L'Ars ricorda le vittime | degli attentati di Parigi

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Il presidente di Sala d'Ercole Giovanni Ardizzone ha rivolto "ai cittadini francesi, ai familiari delle vittime, ai feriti, solidarietà, un abbraccio sincero e il sentimento del cordoglio più profondo del popolo siciliano".

PALERMO – “Interpretando i sentimenti di tutta l’Assemblea, con sentita commozione, rivolgo ai cittadini francesi, ai familiari delle vittime, ai feriti la nostra più convinta solidarietà, un abbraccio sincero e il sentimento del cordoglio più profondo del popolo siciliano”. Con queste parole il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha voluto ricordare, in apertura di seduta, le 129 vittime e le centinaia di feriti degli attentati terroristici che hanno colpito Parigi venerdì scorso. “Una tranquilla serata è stata trasformata in un tragico teatro di un massacro, organizzato contro alcuni dei simboli più comuni della quotidianità: dalla partita amichevole di calcio, al concerto rock, alla cena tra amici al ristorante – ha detto Ardizzone a Sala d’Ercole -. Tra le vittime innocenti anche l’italiana Valeria Solesin, da sempre vicina al mondo del volontariato, e che in Francia stava completando gli studi proprio in campo sociale”.

Attentato che, sottolinea Ardizzone, non rappresenta soltanto “un attacco alla Francia, ma all’intera Europa e a tutti quei popoli che della democrazia e della libertà hanno fatto una ragione di vita; a tutti quei popoli che ripudiano ogni forma di violenza e di crudeltà vile e indegna. Dopo gli attentati di Parigi, ognuno di noi si sente meno sicuro, più debole – continua – anche all’interno di questo Palazzo, luogo simbolo nel corso dei secoli dello straordinario incontro di civiltà e religioni, in cui la Cristianità e l’Islam convivevano. La preoccupazione c’è ed è notevole”. 

Nel respingere “con forza e tenacia, ogni inumano tentativo di terrorizzare i cittadini attraverso messaggi di morte, giustificati, tra l’altro, in nome di Dio”, il presidente dell’Ars esprime l’auspicio che dalla Sicilia “da sempre terra di accoglienza e di integrazione multietnica, oltre che culla del dialogo cristiano-islamico, si rinnovi un messaggio di pace che punti, senza tentennamento alcuno, a difendere i diritti fondamentali e la libertà di credo di tutte le persone”.

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