La Rocca e i duri e puri a convenienza - Live Sicilia

La Rocca e i duri e puri a convenienza

La questione non è di numeri, ma è politica
IL DIEGONALE
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Caro direttore,
Ha seguito questa vicenda del dirigente generale che spronava i manager a caricare i numeri dei posti letto di terapia intensiva nelle piattaforme nazionali?
Nel nostro Paese che non è la Svezia, dove si sarebbe dato per scontato che i dati che si voleva fossero caricati erano quelli veri e che quello che si voleva evitare per la Sicilia (già fortemente danneggiata dalla crisi economica della prima ondata), era subire ingiuste misure restrittive a causa di un’indolente inattività della burocrazia, non si è trovato di meglio da fare, da parte dei soliti noti, che attaccare a testa bassa chi chiedeva di fare il proprio dovere e non chi invece non lo faceva.
Direttore, lei certamente dirà, ma può essere mai?
Saranno certamente in possesso di informazioni che li hanno portati ad avere questa reazione, perché altrimenti sarebbe stato innaturale.
Beh guardi, mi lasci sbilanciare, conosco da troppi anni Mario La Rocca, per pensare che gli sarebbe potuto solo passare per la mente di chiedere di caricare dati falsati, non lo avrebbe fatto neanche sotto tortura.
Certo, un po’ rigidino è, a beneficio dell’efficienza però, ma qui dalle nostre parti questo non è un pregio.
Io non conosco i numeri in assoluto dei posti letto e non voglio entrare nel merito del colore che deve essere attribuito alla nostra regione per salvaguardare la salute dei siciliani ed evitare il collasso sociale ed economico ma qui parliamo di altro.
Se La Rocca il 4 novembre manda quegli audio nella chat (mentre era in quarantena perché anche lui positivo al Covid) e due giorni dopo, avendo il tampone negativo, fa il giro di alcuni ospedali a Palermo e trova 100 posti in un giorno, un problema di disponibilità ad individuare posti letto vacanti deve esserci.
Purtroppo ho imparato anche a conoscere in questi anni i cinque stelle che sono duri e puri, a convenienza però.
Io mi sono fatto un’idea: questi avranno due grandi sacchi, uno bianco, candido e limpido dove stanno loro e un altro nero, intriso di peccati e malefatte, dove stanno tutti gli altri.
Non è possibile passare da un sacco all’altro. Se sei di Forza Italia, per esempio, sei letame e tale resti e vai nel sacco nero, se sei grillino però resti sempre nel sacco bianco a dispetto di qualunque nefandezza; puoi falsificare firme per candidarti e puoi anche dire che i malati di cancro non hanno più cittadinanza.
Io sono sicuro che se tu chiedi loro se Toninelli è stato un buon ministro delle infrastrutture o se lo è Di Maio degli esteri, questi sono capaci di dirti di sì.
Non ha importanza se Toninelli parlò del tunnel del Brennero ignorando che l’opera non esiste o se Di Maio scambiò il Segretario di Stato degli Stati Uniti Mike Pompeo con il ministro del commercio Wilbur Ross (c’è bisogno che continui?).
Sono, però, pronti a scagliarsi contro un dirigente generale le cui caratteristiche sono quelle che loro, solo a parole invocano, ma che ha il torto di dirigere l’assessorato retto dal loro nemico: Ruggero Razza.
Pare infatti che questa avversione nei confronti di Razza abbia radici lontane e si riferisca ad una sua presunta natura complottista.
Pare che dietro il cambio di casacca di alcuni cinque stelle che hanno dato vita ad Attiva Sicilia, il nuovo gruppo alla Regione più dialogante con il Governo, ci sia proprio Ruggero Razza che viene indicato come uno degli artefici di questo nuovo assetto.
La questione non è quindi di numeri ma è politica; è un’appendice dello scontro tra maggioranza ed opposizione che si gioca, invocando l’unità nella guerra al Covid ma, di fatto scagliandosi gli uni contro gli altri, incuranti della serietà della situazione senza precedenti che stiamo vivendo.
Basta guardare ai firmatari della mozione di sfiducia contro Razza per comprendere che La Rocca ed il suo ‘accorato’ appello sono solo un pretesto.
Claudio Fava, il Movimento 5 Stelle ed il PD, sono quelli che hanno firmato la mozione, sono gli stessi che si sono scagliati oggi contro La Rocca e sono sempre gli stessi che avevano chiesto al governo nazionale di togliere a Musumeci la delega di commissario per l’emergenza Covid in Sicilia ed avevano già raccomandato al Ministro Speranza di inviare degli ispettori per vigilare sull’operato dell’assessore competente.
Devo dire che ho sempre avuto rispetto per l’onestà intellettuale di Claudio Fava e da lui piuttosto che una becera contrapposizione su una vicenda davvero ridicola, mi sarei aspettato che impegnasse le sue energie a chiedere che il suo omologo nazionale andasse a casa, perché presiedere la commissione antimafia non ti dà il diritto di offendere i cittadini calabresi onesti e soprattutto non ti consente di non avere rispetto per i malati di cancro.
Quanto al PD ho visto di tutto e non mi meraviglia più nulla.
Ho sentito Zingaretti affermare alla Convenzione Nazionale del PD:
“Lo dico davanti a tutti e lo dirò per sempre, io non intendo favorire alcuna alleanza o accordo con i cinque stelle e non governo con loro”.
Di che cosa devo meravigliarmi ancora?
Una domanda desidero però fargliela. Il Ministro Boccia ha affermato: “L’audio del dirigente generale del dipartimento pianificazione strategica della Regione siciliana, Mario La Rocca, è grave e inaccettabile; non è possibile che ci sia qualcuno che rischia di vanificare gli sforzi fatti in questi mesi”.
Scusi direttore, non ho capito!
A chi si riferiva il Ministro? Ai dirigenti che non hanno caricato i dati nelle piattaforme oppure al dirigente generale che li invitava energicamente a farlo?
Direttore, tanti anni fa ho visto un film in cui un Presidente degli Stati Uniti per rispondere agli attacchi beceri del suo avversario in campagna elettorale disse: “Abbiamo problemi seri da risolvere e ci occorrono persone serie per risolverli”. Ho l’impressione che troppo spesso ci sono soltanto i primi.

