LICODIA EUBEA (CATANIA) – Il rumore sordo di un colpo di fucile. La lupara che tornò a sparare e uccidere nella profonda Sicilia. Otto anni dopo, è tutto da rifare al processo per l’omicidio di Giuseppe Destro. Cinquantenne, ucciso il 26 febbraio 2018 tra Licodia Eubea e Vizzini.
Dopo che la Cassazione ha annullato le condanne all’ergastolo inflitte in appello a Salvatore e Nunzio Nuccio Montagno, ha preso il via il processo bis. Si celebra davanti a un’altra sezione della Corte d’appello di Catania. E le difese chiedono di produrre prove nuove.
La ricostruzione dell’omicidio
Il delitto avvenne a colpi di un fucile da caccia, nelle campagne tra Mazzarrone e Licodia Eubea. Gli assassini avrebbero tentato di uccidere anche il fratello di Destro, Carmelo, che si salvò grazie all’intervento dei medici dell’ospedale Cannizzaro di Catania. Secondo l’accusa, il movente era legato a contrasti tra allevatori del Calatino.
Salvatore Montagno era stato assolto in primo grado. La Cassazione, presieduta da Filippo Casa, relatore Aprile, alcuni mesi orsono ha annullato le condanne con rinvio. Gli ermellini hanno messo in evidenza criticità nella gestione delle prove e nel riconoscimento effettuato da Carmelo Destro.
L’avvio del processo bis
In aula la difesa, come detto, ha chiesto di approfondire ulteriori elementi investigativi. Salvatore Montagno è difeso dagli avvocati Francesco Antille e Domenico Acciarito. Nuccio Nuccio Montagno dagli avvocati Giovanni Grasso e Massimo Alì. I legali hanno insistito sulla necessità di valutare elementi finora non adeguatamente scandagliati.
Il giudice ha rinviato l’udienza al 21 aprile, per sciogliere la riserva sulle richieste della difesa. Le parti civili, rappresentate dagli avvocati Concetta Ceraldi e Katia Ceraldi, continuano a seguire il processo a nome dei familiari della vittima.
La tesi difensiva
Il delitto, come detto, per l’accusa sarebbe maturato in un contesto di contrasti tra allevatori locali. Gli imputati hanno sempre respinto le accuse. Un elemento chiave per l’accusa era proprio legato alle dichiarazioni di Carmelo Destro, che ha effettuato un riconoscimento. Ma la difesa ha sempre dato battaglia relativamente a questo riconoscimento. Una battaglia durata anni.
È una zona, contrada Giurfo, dove insistono vari terreni da pascolo. Carmelo Destro morì durante il processo, ma per un grave male, non come conseguenza delle ferite riportate. Gli imputati hanno sempre respinto le accuse. L’attesa del 21 aprile sarà decisiva per gli sviluppi futuri di una storia giudiziaria che ha tenuto sotto attenzione l’intera provincia di Catania. Va ricordato che i giudici hanno ritenuto improcedibile ogni accusa da tempo, infine, per il papà di Nuccio, Sebastiano, che è morto.

