colori e le ricchezze che potete cogliere dal vostro prossimo, etero, omo, trans, bianco, verde, giallo, giovane o anziano… che sia.
    Spero vi rendiate presto conto che una società dove tutti sono felici e una società migliore per tutti!!!
    Così facendo non fate altro che alimentare odio e fare del male ad altre persone.

    Penso sia molto importante per una città come Palermo che si parli di questi problemi. I siciliani
    “OMO” non debbono scappare dalla loro citta “macista e ignorante” per nascondersi e potere vivere la loro sessualità con meno pregiudizi. Dobbiamo rispettare, amare il diverso e dargli i diritti che ogni persona ha.

    Chi ha scritto l’articolo è profondamente ignorante o in malafede: certe sue affermazioni come “Il Gay Pride non nasce in contrapposizione a qualcosa” o “Le rivendicazioni del Gay Pride intendono conquistare diritti senza che questi significhi toglierne ad altri. Quali sono queste rivendicazioni? Riconoscimento del matrimonio civile per coppie formate da persone dello stesso sesso” NON tengono completamente conto di cosa significhino queste “rivendicazioni” che porta avanti il Gay Pride.
    Sa l’articolista che, in quei paesi dove è stata cambiata la definizione di matrimonio (da “unione tra un uomo e una donna” a “unione tra due persone” anche dello stesso sesso) esiste, come è logico che sia, una discriminazione per le coppie eterosessuali? Sa che nello stato di Washington sono state depennate dai documenti ufficiali le parole “madre” e “padre” e sostituite con “genitore n°1” e “genitore n°2”? Sa che in Francia ci si avvia alla stessa cosa e già è stata inserita nel codice civile , al posto di “madre” e “padre”, la generica parola “genitori”? Sa che tutto ciò porterà, come ha già portato dove il matrimonio è stato cancellato e trasformato in “altro”, alla proibizione da parte delle maestre di chiedere ai propri alunni “come si chiama tua madre?” (o tuo padre) per non discriminare chi ha due padri (e nessuna madre) o due madri (e nessun padre)?
    Sa che in Francia le persone vengono arrestate per il semplice motivo di indossare una maglietta su cui è disegnata una famiglia naturale?
    Altro che non togliere diritti! Finiamola di dire corbellerie.

    Il mondo è pieno di eterosessuali perseguitati. Come si fa ad essere insensibili davanti a questo sistematico sterminio? Bisognerebbe mandare in giro i caschi blu dell’Onu. Ottimo articolo.

    Possiamo essere in disaccordo su tutto, ma sui fondamentali del confronto dobbiamo intenderci. Lei, nei due post, fa le seguenti affermazioni, ne scelga una.

    “Secondo me c’è un’altro aspetto che va guardato. in questo momento storico (di crisi economica, spirituale, morale, ecc) a buona parte della cittadinanza non frega un bel niente di manifestazioni, feste e quant’altro. Oggi più che mai c’è un problema sostanziale di sopravvivenza di tutti: Gay, Family ecc…”

    “Nessuno ha parlato della non voglia di partecipazione delle persone perché debbono sopravvivere”

    Per il resto, non so quanto è stato l’impegno economico del comune per la Beatificazione di Puglisi. Lei comunque confronta un evento che ha occupato due ore e una manifestazione di dieci intere giornate. Sono due cose molto diverse. In ogni caso, è molto meglio che le pubbliche amministrazioni spendano soldi pubblici per avvenimenti importanti, che sentire parlare di tabelle H.

    Non potrò essere chiamato padre ma piuttosto genitore??? Aiuto! Mi discriminano! (Che poi anche ora ci sono bambini senza un padre o senza una madre per svariati motivi, non mi pare che le maestre si facciano problemi di alcun tipo…).

    Vorrei rispondere a Laura e visto che lei cita il vangelo vorrei rispondere col Siracide “Chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta per lui, per gioire di lui alla fine”. Amare il prossimo significa correggere l’altra persona quando sbaglia, istruirla, ammonirla.

