Leoluca Orlando, l'uomo che non ha cambiato Palermo

Leoluca Orlando, l’uomo che non ha cambiato Palermo

Leoluca Orlando Palermo
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Commenti

    Palermo è un luogo immobile e Orlando ne è stato garante cambiando i fattori

    Una città, anche questa città, per crescere non può prescindere dai personaggi che hanno rivestito un ruolo storico e di primissimo piano.
    Le suggestioni, i sogni, di solito precedono i cambiamenti. Questa città non si è svegliata una mattina scegliendo di non essere più la città di Lima e Ciancimino, e quei lenzuoli ai balconi, simbolo di rivolta alla mafia, non furono esposti perché una certa mattina i palermitani così decisero.
    Ora, comunque, comincia un’altra storia, questa volta sì, tocca ai palermitani, a tutti noi, fare in modo che la nostra città non somigli a quella di Lima e Ciancimino.

    TI PREGO P.D. SALVATE IL SOLDATO ORLANDO
    ANCHE UN SEGGIO IN EUROPA VA BENE

    Mi sembra caro Puglisi che lei sia un incontenibile ottimista …. palermo cambiata dalla rivisitazione di se stessi dei palermitani? Direi da fantascienza … si continuerà a votare per clientela al politico che si presta di più. Il cambiamento nei decenni c’è stato, ma spinto nel giusto e nello sbagliato , tra cose riuscite bene e orribili disfunzioni . Cambiamento forzosamente fatto digerire da pochi onesti amministratori , dalle associazioni antimafia, ambientaliste, verdi, dai bombardamenti di cronaca sulla consapevolezza che siamo oltre ogni limite e che bisognerebbe riflettere…. anche molto seriamente.

    Il testo dell’articolo è sbagliato . Doveva essere: Orlando l’uomo che ha distrutto Palermo.

    La peggiore amministrazione della storia repubblicana di Palermo.

    Finalmente è finita l’era Orlando!

    Ma non possiamo neppure liquidare Orlando con la pur forbita narrazione di Roberto Puglisi che, però, apprezzo moltissimo.
    Orlando, forse non piace riconoscerlo, ha cambiato radicalmente Palermo. L’ha cambiata a partire dal centro storico nelle cui vie, per ragioni di sicurezza, dovevi prima transitare con le portiere dell’auto ben chiuse, salvo poi a vedere elevato il valore dei suoi immobili ai livelli medi pari a quelli dei salotti buoni di Palermo. L’ha cambiata con quelle migliaia e migliaia di uomini e donne palermitani e stranieri che si riversano nelle vie centrali (trasformate con coraggio in isole pedonali) facendo diventare così Palermo città veramente “europea”. L’ha cambiata nell’immagine ed arricchendola della presenza di milioni di turisti.
    Certo, ci sono i morti insepolti ed accatastati, c’è il ponte sul fiume Oreto. Il traffico. La spazzatura. Ci sono i tanti problemi comuni a molte città meridionali.
    Ma ora la Palermo della pubblica amministrazione vive su un altro pianeta.
    Io politicamente sono stato e sono lontano da Orlando anni luce, sia quando egli era democristiano sia da quando è andato a sinistra, ma ciò non può essere un limite per dire che, secondo me, Orlando passerà alla storia della nostra città come il miglior sindaco che Palermo abbia avuto dal dopoguerra.
    L’esperienza di Orlando insegna che la cultura può imprendere un positivo cambiamento alle città. È per questo che io ora spero nel successo di Roberto Lagalla.

    Orlando è stato il miglior sindaco in assoluto per Palermo, senza se e senza ma, nonostante gli errori commessi negli ultimi anni anche grazie alla gente inconcludente che lo affiancava, lo rimpiangeremo e come……
    Vincenzo

    Mah, a vedere lo stato comatoso e di abbandono in cui versa la città, si può afferamre senza margini di errore che questo soggetto è stato il peggior sindaco della storia della città di Palermo e probabilmente d’Italia!

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.

una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.

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