L'invasione non esiste | Ora basta con l'odio - Live Sicilia

L’invasione non esiste | Ora basta con l’odio

E' il momento di abbandonare toni violenti e mettersi attorno a un tavolo per decidere il da farsi

SEMAFORO RUSSO
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Ci risiamo, la barca a vela “Alex” della ong Mediterranea si trova, mentre scriviamo, a poche miglia di Lampedusa con 54 migranti a bordo. Parliamo di 65 persone, compreso l’equipaggio, in pochissimo spazio. Ricomincerà la tragica farsa tra il Viminale e il natante di turno e lo scarica barile, specialmente con Malta, riguardante il porto in cui farli sbarcare.

Così non si può continuare. Non tanto perché sussista un’emergenza “invasione”, i flussi sono in forte diminuzione da ben prima dei governi Gentiloni e dell’attuale – e, comunque, gli sbarchi più numerosi avvengono al di fuori delle operazioni di salvataggio delle ong – non tanto perchè le ong vengono guardate con sospetto (nonostante le inchieste a loro carico siano state archiviate) alimentando un clima maledettamente cupo confondendo vittime e carnefici, ma perché è il momento di abbandonare toni violenti e mettersi attorno a un tavolo per decidere il da farsi, fermando così derive estremiste e ondate d’odio nei confronti di chi si trova in contesti di disperazione. Sennò si diventa complici.

Chi vuole o deve scappare da situazioni di pericolo o di grande sofferenza non si fermerà né dinanzi ai porti chiusi – e, infatti, lo ripetiamo, gli sbarchi continuano come continuano i naufragi con i morti in mare – né si fermerà dinanzi a una legislazione nazionale improvvisamente restrittiva preferendo subire le conseguenze dello status di irregolare sebbene residente da anni e con un lavoro.

Del resto, è cronaca, il recente massacro al centro di detenzione di Tajoura, in Libia, con la minaccia di Tripoli di liberare tutti i migranti, confermano ciò che diverse autorità, a cominciare dall’Onu, affermano da tempo: la Libia è teatro bellico in cui i diritti umani non sono tutelati, anzi, sono calpestati, e quindi non è un porto sicuro. E’ importante sedersi attorno a un tavolo, in Europa e a livello internazionale, per dare una risposta a monte – non a valle erigendo muri e sbarrando i porti – al dramma della migrazione il cui elemento penale, dato dalla presenza certa di profittatori e mercanti di “carne umana”, è solo uno degli aspetti di una questione molto vasta e altamente drammatica.

La vicenda “Sea Watch” ha diviso il Paese, ha scatenato una tifoseria inaccettabile sfociata in un odio incontenibile nei confronti del gip di Agrigento che non ha convalidato l’arresto della comandante Carola Rackete, a sua volta oggetto di irripetibili insulti e che rimane indagata, e rigettato la richiesta della misura cautelare del divieto di dimora nella provincia agrigentina.

Le sentenze (in questo caso un’ordinanza che oggettivamente qualche punto controverso lo contiene relativo, a mio sommesso parere, alla corretta lettura della sentenza della Consulta n. 35/2000, richiamata dal giudice, sulla qualificazione di “nave da guerra” attribuibile o meno all’unità della GdF coinvolta) vanno sempre rispettate, anche quelle (nella fattispecie della Cassazione nell’eventualità che la Procura procedente voglia ricorrere) che dovessero riformare o bocciare provvedimenti giudiziali che a noi potevano apparire corretti.