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Commenti

    Il fatto è che la destra siciliana continua a creare troppe tensioni sociali, con atteggiamenti padronali ed estremistici, che fanno solo male a tutti i siciliani. Ormai il gioco sporco è stato scoperto, questo governo regionale e certi dirigenti con zero autorevolezza, conosciuti più per una intera carriera di fedeltà al politicante di turno che per le scarse capacità, fanno la voce grossa e accusano questo e quello, solo per difendere la propria incapacità e continuare nel clientelismo più sfrenato, la buttano in rissa come fanno i pugili suonati. Musumeci, su cui ricadono tutte le colpe perchè è comunque il presidente, finora sempre votato in famiglia e penso in genere negli ambienti moderati in mancanza di un centro autorevole, si sta giocando non solo la rielezione, ma anche la dignità.

    Ho letto e mi son detto: allora c’è chi ancora sa pensare!
    Grazie e complimenti.

    Per caso lei ha dimenticato gli anni della sindacatura Cammarata?

    Trovo le riflessioni dell’autore superficiali, un taglia e incolla e cose già lette altrove.

    Analisi perfetta!!

    Io ancora oggi mi chiedo come si fa a dare voce ad un soggetto come cammarata che di sindaco aveva solo il nome. E’ vero che siamo in democrazia e che il libero giornalismo consente a tutti di parlare, ma a tutto c’è un limite.
    Ancora oggi attendo una risposta ad una domanda che livesicilia evita di fare: perchè cammarata (presunto sindaco) non si costituì parte civile (allungando così i tempi della prescrizione) contro galioto che aveva fatto dell’Amia il suo bancomat, che aveva aperto a Dubai una rappresentanza dell’Amia e che, di fatto, aveva distrutto la municipalizzata della raccolta rifiuti.
    Dieguccio, invece di fare filosofia e politica spicciola, rispondi: PERCHE’?

    Chi ha diffuso il messaggio?

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