CATANIA – “Non è da sottovalutare il ruolo delle donne”, Martino Della Corte, comandante della Compagnia di Gravina di Catania evidenzia questo tratto saliente dell’inchiesta Doks che ha decapitato (dai vertici alla manovalanza) il gruppo Santapaoliano di San Giovanni Galermo. Sono tre le donne che finiscono in manette, Silvana Liotta, Desirèe e Corin Musumeci. Per tutte e tre è scattata la misura cautelare in carcere. Un dato che fa comprendere come le tre esponenti del gentil sesso compartecipavano – secondo l’accusa – attivamente nelle attività di spaccio.
Questo ruolo lo si evince anche da alcuni filmati inseriti nei faldoni dell’inchiesta. La loro presenza nel momento degli incassi pare inequivocabile. Le telecamere piazzate dai carabinieri davanti a un chiosco di San Giovanni Galermo hanno pizzicato la consegna del denaro con tanto di conteggio.
C’è anche la moglie di Salvatore Fiore, considerato per un periodo storico il capo del Gruppo e comunque membro apicale della mala di San Giovanni Galermo. La consorte (non arrestata nel blitz) avrebbe avuto il ruolo di messaggera tra il carcere, dove era detenuto suo marito fino allo scorso aprile ed è tornato oggi, e i sodali.