Il ministro Salvini (in ascesa nei sondaggi) lo sa e dovrebbe astenersi da dichiarazioni velenose verso la magistratura che alimentano intolleranza, contrapposizioni e scontri fino a minare l’impalcatura fondamentale dello Stato di diritto poggiante sulla separazione dei poteri. Più voti non valgono il parcheggio della coscienza e nemmeno la svendita della Costituzione. Soprattutto, un Paese come l’Italia, particolarmente esposto al fenomeno – ma non siamo la nazione con più migranti nel rapporto con la popolazione, tutt’altro – dovrebbe lavorare incessantemente a soluzioni condivise – riforma del Trattato di Dublino, per fare un esempio, che impone al Paese di primo approdo di gestire tutti gli accessi e l’accoglienza impedendo un meccanismo obbligatorio di redistribuzione dei rifugiati nelle fasi critiche – partecipando agli incontri a tale scopo organizzati (invece è quasi sempre assente, e ciò la dice lunga sull’effettiva volontà di ricercare stabili collaborazioni europee) e aderendo a iniziative promosse dall’Onu, come il Global Compact per la Migrazione che intende fissare regole e impegni tra gli Stati membri in materia di migrazione. Sostanzialmente un accordo per sviluppare una politica di cooperazione internazionale per affrontare le molteplici dimensioni della migrazione mondiale.

L’Italia, dopo avere assicurato la firma, non ha aderito. Auguriamoci che le componenti più responsabili del governo giallo/verde, le stesse che ci hanno risparmiato la procedura d’infrazione per debito e deficit eccessivo, da Conte a Tria e a Moavero Milanesi, riescano nella difficile impresa di coniugare sicurezza e accoglienza, difesa degli interessi nazionali e diritti umani. Nel rispetto, però, dei principi della nostra Carta costituzionale e in una Europa solidale.

 


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Commenti

    Siamo in molti a pensare che una sana e corretta informazione (per esempio: i flussi sono in diminuzione da anni, mica perché è arrivato Salvini) sarebbe un bene per affrontare una questione gigantesca come l’immigrazione da un continente all’altro. Purtroppo prevale la propaganda. E ancor di più l’assenza di politiche serie (diplomazie, misure nei paesi di provenienza, accordi internazionali).

    i clandestini….nessuno di quelli che arrivano non sono libici…..non sono liberi….libertà significa che puoi andare dove vuoi no che devi rimanere per forza in Italia e nessun altro paese li vuole far entrare……ipocriti

    La vicenda migranti/ONG/Salvini al di la delle tragiche implicazioni che comporta per l’Italia in termini di isolamento internazionale, svendita di coscienze e valori umani, annullamento della logica e dello spirito critico, a mio avviso è sintomo di una ben più grave situazione.

    Sono i prodromi di una possibile dittatura, capita quando così tanta gente smette di pensare, ragionare, voler capire, per affidarsi al primo che passa

    L’odio è quello di chi aiuta scafisti e schiavisti a deportare questi fratelli migranti per consegnarli alla criminalità, al racket della prostituzione, ai nuovi capitalisti senza scrupoli che hanno bisogno di guerre tra poveri, italiani e stranieri, bianchi neri e gialli, per avere manodopera senza diritti. Questi personaggi radical chic spesso amano le ONG ma odiano democrazia e legalità. Sono legalitari a convenienza.

    russo quanti ne ospiteresti a casa tua?

    A chiamare a riflettere ci sarebbe lo studio dell’organismo europeo di statistica EUROSTAT che prevede entro il 2080 l’arrivo di 65 milioni di migranti. E qualunque Stato deve fare i conti con la possibilità di reggere, nel tempo, queste quantità. I conti vanno fatti oggi. Con senso dello Stato.

    Forse per questo, qualcuno da qualche parte ha scritto che “Il gesto di Almirante e Berlinguer” potrebbe essere un buon motivo acché la “Nostra classe politica recuperi senso dello Stato e del bene comune”. Però c’è sempre un ‘ma’ appeso da qualche parte. E a volte più di uno. Così non sarà facile. Anzi sarà impossibile, per il semplice motivo che il Pci, Pds, Ds, Pd e derivati, senza la fabbrica dell’odio e della delegittimazione preventiva sempre e comunque dell’avversario politico, non andrebbe da nessuna parte. Il loro carburante è l’odio. La loro vera catena di trasmissione, di quella che mai fu la occhettiana gioiosa macchina da guerra, è la quinta colonna. Privo di questi due serperti rossi, che da sempre tiene in pancia, l’arcipelago sinistro non può diventare che una palude. Via sulla quale sembra, peraltro, avviato: poiché l’odio per l’avversario politico e per il proprio Paese, alla lunga consuma. Come spiegare altrimenti gli ultimissimi due episodi di queste ultimissime drammatiche ore della sinistra tutta? Sala, figlio del sistema giudiziario rosso, che tuttavia rimane ad occupare il suo scranno. Ma è così che va il mondo. Non per niente, cosa ancora più grave, molto e molto più grave, pur in presenza di una storia dal brivido mafiotico, Mattarella ha dato udienza al ‘procuratore generale della Cassazione Riccardo Fuzio’ e, forse, ha discusso con lui anche delle modalità del di lui prepensionamento. Che ovviamente non potrà che essere d’oro. Nonostante sotto il tappeto istituzionale quirinalizio sembra esserci andato a finire più di un reato consumato e non perseguito. Anzi proprio per questo!

