Uccisa a 20 anni, gettata in un pozzo | Il compagno ha confessato

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Dopo ore di interrogatorio, Paolo Cugno ha ammesso di avere assassinato la donna. La ragazza era madre di una bimba di 8 mesi.

CANICATTINI BAGNI
di
6 min di lettura

SIRACUSA – Ha confessato il delitto Paolo Cugno, il compagno di Laura Petrolito, la ventenne accoltellata a morte e buttata in un pozzo a Canicattini Bagni, paese della provincia di Siracusa. Dopo ore di interrogatorio, il giovane, un bracciante agricolo, ha ammesso di avere assassinato la donna con cui 8 mesi fa aveva avuto una bimba. Accusato di omicidio e’ in stato di fermo. L’avrebbe ammazzata per gelosia.

IL RACCONTO DELLA GIORNATA

Ha avuto una vita difficile e una morte atroce Laura Petrolito. Vent’anni, due bimbi piccoli, una storia d’amore andata male e un nuovo compagno con cui le cose, da tempo, non funzionavano più. Abbandonata dalla madre a tre anni, cresciuta dal padre con l’aiuto degli assistenti sociali del Comune. Un amore enorme per i suoi figli che “raccontava” su Facebook, chiedendo di essere compresa, di non essere giudicata.

I carabinieri stamattina l’hanno trovata morta. Assassinata a coltellate e scaraventata in un pozzo artesiano nelle campagne del suo paese, Canicattini Bagni, in provincia di Siracusa. Dopo ore di interrogatorio per l’omicidio è stato fermato il compagno, Paolo Cugno. Bracciante agricolo, padre della seconda bimba di Laura, si trova ora nella caserma dei carabinieri in stato di fermo. La coppia, hanno raccontato alcuni testimoni sentiti dagli inquirenti, aveva problemi da tempo. Una zia della vittima ha riferito che la nipote era stata picchiata dal compagno più volte, ma non aveva mai voluto presentare denuncia.

Ieri sera i due ragazzi, che vivevano a casa del padre di Laura, si sono allontanati per una passeggiata lasciando la loro bambina di 8 mesi. Il primo figlio della ragazza vive invece con la nonna paterna. Nessuno dei due è rientrato a casa. In serata, preoccupato, il padre della vittima ha dato l’allarme. Volontari e carabinieri hanno setacciato la zona. Non è chiaro come siano arrivati, in mattinata, alla campagna in cui il corpo è stato trovato. Né se la ragazza sia stata uccisa altrove e poi scaraventata nel pozzo.

L’assassino l’ha pugnalata diverse volte, poi l’ha buttata giù. Il corpo però è rimasto intrappolato tra le lamiere che ostruiscono il pozzo artesiano, tanto che il killer avrebbe cercato, invano, di spingerlo in fondo. “Stiamo ricostruendo la vita della ragazza e la situazione di coppia non ci appare serena. Sembra che Laura litigasse spesso con il compagno ma al momento è difficile dire di più”, dice il comandante provinciale dei carabinieri, Luigi Grasso. “Al momento abbiamo diverse persone sottoposte ad interrogatorio: – spiega – è fondamentale ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima e le persone che ha frequentato. Dobbiamo anche capire se c’è un legame con il luogo dove è stato ritrovato il cadavere”.

Laura sognava una casa sua. Desiderava trasferirsi con il fidanzato e la bambina in un posto tutto loro. Sperava di riprendere con sé il primo figlio che tanto amava e che era stato affidato ai nonni paterni perché lei era troppo giovane e fragile per occuparsene. “Ho conosciuto Laura tanti anni fa, una ragazza che è stata sfortunata nella vita. Ma adesso era riuscita a trovare il suo equilibrio. Lo ha cercato diventando mamma”, la ricorda il sindaco del paese.

Il ritrovamento, l’interrogatorio, il fermo

Aggiornamento 20.21 Paolo Cugno, compagno di Laura Petrolito, la ventenne ritrovata morta stamane in un pozzo in contrada Tradituso, tra Noto e Canicattini Bagni, nel Siracusano, è indagato per omicidio. Da diverse ore il giovane è sottoposto a interrogatorio da parte del sostituto procuratore di Siracusa Marco Dragonetti, titolare delle indagini. Il giovane sarebbe in stato di fermo.

