PALERMO – L’inchiesta è ancora a carico di ignoti. Per prima cosa si deve ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente stradale di lunedì scorso, a Palermo, in cui è morta Giulia Mazzola, sette anni. La Volkswagen su cui viaggiava con la madre Olimpia Calì e la zia Caterina Mazzola si è scontrata con una Hyundai su cui si trovava una coppia originaria di santa Flavia.
Il pubblico ministero Claudio Camilleri attende l’informativa della polizia municipale. Poi, valuterà se e chi iscrivere nel registro degli indagati. Non è ancora chiaro se la Hyundai, guidata da Francesco Roccapalumba non abbia rispettato il segnale che l’obbligava a dare la precedenza. È certo, invece, che la zia della piccola vittima non avesse superato i limiti di velocità. Alla guida della Volkswagen si trovava Caterina Mazzola, incinta di 9 mesi, e nel sedile accanto la bambina in braccio alla madre: entrambe non indossavano la cintura di sicurezza. Dai rilievi svolti e dalle testimonianze acquisite pare che la bambina abbia urtato la testa contro il cruscotto della vettura. Poi è stata portata fuori dal veicolo e distesa a terra fino all’arrivo dei soccorsi.
Il pm sta valutando sia la posizione di Roccapalumba che quella della madre di Giulia non avrebbe rispettato le norme che obbligano a fare viaggiare i bambini alti fino a 150 cm sul sedile posteriore e in un apposito seggiolino.

