"La Regione non rispetta i patti" | Sviluppo Italia, è sciopero

“La Regione non rispetta i patti” | Sviluppo Italia, è sciopero

I lavoratori: "Le promesse non sono state mantenute. Siamo allo stremo delle forze".

La società
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“Cosa è cambiato da un mese a questa parte, quando nella riunione tenutasi a Palazzo d’Orleans il 25 maggio 2016 dalla Presidenza della Regione fu deciso di tirare fuori la Sviluppo Italia Sicilia dalla liquidazione in base ad un piano industriale costruito sulle disponibilità dei Dipartimenti regionali ad affidare nuove attività alla Società, se oggi l’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni contesta proprio l’efficacia di queste manifestazioni di disponibilità?”. Lo chiedono le rappresentanze sindacali di Fisac CGIL, First CISL, Uilca UIL, di Sviluppo Italia Sicilia.

“Che fine ha fatto- prosegue la nota dei sindacari –  l’Assessorato al Lavoro, che avrebbe dovuto affidare per legge a Sviluppo Italia Sicilia l’Avviso 7 quando questa non era ancora stata posta in liquidazione e che, ad oggi, rimane l’unico Dipartimento regionale a non avere onorato le direttive date dal Presidente della Regione nella citata riunione inviando una propria lettera di intenti?  Dopo la suddetta riunione alla Presidenza, nella quale il Presidente della Regione ha manifestato la volontà di revocare lo stato di liquidazione di Sviluppo Italia Sicilia ed ha a tal fine richiesto alle Autorità di Gestione dei Programmi Operativi FSE, FESR, FEASR e gli altri Dipartimenti regionali (Lavoro, Attività Produttive, Bilancio) di manifestare la propria disponibilità ad affidare nuove attività e ad onorare prontamente i propri debiti nei confronti della Società, i lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia hanno sospeso lo sciopero e ripreso le proprie attività a pieno regime, azzerando i carichi di lavoro arretrati in tempi record, e questo nonostante non ricevessero lo stipendio da 12 mensilità e non abbiano continuato a percepirlo”.

Ma da allora, non sarebbe successo nulla. “Si attendeva fiduciosi – prosegue infatti la nota . che tutti i partecipanti al tavolo della Presidenza rispettassero gli impegni assunti in quella sede. E invece, proprio quando il liquidatore Vincenti, come concordato nella suddetta riunione, con nota del 23 giugno convoca l’Assemblea Straordinaria per il 7 e 8 luglio per la revoca dello stato di liquidazione della Società, l’Ufficio Speciale per la chiusura delle liquidazioni dell’Assessorato Bilancio, il 27 giugno, informa che l’Assemblea non potrà avere luogo, perché non sarebbe stato rispettato il termine minimo dei 15 gg necessari per l’istruttoria, richiedendo a tal fine l’invio di ulteriore documentazione. Il 30 giugno (ieri), infine, a soli tre giorni da questa comunicazione, abbiamo appreso che l’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni, nella persona del dirigente responsabile Grazia Terranova, facendo cadere le eccezioni precedentemente sollevate, avrebbe già trasmesso alla Presidenza un’istruttoria negativa, giudicando non idonee le numerose manifestazioni di disponibilità dei Dirigenti generali dei Dipartimenti regionali ad affidare contratti in house a Sviluppo Italia Sicilia”.

“Alla luce dei fatti, – prosegue la nota – dobbiamo ritenere la posizione dell’Ufficio Speciale per la chiusura delle liquidazioni totalmente pretestuosa. Mai ci saremmo aspettati che le valutazioni e le argomentazioni fatte dal Liquidatore (Avvocato e Docente universitario di Diritto commerciale), nominato in questo ruolo dallo stesso Socio, che attesta la sussistenza delle condizioni per la revoca dello stato di liquidazione della Società rispondendone davanti alla legge, trovassero l’opposizione in simili argomentazioni che disattendono totalmente la linea dettata dal Presidente della Regione, condivisa dallo stesso Assessorato Bilancio da cui l’Ufficio speciale dipende. I lavoratori di Sviluppo Italia Sicilia, giunti ormai allo stremo delle proprie forze e senza più nessuna prospettiva per il futuro, comunicano la sospensione di tutte le attività con effetto immediato e a tempo indeterminato e chiedono al Presidente Crocetta di esercitare appieno il proprio ruolo di Socio, rispetto alle Sue direttive di rimessa in bonis della Società e pagamento delle spettanze ai lavoratori o di garantire altrimenti la salvaguardia dei livelli occupazionali”.

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