Montevergini e l'Enigma Palermo: targhe sparite, la bella, la bestia

Il Montevergini e l’Enigma Palermo: targhe sparite, la bella, la bestia…

La storia "semiseria" del teatro, dalla grande ascesa all'abbandono
LA PROVOCAZIONE
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Caro direttore, Le volevo dire che l’altra sera ho passato una piacevole serata al Nuovo Teatro Montevergini. Lo spettacolo è stato piacevole e la musica degli “Accura” gradevole e intrigante come sempre. Non è certo perché a lei interessi dove trascorro le mie serate che glielo sto raccontando, ma perché dietro a quelle due ore c’è un mondo curioso e bizzarro, che a molti suoi lettori è probabilmente sconosciuto.

Montevergini, tanti anni fa, era diventato un luogo di grande attrazione e di felici contaminazioni. Teatro d’avanguardia, luogo di incontro e – per l’unicità della struttura – anche residenza per giovani artisti che presentavano le loro produzioni innovative a Montevergini in anteprima nazionale. La casa degli artisti palermitani era diventata una realtà e a Montevergini si esibirono i migliori talenti siciliani e non: Roberto Andò, Emma Dante, Davide Enia, Paolo Briguglia, Claudio Gioè, Giorgio Li Bassi e tanti altri.

Era un posto davvero magico, nato da una felice intuizione di due giovani intellettuali di sinistra: Alfio Scuderi, militante di Rifondazione Comunista, regista, grande amico di Giusto Catania, ex assessore alla mobilità (sic!) della giunta Orlando, e Sandro Tranchina, produttore e organizzatore di eventi culturali, grande amico di Francesco Giambrone, ex assessore alla cultura del Comune di Palermo durante la sindacatura Orlando ed ex sovrintendente del Teatro Massimo. Entrambi amici, naturalmente, anche di Orlando.

Direttore, lei mi dirà, due giovani brillanti e di sinistra, amici di Leoluca Orlando, hanno creato un luogo così intenso e magico, dove sta la novità? Orlando è sempre stato un visionario illuminato, da sempre ha fatto della Cultura il suo marchio di qualità, è naturale che abbia dato fiducia ai suoi amici e fatto nascere il Nuovo Teatro Montevergini. Lo sa, direttore, io ero convinto come lei che le cose fossero andate così. Sono passati così tanti anni che mi ero perso; undici anni, per l’esattezza, dalla chiusura e dall’abbandono. Invece, un mio amico mi ha fatto riflettere. “Ma come, non ti ricordi? In questa vicenda ‘the beauty and the beast’ si sono invertiti i ruoli”, mi ha confidato, e ha proseguito riferendomi una storia che sa dell’incredibile.

Un giorno Tranchina e Scuderi ti chiesero un appuntamento. Per la verità senza grandi aspettative. Come potevi tu comprendere l’energia, la vitalità e la profondità di quel progetto culturale (è pure lui un mio amico di sinistra)? Ammesso che tu ne avessi capito la valenza, nessuno avrebbe potuto immaginare che avresti affidato lo sviluppo di quel progetto a due giovani con quel pedigree. Al massimo lo facevi tuo e lo affidavi ad uno acculturato del tuo partito. Te ne potrei citare tanti, ma mi astengo. Invece successe l’imponderabile, inaspettatamente ti convincesti della bontà della proposta culturale (ci sarà stato qualcuno di sinistra che te l’avrà spiegato) e ancora più inaspettatamente affidasti ai due l’impianto e lo sviluppo del progetto”.

Tranchina entusiasta del successo dell’iniziativa scrisse una dedica, la incorniciò in un pannello e la fece appendere in una parete all’ingresso della nuova struttura. “Nuovo Montevegini: dicesi di ex convento finito di restaurare nel 2003 e nel 2005 destinato a luogo teatrale ed espositivo dall’allora amministrazione comunale che intese – finanziandone l’allestimento, gli arredi e le attività di un festival di successo – restituirlo ai palermitani sotto forma di spazio aperto a tutte le culture”.

Proprio non riesco a ricordare, ma ancor di più non riesco a crederci. Mi stai prendendo in giro. Io ci sono stato l’altra sera. Allora, dimmi, dov’è la targa con la dedica? Non c’era!! L’hanno fatta sparire. Ma chi? Non si sa. Non si sa neppure chi e perché l’ha lasciato nel degrado e nell’abbandono per undici lunghi anni. È tutto un mistero, anzi un’enigma. L’Enigma Palermo. Pare che abbiano fatta sparire anche la targa dell’inaugurazione della GAM. Devono avere un problema con le targhe, una sorta di damnatio memoriae.

Per la verità avevano fatto sparire anche Scuderi e Tranchina. Ovviamente, non intendo in quel senso: furono, però, entrambi inseriti nella lista di proscrizione. Te le ricordi le liste di proscrizione di Silla? Scuderi e Tranchina, messi al bando, vennero dichiarati nemici del dittatore e non poterono per un decennio lavorare a Palermo. Si erano accoppiati con la bestia, si erano contaminati e andavano abbattuti. Entrambi, fortunatamente, con alterne vicende, hanno trovato altrove dove esprimere il loro talento. Direttore, ma lei ci può credere? Ma se lo immagina ‘the beauty and the beast’ all’incontrario?
Si sarà preso gioco di me!!


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