    La domanda è d’obbligo: ma lei ci è o ci fa?
    Perché la sostituzione di “Genitore” anziché “Padre” dovrebbe far sì che suo figlio o sua figlia si senta obbligato a chiamarla “Genitore” anziché “Papà”?
    Rilancio la domanda: ma lei è in malafede o è così idiota come sembra da questo suo post?
    Al di là delle coppie omogenitoriali, già esistenti anche senza il suo benestare, e senza il riconoscimento dello Stato proprio perché NATURALI, bisogna anche ricordare che non tutti hanno entrambi i genitori, a prescindere dal sesso o dall’orientamento sessuale di questi. Mi sembra una piccola accortezza tanto ovvia che può scandalizzare solo piccoli uomini come lei.

    Il livello di povertà intellettuale dei palermitani si nota dai commenti a questo articolo!

    <>

    E chi se ne stracatafotte?

    <>

    Affermazione assurda e tutta da dimostrare! Se parliamo di striker che assaltano la finale del Roland Garros per protestare contro le recenti leggi di parificazione dei diritti allora facciamo presente che lo striker potrebbe essere stato arrestato per l’interruzione di un evento pubblico, per aver aggirato la sicurezza… non certo per la maglietta che indossava!
    Ma da dove ve le uscite queste caxxate?!?!?

    Ecco, per alimentare un sereno confronto, la frusta è proprio l’arnese adatto.

    articolo equilibrato. il punto e’ proprio questo: non si chiede di togliere diritti a nessuno, ma solo di estendere. i diritti. In fondo la storia della democrazia, nei secoli, e’ sempre stata questa: una minoranza che ha chiesto di non essere discriminata.

    ma perchè lo si definisce un problema… ???

    Se queste persone sentono il bisogno di farsi notare a livello nazionale e chiamano orgoglio qualcosa di cui un tempo ci si vergognava, allora… abbiamo un problema!!!

    Sono retrogradi bigotti. La mia stima va a quegli anziani che salutavano il corteo e ballavano dal balcone e a quelle famiglie che si sono godute un giorno differente e sgargiante. Il resto di Palermo può bruciare nella sua ignoranza e nella sua povertà culturale

    @Daniele :” Non è un gay-pride, è un depra-pride “….e dai con le offese ….é il tuo modo di confrontarti ?

    Oggi sentenza storica negli Stati Uniti. Il matrimonio non è soltanto l’unione tra un uomo e una donna. In una democrazia i diritti si estendono non si limitano.

    Prendiamo, anche in questo, insegnamenti dalla grande Margherita Hack, oggi scomparsa. Sposata da settanta anni e capace di difendere i diritti civili e il riconoscimento giuridico delle coppie di omosessuali. Quando si crede veramente nella famiglia, rimanendo come in questo caso legati per settanta anni ad u uomo, si è capaci di estendere i diritti a chi non ne ha. Il resto è noia e bla bla.

    ciò che è buono e vero è tale per chiunque altrimenti non è nè buono nè vero per la ‘contraddizion che nol consente’ come direbbe Dante .

    A ‘diritti’ corrispondono doveri ed è ingiusto dare uguali diritti a chi non assume uguali doveri

    Il Palermo pride ha fatto registrare il tutto esaurito negli alberghi e nei B&B della città per la prima volta da quasi 20 anni. Migliaia di turisti, centinaia di migliaia di euro che sono entrati nelle casse di hotel, ristoranti, negozi, taxi, autobus, bar.
    Non male per un contributo di soli 10.000 euro, no? O preferiamo continuare con l’assistenzialismo?

    omofobo…. leggi qualche ricerca sulle famiglie omogenitoriali, anziché rifugiarti nella tua prigione d’odio

    Sergio, ma hai bevuto? O credi davvero a tutte queste sciocchezze?

    bisogna vergognarsi solo di essere intolleranti, razzisti, omofobi

    Non dire caxxate Barbara

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