Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Se lei è lieta, saremo lieti anche noi lettori se ci illuminasse dal blog di LiveSicilia sui 49 milioni di euro da restituire agli italiani (quindi anche ai siciliani ed ai palermitani), sul voto favorevole ai vitalizi per i politici condannati anche per reati di corruzione, sulla contrarietà alla legge Severino e, per non dilungarmi, sulle “perplessità” di Matteo da Giussano sulle barbarie compiute contro i detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere testimoniate dai video della stessa sorveglianza interna, che il Matteo ancora vuole “approfondire”.
se i 5 stelle hanno avuto problemi e non sono riusciti ad aprire una scatoletta di tonno, magari la LEGA e il vicecommissario si cimenteranno ad aprire una scatoletta di Sgombro o meglio di Sardine.