La Sicilia cambia rotta | Pil in leggero aumento nel 2014 - Live Sicilia

La Sicilia cambia rotta | Pil in leggero aumento nel 2014

Le stime parlano di uno scenario in ripresa con un +0,6 per cento, nonostante un ulteriore peggioramento della situazione occupazionale.

la previsione di congiuntura res
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PALERMO – Un cambiamento di rotta con una progressiva ripresa del Pil regionale dello 0,6 per cento, la prima dopo sei anni di segno meno. È questa la previsione per il 2014 di CongiunturaRes, presentata nel rapporto previsionale per quest’anno. Le stime di Fondazione Res parlano di uno scenario in ripresa, nonostante la prefigurazione di un ulteriore peggioramento della situazione occupazionale, con un tasso di disoccupazione che raggiungerà il 23,1 per cento (in aumento di quasi un punto e mezzo sul 2013) ed una ulteriore riduzione complessiva del credito erogato al settore privato (-2,1%).

Le previsioni del Rapporto sembrano quindi delineare con sempre maggiore consistenza un’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, andando controcorrente con tutte le indicazioni dei maggiori istituti di ricerca economica, Istat compresa, che per la Sicilia parlano ancora di segno meno nel 2014.

“La congiuntura economica regionale rimane stagnante – spiega Adam Asmundo, responsabile delle analisi economiche della Fondazione Res – ma sembra ormai orientata al superamento della fase più critica, predisponendosi ad una ripresa della domanda interna sostenuta dagli investimenti produttivi e, in misura minore, delle esportazioni, che continuano a rappresentare un ottimo canale di mercato per alcuni comparti produttivi. Non ci si aspetta un aumento della domanda aggregata e della spesa pubblica, ma un incremento degli investimenti dei privati. Da questi investimenti dipende la creazione di posti di lavoro, non possiamo attenderci un ulteriore aiuto da parte del settore pubblico”. Asmundo, di fronte all’incongruenza dei dati sull’occupazione con quelli di CongunturaRes sull’aumento del Pil, sottolinea come i soldi per la ripresa in realtà ci siano. “Gli investimenti si faranno con fondi bancari e depositi dei privati. Ad esempio, con consorzi di imprenditori che vogliono cooperare ed investire. La Sicilia – sostiene Asmundo – è seduta su una montagna di quattrini che non si vogliono spendere. Abbiamo la più alta percentuale in Italia di depositi privati che giacciono fermi. Questi soldi vanno investiti per finanziare la ripresa”.

Il Rapporto dedica un approfondimento tematico alle caratteristiche del mercato del lavoro, dell’occupazione e dei redditi in Sicilia, rilevando forti disparità distributive e differenziali di produttività rispetto al resto del Paese. “Le politiche del lavoro e le misure di welfare fin qui introdotte – prosegue Asmundo – non sono ancora riuscite a raggiungere pienamente i loro obiettivi. Ai fini della crescita la vera sfida è dunque quella di trasformare le misure sociali di contrasto alla povertà da strumenti ripartivo-assistenziali di carattere prevalentemente monetario in un mix di prestazioni in denaro e servizi in grado di promuovere reali percorsi di integrazione sociale ed attivazione economica, al fine di ricostruire il capitale sociale distrutto o fortemente ridotto dalla deprivazione socio-economica”.

Pier Francesco Asso, vicepresidente della Fondazione, evidenzia l’importanza di un sistema forte per uscire dalla crisi. “Le banche e le imprese – dichiara Asso – dovranno dimostrare, di fronte alle richieste del mercato e dell’economia reale, sempre maggiore solidità per ricevere aiuti concreti e poter andare avanti nella ripresa”.


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