Approdati 10 barconi sull'isola

Lampedusa, ondata di sbarchi: arrivati 660 migranti

Approdati 10 barconi sull'isola
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LAMPEDUSA – Ondata di sbarchi a Lampedusa. Sull’isola sono approdati, con 14 diversi barconi, complessivamente 660 migrati. Tre gli sbarchi autonomi. In 43 fra bengalesi, eritrei ed egiziani sono giunti direttamente al molo commerciale, altri 45 egiziani a molo Madonnina; altri 68 sono invece sbarcati in contrada Madonna nei pressi del santuario.

A bloccare i primi due gruppi sono stati i militari della Guardia di finanza, i 68 sono stati intercettati e fermati dai carabinieri. Fra i gruppi soccorsi, su un barchino di 6 metri, assieme a 24 tunisini (anche 2 donne e 5 minori) anche un cane.

Tutti i migranti sono stati portati all’hotspot di contrada Imbriacola. Sono 1.727, compresi gli ultimi 580 sbarcati durante la notte, i migranti ospiti dell’hotspot di Lampedusa che ne potrebbe invece accogliere al massimo 350.

La struttura di contrada Imbriacola resta dunque in ginocchio, nonostante stanotte in 351 sono stati imbarcati sulla nave Diciotti della Guardia costiera che sta viaggiando verso Porto Empedocle (Agrigento). Per il pomeriggio la prefettura di Agrigento, d’intesa con il ministero dell’Interno, ha già disposto l’ulteriore imbarco di altri 350 migranti sul traghetto Pietro Novelli (quello noleggiato dal ministero per i trasferimenti dei migranti ospiti dell’hotspot) che andrà a Mazara del Vallo.


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Commenti

    Coraggio che altri 5 milioni alti e,belli e colorati sono pronti ad arrivare nella terra promessa dal fisco.

    Ci sono tante barzellette sullo Stivale e gli italiani, ma quella su Lampedusa le batte tutte. Non per niente, sull’Hotspot di Lampedusa, la Procura di Agrigento, tralasciando le bellezze naturali, indaga. E prima ancora ha indagato e portato sul banco degli accusati l’allora ministro dell’interno che questo traffico umano voleva estirpare. Non senza creare più di un problema alla dama bendata che regge una spada in una mano e una bilancia a bracci uguali nell’altra, perfettamente in equilibrio. Dalla Curia Arcivescovile di Agrigento, invece, non passa giorno che non si invita ad aprire ancora di più le braccia all’accoglienza. La cronaca nera racconta, frattanto, che il «fondatore della Grande Badia, ossia don Sergio Librizzi, ex numero uno della Caritas di Trapani, è stato condannato a sei anni per induzione alla corruzione e a marzo, dopo la conferma della Cassazione, è tornato in cella». Della serie, insomma, “Gli immigrati rendono più della droga”. L’Istat invece continua a confermare, approfondendo ancora di più l’incolmabile solco che divide le istituzioni dal popolo, che “Nell’agrigentino la povertà dilaga”. Nonostante ci sia un’altra Sicilia all’estero: con 23mila emigrati negli ultimi due anni. Chissà se quella curia e quella procura sanno dei guai in cui annega la Sicilia e, in modo particolare, la provincia di Agrigento, suo fanalino di coda. Della prefettura neanche a parlarne: il suo allineamento, di strettissima osservanza, non può che essere istituzionale e lamorgesiano a tutto tondo. La miseria così avanza. Gli sbarchi pure. In questa Terra senza futuro.

    Anche questi scappano dalla guerra che c’è in Libia , in egitto ed in tunisia, e ovviamente non mancheranno i trentacinquenni sedicenti minori che (senza l’rx del polso) ci prendono per i fondelli….per fortuna che il 25 settembre sta arrivando….

    Solo 10 barconi?…….

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