Legrottaglie: "Serviva vincere | I pari non servono" - Live Sicilia

Legrottaglie: “Serviva vincere | I pari non servono”

L'analisi del roccioso difensore centrale che ora punta la sua ex squadra: il Chievo, prossimo avversario degli etnei. Soddisfatto mister Rolando Maran: "Serviva dare continuità ai risultati".

Il dopopartita
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QUARTU SANT’ELENA (Cagliari) – Siamo d’accordo con mister Rolando Maran che, al termine di una trasferta insidiosa come quella di Quartu Sant’Elena, vede il bicchiere mezzo pieno. Un pareggio in terra sarda a fine campionato, nella somma totale dei punti in graduatoria, può valere come una vittoria. “Sì – spiega il tecnico trentino – io sono contento di tornare da qui con un punto. Per noi significa dare continuità ai risultati esterni. Per la verità, avevamo fatto bene anche contro l’Inter ma tra Udine e stasera proseguiamo nel nostro cammino in un campo che, questo va detto, è molto caldo e dove non è certamente facile fare punti”. Maran si sofferma, poi, su un attacco che oggi è apparso troppo “timido” a ridosso dell’area di rigore rossoblù: “Qualcuno potrebbe chiamare in causa Bergessio ma è inutile perché non c’era: mi limito a dire soltanto che sia Doukara che Morimoto hanno fatto bene”. E poi c’è, però, quel neo: quello legato ad un Barrientos uscito dal campo in modo polemico. Maran, la chiude lì: “E’ normale essere dispiaciuti e delusi quando si viene sostituiti. Adesso, pensiamo al cammino che abbiamo davanti; c’è prima il Chievo e poi il derby col Palermo. E’ alle prossime avversarie che dobbiamo pensare”.

A fine match, Nicola Legrottaglie è stato premiato come migliore in campo da entrambe le pay tv: “Sia noi che loro abbiamo provato a vincere la partita. Loro hanno avuto un’occasione importante alla fine del primo tempo e poi basta. Certo, da parte nostra se avessimo voluto fare il salto di qualità, avremmo dovuto portare a casa i tre punti: con i pareggi non si fa tanta strada e non portano a niente. Ecco perché adesso dobbiamo battere il Chievo. Barrientos? E’ chiaro che si vorrebbe giocare sempre. Ma bisogna rispettare tutti”.

 


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