Leone: "Bianco ha ancora |promesse da mantenere"

Leone: “Bianco ha ancora |promesse da mantenere”

Un viaggio nelle periferie ricadenti nella sesta circoscrizione. Numerosi i problemi e le questioni rimaste irrisolte, ma il giudizio di Lorenzo Leone su Bianco è positivo.

VI MUNICIPALITA'
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CATANIA. La sesta Circoscrizione, osservatorio costante sul territorio è prodiga di riflessioni, ma quasi tutte amare. San Giorgio, Librino, San Giuseppe La Rena, Zia Lisa e Villaggio Sant’Agata attualmente sono zone in cui continuano ad insistere numerose criticità, disagi, degrado, criminalità organizzata, dispersione scolastica e per ultimo anche la questione dei Rom. Al momento, sarebbero molti i programmi e le idee sul tavolo dell’amministrazione comunale, ma nel frattempo le aree sub-urbane della città con i loro abitanti, rimangono in attesa di un nuovo volto e soprattutto di una nuova identità. Lorenzo Leone, presidente della VI municipalità, intervistato da LiveSiciliaCatania, traccia un bilancio sullo stato delle periferie a poco più di un anno dall’inizio dell’amministrazione targata Enzo Bianco. “ In linea generale – afferma Leone – il mio giudizio è positivo, ma sono ancora molte le cose non fatte e le promesse da mantenere”.

Nello specifico, tra gli interventi compiuti finora che hanno risolto alcuni problemi c’è quello della pulizia dei canali e caditoie a Santa Maria Goretti, cosa dovrebbe finalmente mettere la parola fine all’incubo allagamenti. “Anche su alcuni tratti della viabilità – dice Leone – si sono fatti dei piccoli passi avanti. Le rotatorie, per esempio, poste all’ingresso dell’aeroporto e quella della statale a San Giorgio, hanno indubbiamente fatto diminuire il numero degli incidenti”. Ma volgendo lo sguardo su Librino, tra le opere incomplete, per esempio, risultano le spine verdi, ovvero i collegamenti fra le abitazioni del quartiere e i viali Bummacaro, Moncada e Castagnola. “I sottopassaggi – spiega – sono purtroppo rimasti incompleti, questi permetterebbero ad un bambino di andare dal viale Bummacaro al plesso scolastico “Campanella-Sturzo” in assoluta sicurezza”.

E a proposito di Librino, quartiere al quale è stato dedicato l’assessorato guidato da Saro D’Agata al fine di riqualificarlo, nei fatti finora è servito a qualcosa? Cosa è migliorato?

“D’Agata è molto presente nel territorio, abbiamo fatto vari incontri e risolto qualche problematica legata per esempio alla viabilità o al cimitero. Ma non c’è nessuna vera e propria opera di riqualificazione avviata. Mi rendo conto che abbia già molte deleghe, ma credo sia importante che lavori in sinergia con gli altri assessorati. Cosa che al momento non sembra avvenire”. Il presidente della sesta municipalità evidenzia una scarsa presenza dell’assessore alla Scuola e Sport, Valentina Scialfa sul territorio di Librino. “L’assessore – dice Leone – purtroppo è poco presente e incisiva sul territorio. A Librino, come è tristemente noto, non ci sono scuole superiori e i collegamenti con il centro sono pochi, un fatto quest’ultimo che contribuisce ad aumentare la percentuale di dispersione scolastica, specialmente dopo i 14 anni. C’è l’istituto Vitaliano-Brancati abbandonato e perennemente vandalizzato, ci sono poi i centri polisportivi al Villaggio Sant’Agata e a San Teodoro ancora non assegnati a nessuno. Scuola e sport – sottolinea – sono le basi sulle quali puntare per rilanciare davvero questo quartiere, ma questa disattenzione da parte dell’assessorato non è proficua. Agli incontri alla municipalità, per esempio, io non l’ho mai vista. Attenzione il mio non è un attacco – precisa – nei confronti degli assessori D’Agata o Scialfa, ma quanto un incitamento a fare di più per il bene di questo quartiere, considerando poi che le municipalità al momento non godono di nessun poter decisionale”.

L’argomento, infatti, finisce per toccare un tasto dolente. Nelle ultime elezioni i presidenti sono stati eletti direttamente dai cittadini, ma attualmente non avrebbero alcuna facoltà di agire sul territorio. “Il nostro ruolo è pressoché marginale. – affonda Leone – Siamo solo propositivi, non abbiamo nessun potere, manchiamo d’incisività nel territorio e di autonomia. La segnalazione che faccio io potrebbe farla qualsiasi altro cittadino. Così per come stanno le cose le circoscrizioni non hanno alcuna utilità, anzi potrebbero essere considerate come uno spreco. Per questo propongo al sindaco Bianco di rivedere questa situazione e di conferire maggiori deleghe alla municipalità, al fine anche di snellire il carico di lavoro dell’amministrazione stessa”.

E nel popolare quartiere di San Giorgio i problemi non sarebbero da meno, a partire dall’annosa questione della mancanza di fognature. “So che l’amministrazione è a lavoro per risolvere questo problema, ma credo che occorra intervenire con la massima urgenza, i disagi stanno esasperando gli abitanti”.

Ma le questioni da affrontare con la massima urgenza non finirebbero qui. Come accennato, persiste la presenza di numerosi gruppi di nomadi al viale di San Giuseppe La Rena, sotto il ponte di Città Mercato e al Viale Kennedy. “ Il problema è serio. – precisa Leone – La sesta circoscrizione comprende le aree d’ingresso di Catania: Fontanarossa con l’aeroporto, il porto, e l’autostrada CT-PA. Ebbene, a mio avviso una presenza così massiccia di rom non rappresenta di certo un buon biglietto da visita per questa città. L’amministrazione in tal senso non ha ancora fatto nulla, e noi dal canto nostro siamo impotenti. Gli abitanti continuano a lamentarsi, a tal proposito è partita anche una raccolta firme. Spero la questione – conclude il presidente della sesta circoscrizione – venga affrontata al più presto”.

 


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