"L'arresto del mio collaboratore?| Estranea alla vicenda e amareggiata"

“L’arresto del mio collaboratore?| Estranea alla vicenda e amareggiata”

“L’arresto del mio collaboratore?| Estranea alla vicenda e amareggiata”
Giuseppina Occhionero, parlamentare di Italia Viva
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Commenti

    in qualunque azienda si verifica prima il curriculum voi assumente così alla leggera le persone con incarichi così delicati?

    Risulta a vero che il soggetto aveva scontato una consistente pena per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga?

    Complimenti – questo è ancora un profondo segnale tangibile del qualunquismo di una politica BECERA che non serve a nessuno. VERGOGNA

    ed era nel curriculum?

    Questo perché i politici di qualunque partito si fanno collaborare sempre da persone che sono state segnalate e quindi non in base ai meriti

    Il mio plauso alla compagna deputata e agli altri compagni deputati. Continuate ad evitare di assumere come collaboratori persone di sinistra e/o comunisti, che va bene così…

    Cosa aspetta la deputata a dimettersi?

    ma se non capisci di chi ti circondi come puoi governare un paese ? Vai a casa , dimettiti è meglio

    DITE A PIOTR CHE IL MURO E’ CADUTO IL SECOLO SCORSO ….

    GARCONS, ESSENDO OCCHIONERO NON POTEVA VEDERE …

    penso che sia diversa la situazione, l?italia è fondata sul ricatto, tu mi dai i voti io il lavoro

    Siamo stati, siamo e saremo sempre il vostro incubo peggiore. Se ne faccia una ragione – gentile “binno”.

    Estranea alla vicenda e amareggiata?? Non basta signora, dovrebbe liquefarsi dalla vergogna! Costui era suo assistente parlamentare non il suo giardiniere! Poi nel suo curriculum (si) spacciava…..quale docente universitario ….una cosa facilissima da controllare, così tanto per testare il tenore delle autodeclamazioni curriculari…Vabbè..direi poteva anche risparmiarsi il plauso a magistratura e forze dell’ordine per la lotta alla mafia…Patetico.

    Queste vicende ci fanno capire quanto scaltri svegli preparati accorti siano i politici italiani .Mi sembra ovvio e palese che se prendi con te un personaggio del genere qualcosa che non torna c’è.E non ci sono scuse o attenuanti.

    “Non appena ho avuto modo di rendermi conto che il suo curriculum e i suoi racconti non corrispondevano alla realtà”……………, l’onorevole controlla trimestralmente i curricula dei suoi collaboratori, oppure qualche uccellino ha consigliato di interrompere questo rapporto pericoloso…….? ho la sensazione che ci sarà un seguito

    Questo è il risultato delle liste bloccate! Personaggi come questa signora Occhionero ,che dalla reazione alla notizia si comprende quanto sia inadeguata al ruolo che ricopre,sarebbe
    più opportuno farla lavorare in un archivio!

    Da ciò si deduce che i furbetti mafiosi falsificano i curriculum d entrano al posto della gente per bene. Alla signora direi di controllare meglio al prossima volta sempre e se…

    il solvente per la colla che attacca la poltrona al fondoschiena

    era stato condannato per traffico di droga, casellario giudiziale e carichi pendenti no?

    Queste sono le persone che ci amministrano? Per favore vada a casa …..per sempre.

