Le risposte che mancano

Le risposte che mancano

A prescindere dal merito della vicenda, il governo ha gestito la vicenda Humanitas con un deficit di chiarezza che è auspicabile venga colmato in tempi brevi

L'editoriale
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2 min di lettura

La delibera sul caso Humanitas è talmente “sospesa”, per usare le parole del governo, che il cantiere per il nuovo centro di Misterbianco è già aperto. Il caso sul centro oncologico catanese sembra tutt’altro che chiuso. Stamattina l’Udc, l’alleato di Crocetta a cui tutta la vicenda ha dato maggiormente sui nervi, riunirà il proprio gruppo parlamentare per decidere il da farsi. Anche dal Pd, azionista di riferimento della maggioranza, ieri sono arrivate critiche alla giunta su questa vicenda. Nel frattempo, come il nostro giornale vi racconta con puntualità, qualcosa si muove a Misterbianco.

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, la vicenda Humanitas viene riassunta con completezza in questo articolo pubblicato sul nostro giornale domenica. L‘ultimo aggiornamento: l’azienda va avanti, in forza di un accordo che ci sarebbe eccome con la Regione.

In questi giorni abbiamo raccontato questa storia senza mai entrare nel merito ma limitandoci a fornire ai nostri lettori tutti i dettagli a nostra disposizione. Non ci fa specie, sia chiaro, che un’azienda privata investa somme ingenti nella sanità e che in convenzione con la Regione porti avanti un progetto che possa alleviare le sofferenze di malati gravi risparmiando loro estenuanti viaggi della speranza. Se tutto ciò avviene nella trasparenza e nel rispetto delle norme, anzi, riteniamo che possa essere una buona notizia. Che pubblico e privato interagiscano per offrire ai siciliani una sanità migliore e più efficiente di certo non ci scandalizza. Quello che piuttosto ci ha incuriosito, sin da principio, in questa storia, è un certo deficit di chiarezza che ci è parso di riscontrare da parte della Regione.

I primi commenti dell’assessore Borsellino e del governatore Crocetta – la prima ha parlato di delibera “non esecutiva”, il secondo di delibera “sospesa” – sembrerebbero contraddetti da quanto affermato dall’amministratore delegato della struttura sanitaria. Anche il tentativo di scaricare le responsabilità sul precedente governo lascia abbastanza perplessi e viene respinto con decisione dal predecessore della Borsellino, Massimo Russo, del quale peraltro l’attuale assessore era dirigente generale. Ieri sera l’assessore è tornata sul tema, spiegando che la delibera è “sospesa nei fatti”, perché subordinata alla rimodulazione della rete ospedaliera, ancora in corso d’opera.

Restano però alcune domande senza risposta. Perché, ad esempio, se la rimodulazione della rete non era ancora pronta, la giunta ha bruciato i tempi deliberando su Humanitas a luglio? Perché non aspettare? E ancora, esiste un accordo tra la Regione e Humanitas, successivo alla delibera, a cui sembra fare riferimento la società?

Il presidente della Regione, quando il caso è scoppiato, ha subito messo le mani avanti: “Non ho alcun interesse nella sanità”, ha detto. Ne siamo più che certi, presidente, così come nessuno si sogna di insinuare qualcosa di diverso su Lucia Borsellino, sulla cui trasparenza non esistono dubbi di sorta. Ma proprio per questo, caro presidente e gentile assessore, gradiremmo da entrambi su questa storia lo sforzo di un supplemento di chiarezza, in tempi rapidi. Nell’interesse dei siciliani ma anche della credibilità dello stesso governo, a cui certo non servono nuove fibrillazioni e risse per portare avanti il proprio difficile compito.


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