Aggiornamento 20.00 “Stiamo ricostruendo la vita della ragazza e la situazione di coppia non ci appare serena. Sembra che Laura litigasse spesso con il compagno ma al momento è difficile dire di più”. Così il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Luigi Grasso aveva risposto in serata ai giornalisti che gli chiedevano particolari sulle indagini. “Al momento abbiamo diverse persone sottoposte ad interrogatorio: – spiegava poche ore fa – è fondamentale ricostruire gli ultimi spostamenti della vittima e le persone che ha frequentato. Dobbiamo anche capire se c’è un legame con il luogo dove è stato ritrovato il cadavere”. Il comando di Siracusa è molto attivo sui casi di violenze in famiglia: “I casi di stalking, di abusi e violenze sono frequenti anche nella nostra provincia che non è esente da violenze nei confronti di donne ritenute soggetti vulnerabili. La nostra è un’attività a tutto campo e puntiamo ad una sensibilizzazione sociale e di educazione verso il problema e di vicinanza alle vittime”.

L’omicidio

E’ stata pugnalata più volte, poi il suo corpo è stato gettato all’interno di un pozzo artesiano, in contrada Stallaini, nelle colline sopra Canicattini Bagni, comune del Siracusano. Vittima una giovane di 20 anni, Laura Petrolito, mamma di una bimba di 8 mesi. A denunciarne la scomparsa era stato ieri sera il padre, che non era riuscito a mettersi in contatto con la figlia e neanche con il compagno.

Da questa mattina sotto interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Canicattini Bagni Paolo Cugno, il compagno di Laura Petroliti. I due erano usciti di casa per una passeggiata lasciando il figlio di 8 mesi con il nonno, il padre di Laura. Non hanno fatto più rientro. In serata l’uomo ha iniziato a chiamare entrambi i cellulari senza ottenere alcuna risposta e poi ha avvisato i carabinieri, nella convinzione che alla figlia potesse essere successo qualcosa. Sarebbe indiziato dell’omicidio.

E decine di persone si sono recate davanti alla caserma dei carabinieri di Canicattini Bagni  dove era in corso l’interrogatorio di Paolo Cugno. Il padre della vittima, sotto choc, non smetteva di piangere.

Sulla sua pagina Facebook, la ventenne assassinata scriveva del suo grande amore per il padre che si è occupato di lei dopo che la madre è andata via di casa. E in un post diceva: “Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere metti le mie scarpe… vivi il mio dolore , i miei dubbi, le mie risate… cadi dove son caduto io e sopratutto prova a rialzarti come ho fatto io”. La ragazza aveva avuto giovanissima un bimbo che vive con la nonna paterna. Da otto mesi era diventata madre per la seconda volta. Il padre della secondogenita di Laura è Paolo Cugno, al momento in caserma per essere interrogato.

In base ad una prima ispezione cadaverica, la donna sarebbe stata uccisa ieri sera intorno alle 22. Il cadavere, buttato nel pozzo, è rimasto incastrato tra le lamiere e non è arrivato in fondo. L’assassino ha provato a spingerlo giù, poi lo ha coperto con il coperchio in ferro e si è allontanato. 

“Quella di questa mattina è una notizia di quelle che non vorresti mai sentire – ha dichiarato il Sindaco di Canicattini Bagni, Marilena Miceli -. Una notizia drammatica che ha scosso tutta la comunità canicattinese. Una donna, una giovane mamma, non può morire in questo modo violento. Tutta la città ferita si stringe attorno al figlioletto di Laura, l’altra vittima di questa assurda tragedia, e ai familiari. Auspichiamo che le forze dell’ordine e gli inquirenti facciano piena luce e soprattutto rendano giustizia per la morte di una giovanissima mamma. Una vera e propria follia che come Comune non ci stancheremo di arginare e curare attraverso azioni di sensibilizzazione”.

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