    Non bastano i selfie per governare un Paese

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Cosa vorrei per la mia Sicilia Alla fine di questa inchiesta, dopo avere letto tante voci diverse e riflettuto sui problemi, sulle proposte e sulle speranze che sono emerse, vorrei provare a dire, semplicemente, cosa vorrei per la mia Sicilia. Vorrei, prima di tutto, che i problemi della Sicilia smettessero di essere considerati un destino. Acqua, sanità, trasporti, infrastrutture, energia, ambiente, lavoro, formazione, ricerca, giovani che partono: ormai li conosciamo. L’indagine ha avuto il grande merito di farli emergere con chiarezza attraverso voci politiche, sociali e civili molto diverse. Poche le donne! Vorrei allora qualcosa di semplice: che si cominciasse dai bisogni reali e si costruisse intorno a essi una programmazione condivisa, trasparente e misurabile. Vorrei una politica capace di indicare pochi obiettivi concreti, dichiarare tempi e risorse, misurare i risultati e comunicarli continuamente ai cittadini. Non cinque anni di potere, ma cinque anni effettivi di lavoro per governare. Senza semestri o anni bianchi dedicati alla propria rielezione. Le buone politiche devono durare più delle persone che le hanno realizzate. Vorrei che destra e sinistra continuassero naturalmente a confrontarsi sulle soluzioni, ma che alcuni grandi problemi della Sicilia diventassero patrimonio comune e non ricominciassero da zero a ogni cambio di maggioranza. Vorrei che il voto non fosse il momento in cui il cittadino consegna il proprio potere per riaverlo cinque anni dopo. La partecipazione dovrebbe cominciare nell’urna, non finire lì. Obiettivi, avanzamento e risultati devono restare visibili e verificabili durante tutto il mandato. E, soprattutto, vorrei affrontare seriamente l’emorragia dei giovani. Non basta chiedere loro di restare: bisogna costruire le condizioni perché possano farlo. I bisogni della Sicilia sono ormai chiari: infrastrutture e trasporti, gestione dell’acqua e dell’energia, salute e assistenza, ambiente e rifiuti, digitale, ricerca, innovazione, servizi alle imprese. Da questi bisogni dovrebbero nascere il lavoro necessario e una formazione coerente con ciò che la Sicilia vuole diventare. Vorrei che Governo regionale, università, enti formativi e imprese lavorassero molto più strettamente insieme. La formazione deve restare libera e di qualità, ma deve conoscere i fabbisogni professionali del territorio. E imprese ed enti formativi dovrebbero essere incentivati e valutati anche sulla capacità di trasformare competenze in lavoro qualificato in Sicilia. Perché quando un giovane parte non perdiamo soltanto un lavoratore: perdiamo competenze, energie, famiglie future e nascite, accelerando l’invecchiamento della popolazione. E dopo avere sostenuto i costi della sua formazione, permettiamo ad altre regioni o ad altre nazioni di utilizzare quelle competenze. Vorrei poi una Sicilia nella quale Falcone e Borsellino non vengano continuamente trascinati nelle convenienze del presente, ma restino ciò che già sono: un sentimento vivo e comune, capace di ricordarci che questa terra possiede una straordinaria riserva di dignità civile. E vorrei un miracolo: la morte della corruzione. Vorrei che nella Sicilia dei nostri figli non ci fosse più bisogno di conoscere qualcuno, chiedere un favore o accettare un compromesso per ottenere ciò che spetta per diritto, per merito o per capacità. Vorrei che la rabbia non diventasse odio, disprezzo e rinuncia, ma partecipazione e proposta. Vorrei che le tante solitudini individuali si trasformassero in problemi condivisi e poi in azione collettiva. Perché una società coesa non si riconosce soltanto nella solidarietà: si riconosce quando chiede insieme che l’acqua funzioni, che la sanità curi, che le strade colleghino, che i giovani possano lavorare. Vorrei lasciare ai nostri figli soprattutto lavoro vero e dignitoso, perché il lavoro è l’arma più forte contro la mafia: rende le persone libere, riduce il bisogno e sottrae spazio al ricatto e alla dipendenza. E vorrei lasciare loro una Sicilia più verde. Gli alberi, il verde, la terra e l’acqua non sono soltanto risorse da amministrare: sono un patrimonio da custodire e curare con amore, perché appartengono anche a chi verrà dopo di noi. Vorrei infine che la politica ricordasse una cosa molto semplice: governare significa servire. Chi riceve il potere dovrebbe usarlo per costruire un sistema migliore e duraturo, non per consolidare la propria posizione. Forse è questo, alla fine, ciò che vorrei per la mia Sicilia: problemi meglio individuati, non promesse più grandi; sistemi capaci di funzionare, non uomini indispensabili; responsabilità condivise, non appartenenze contrapposte; risultati costruiti, misurati e lasciati in eredità a chi verrà dopo, non speranza affidata al caso. Perché amare davvero la Sicilia significa volerla consegnare ai nostri figli più libera, più giusta, più verde, più efficiente e con molte più ragioni per restare. Una Madre Siciliana

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