PALERMO – Nei resoconti del gruppo Udc, nei tempi in cui Rudy Maira era capogruppo, c’era una voce: “Rimborso autovettura”. Sotto quella dicitura, figuravano 31 bonifici. Erano due contratti di leasing per due Audi A6: secondo gli inquirenti un’auto che sarebbe stata utilizizata solo da Maira. C’è anche questa voce, fra le accuse contestate oggi pomeriggio all’ex capogruppo dell’Udc prima e del Pid poi: Maira è accusato di peculato per una sfilza di episodi avvenuti fra il 2008 e il 2012.
Nell’elenco – pubblicato per intero nel numero di “S” in edicola – ci sono anche in questo caso scontrini di bar. Ai 26,70 euro per le consumazioni, poi si aggiungono i 91 euro di gasolio in un distributore di Bolognetta, i 600 euro spesi al Charleston, i 1.726,30 euro di bollette telefoniche relative a un’utenza intestata al gruppo dell’Udc ma ubicata in via dell’Incoronazione a Palermo, i 15.292 euro di bar e ristorante per i dipendenti del gruppo, i quattromila euro di cialde per il caffè, i duemila spesi per acquistare 23 ceste natalizie e altrettanti euro spesi alla gioielleria Palumbo. “Si trattava di un dono, di tutto il gruppo parlamentare anche a nome dei nostri collaboratori, ad un nostro dipendente in occasione di una ricorrenza importante per la sua famiglia”, spiegò un anno fa Maira. Poi c’è anche un aperitivo per 130 persone per 1.300 euro, 2.300 euro spesi in enoteca e poi i famosi soldi per le due Audi. Che poi sono tre, perché ce n’è un’altra in uso al deputato Fausto Fagone il cui leasing (29.500 euro) sarebbe stato rimborsato dal gruppo.
Una buona parte delle spese sotto osservazione riguarda, come per gli altri capigruppo, i dipendenti. Nel mirino una parte delle buste paga di Anna Lucia Drago, Alberto Fusco, Lorenzo Cascio, Giuseppe Agricola, Lorenzo Coniglio, Rosalia Tuttobene, Valeria Paduano. Salvatore Rilli, Pietro Corso, Caterina Sciortino, Mario Rubino, Alessandro Anello, Giuseppa Marcella Greco, Paola Santamaura, Rosalia Pandolfo, Valeria Paduano, Salvatore Rilli e Francesco Quattrocchi ed Emanuele Cinquegrani Tra gli altri emolumenti ritenuti non spettanti o non giustificabili ci sono le somme versate ai collaboratori del gruppo Antonio Lo Verde, Paolo Scandura, Elena Giordano, Sandro Musco e Giuseppa Sapienza.
C’è poi un secondo capitolo relativo ai fatti avvenuti tra il 2011 e il 2012, quando Maira era capogruppo del Pid. Anche per questo periodo, il politico nisseno è indagato per peculato in concorso con Vito Messana per una serie di emolumenti versati ai dipendenti del gruppo per oltre 113 mila euro (si tratta di dipendenti che erano in forze all’Udc e che passarono nel nuovo gruppo). E spuntano anche dei pagamenti in nero a collaboratori dei deputati e dei non meglio precisati rimborsi spese a collaboratori e a uno stabilizzato, Pietro Corso. C’è ancora il leasing per una delle due Audi A6 (altri trentamila euro scarsi), 350 euro di manuali della Editalia, uno dei quali sulle forze armate.
Fra le spese che il capogruppo dell'Udc prima e del Pid poi avrebbe autorizzato ci sono anche due leasing. Ecco cosa gli contestano i pm.
Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