    Sig Russo le ns leggi vanno rispettate ed i magistrati non devono girare la frittata!Salvini tutta la vita!

    Qualsiasi stato bloccherebbe una situazione simile.

    Credo di aver capito che Pippo Russo è d’accordo nel trovare soluzioni, d’accordo sul fatto che l’Italia non può sobbarcarsi tutto il peso. Ma Salvini sta facendo qualcosa di concreto in tale direzione? Questo è il punto.

    L’invasione esiste, eccome, favorita da mica tanto misteriosi finanziatori che di certo non agiscono per filantropia, e che pagano le “famose” ONG costituite da sedicenti volontari che in realtà si mettono in tasca un bel mucchio di quattrini. Aggiungiamo i centri di accoglienza, le coop, le caritas e simili che prendono un tot al giorno per ogni clandestino accolto, quindi la solidarietà non c’entra assolutamente nulla

    Caro sig. Russo vuole veramente misurare la presenza degli immigrati in Italia, per favore prenda un autobus, si accorgerà qual è la reale proporzione. I flussi migratori sono diminuiti? È una fantasia. Se c’è una cosa che stiamo registrando in questi momenti è che la reale invasione arriva con i cosiddetti barchini, mezzi piccoli che forse non vengono rilevati e che comunque arrivano quotidianamente sulle spiagge del nostro Paese, e l’Italia è praticamente tutta spiagge. Risolvere la questione a monte? Sì sarebbe bello, e giusto. E con chi? Con la Francia che manda i propri caccia a bombardare la Libia per gli interessi ha sui pozzi petroliferi? Con la Cina che ha enormi interessi in Africa, con quello che comporta e che possiamo immaginare, visto che non ha pietà per i propri connazionali? Con l’America che chiude ai Messicani. Con la chiesa cattolica che spera di allargare la base dei bisognosi per arricchirsi? Con la Russia che uccide i propri giornalisti? Esistono organizzazioni internazionali che sono soltanto facciate, ONU, FAO e via dicendo che non hanno risolto mai niente, conniventi e asserviti ai poteri forti di un sistema che ha come unico dio il denaro, costituirne un’altra non servirebbe a niente, l’interprete è sempre uno, l’uomo, è il cane che si morde la coda.

    Non sono d’accordo sulla valutazione delle sentenze. Una cosa è l’obbligo legale di rispettarle; altra cosa è il diritto di criticarle e di polemizzare con chi le emette. Tale diritto costituisce un baluardo contro l’arbitrio, da qualunque parte venga.

    si si cervelli all’ammasso

    Invasione: perché ci dicono che non esiste? Dallo sbarco degli albanesi di tanti anni fa ad oggi quanti immigrati sono entrati? se in un anno entrano mediamente 20000 clandestini non abbiamo fra di noi almeno un 1000000 di immigrati? Non è una invasione questa?

    La vera rovina di questo paese e di Palermo in particolare sono i radical chic cattocomunisti come il Sig.Russo e il Sig.Leoluca Orlando che fanno solo demagogia per sminuire il grande lavoro di Matteo Salvini ultimo baluardo di dignità E decoro in un Italia devastata dal degrado sociale e culturale della quale Palermo è la vera capitale morale

    Ne adotti uno lei se è così buono e ragionevole

    Detto da un Orlandiano…

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