PALERMO – I trafficanti di uomini continuano a fare soldi con i viaggi della speranza nel Canale di Sicilia. Il denaro passa da Milano e Udine e finisce negli Emirati Arabi, nascosto chissà dove. Circa trentamila euro sono stati sequestrati, ma il bottino è molto più ricco. La Direzione distrettuale antimafia della Procura di Palermo ha emesso un fermo di indiziato di delitto a carico di 18 cittadini stranieri accusati di associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Contestati anche l’esercizio abusivo di attività di prestazione di servizi di pagamento tramite hawala, delitti contro la persona, l’ordine pubblico, il patrimonio e la fede pubblica. Indagini complesse anche e soprattutto alla luce delle rogatorie internazionali chieste dalla Procura di Palermo senza successo. Così è complicato scovare i soldi.
L’INCHIESTA
Le indagini della squadra mobile di Palermo e del Servizio centrale operativo, sono coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Marzia Sabella e dai sostituti Gery Ferrara, Claudio Camilleri e Giorgia Righi. In manette sono finite 14 persone, mentre altre quattro sono latitanti. L’indagine costituisce la naturale prosecuzione delle operazioni ‘Glauco I – II – III’ condotte tra il 2013 ed il 2017 che hanno consentito, nel tempo, di individuare ed identificare numerosi trafficanti di esseri umani operanti sulla rotta del Mediterraneo centrale, molti dei quali già condannati anche in via definitiva. Tra i latitanti spicca la figura di Ermias Ghermay Alem, destinatario di più misure cautelari.
LA RETE DEL CRIMINE TRANSNAZIONALE
Sfruttando l’attività di cooperazione internazionale prevista dalla Convenzione di Palermo sul crimine organizzato transnazionale è stata ricostruita l’associazione a delinquere che operava fra Centro Africa (Eritrea, Etiopia, Sudan), i paesi del Maghreb (soprattutto la Libia), l’Italia (Lampedusa, Agrigento, Catania, Roma, Udine, Milano), nonché vari paesi del Nord Europa (Inghilterra, Danimarca, Olanda, Belgio e Germania). Dal 2017, l’organizzazione criminale ha organizzato i viaggi dal continente africano e il loro concentramento nei campi di prigionia in Libia, dove subiscono violenze di ogni genere. Vere e proprie torture di cui mostrano i segni sui corpi’.
IL SISTEMA DOPO L’ARRIVO IN ITALIA
Appena i migranti giungono in Sicilia, a bordo delle navi impiegate in attività di soccorso in mare, l’organizzazione interviene per farli fuggire dai centri di accoglienza. Gli fornisce vitto, alloggio e falsi documenti per raggiungere l’Italia settentrionale, il Nord Europa e gli Stati Uniti.
Il sistema “hawala” consente di trasferire denaro in maniera illecita utilizzando una rete di intermediari (hawaladars) operanti in tutto il mondo. Prima, i parenti fanno arrivare a Milano 800 euro per pagare il viaggio fino in Lombardia. Una volta giunti in Italia fanno un’altra operazione hawala di 1.000-1.200 euro.
ERITREI LATITANTI
I capi e promotori dell’associazione sono gli eritrei rimasti latitanti.
Solomon Tekliyes è il capo della cellula di Udine mentre
Mussie Ghirnsy e Musie Andemickal operano su Milano.
Ecco l’elenco degli sbarchi organizzati dall’associazione:
sbarco del 14/07/2017 di 1422 migranti presso il porto di Catania;
sbarco del 27/11/2017 di 416 migranti giunti a bordo della nave Acquarius presso il porto di Catania; sbarco del 16/12/2017 di 407 migranti presso il porto di Augusta; sbarco del 16/08/2018 di 190 migranti giunti a bordo della nave della Marina Militare “Diciotti” presso il porto di Lampedusa. È il caso che creò polemiche e diede via all’inchiesta che coinvolgeva il leader della Lega Matteo Salvini.
IRONIA SALVINI
“Stamattina hanno arrestato 14 persone per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, perché hanno scoperto che i barconi sono viaggi organizzati: una cosa che nessuno avrebbe mai immaginato…”. Lo ha detto, ironizzando, il segretario della Lega Matteo Salvini, commentando l’operazione di stamani della squadra mobile di Palermo, e ringraziando gli uomini che l’hanno effettuata. “Fra gli arrestati – ha aggiunto nel corso di una iniziativa elettorale a Lucca – c’erano alcuni immigrati che erano a bordo della nave Diciotti per cui avevano chiesto che io andassi a processo; e io andrò davvero a processo – ha detto Salvini, riferendosi alla Open Arms – il 3 ottobre. Ebbene, in quel tribunale mi dichiarerò colpevole di aver difeso l’Italia e gli italiani”. Il leader leghista ha poi sottolineato che “l’immigrazione limitata e qualificata è un fattore positivo per qualsiasi civiltà al mondo”.
LAMORGESE: “MASSIMA ATTENZIONE CONTRO I TRAFFICANTI”
“È massima l’attenzione della magistratura e delle forze di polizia per contrastare i traffici dei migranti da parte delle associazioni criminali transnazionali che favoriscono l’immigrazione illegale dietro il pagamento di denaro da parte dei migranti stessi e dei loro familiari”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, complimentandosi con la squadra mobile di Palermo e il Servizio centrale operativo della Polizia di Stato per l’operazione di questa mattina, coordinata dalla procura della Repubblica di Palermo, che ha portato alla scoperta di una organizzazione criminale operante in diverse aree del territorio nazionale e in altri Paesi europei, ed Africa. “Questa operazione – ha osservato Lamorgese – conferma l’importanza della intensa cooperazione internazionale di polizia con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori, che ha già consentito, con altre precedenti analoghe attività investigative, di individuare decine di trafficanti di esseri umani operanti sulla rotta del Mediterraneo centrale”. “Nella direzione di una più intensa collaborazione con i Paesi del nord Africa – ha poi ricordato – ho promosso, insieme alla Commissione europea e alla presidenza di turno tedesca, lo scorso 13 luglio, uno specifico incontro, in videoconferenza da Trieste, con i Paesi del nord Africa, con l’obiettivo di definire una strategia comune per il contrasto a quei sodalizi criminali dediti al favoreggiamento della immigrazione illegale dal continente africano”.

