Liverani, elogio della lentezza - Live Sicilia

Liverani, elogio della lentezza

Il centrocampista e il contratto
di
1 Commenti Condividi

Fabio Liverani

D’accordo, certe volte si sveglia tardi, quando i suoi compagnucci rosanero hanno già indossato lo zaino, il grembiule e si preparano alla recita di un’altra bellicosa partita. D’accordo, in qualche occasione si cristallizza, pare l’uomo ragno avvolto nella sua stessa tela. Pensa che ti ripensa, e mentre riflette sulla giocata prossima, gli altri – con rispetto parlando – gli fottono il pallone e vanno a fare gol.
D’accordo, ha la lingua di pezza e i muscoli tenerelli. Quando corricchia in mezzo al campo pare il nonno all’inseguimento del 101. Tutto quello che volete, tutto quello che sapete. Eppure, Fabio Liverani è un giocatore essenziale per il Palermo e lo sarà in futuro. Obiezione: e i guai col fisico? Dategli una sedia con la scritta “regista” e piazzatelo nel candido tondo di centrocampo. Egli funzionerà ancora. O magari centellinate le sue apparizioni, sbocconcellate la sua classe in piccoli cortometraggi e mettetegli accanto un giovane di belle speranze. Fabio gli sarà mamma e papà, gli insegnerà qualche trucchetto. Mica tutti: Liverani ci nasci, non lo puoi diventare.
Nascere Liverani significa avere un manuale di geometria stampato in testa. Un mucchio incandescente di rette, linee, angoli, triangoli isosceli, rombi, quadrati, trapezi. Roba da ammattire. La saggezza consiste nel gestire la sapienza al meglio, con la scelta giusta. La figura geomerica opportuna, al momento opportuno. E così talvolta in campo si manifesta la retta infinita da un’area all’altra, la linea ad effetto, la triangolazione magica, oppure il corto e umile segmento. Se chi scrive avesse avuto Fabio come prof di Matematica e Geometria avrebbe conseguito ben altri risultati che quel sei stropicciato e di “sgarrubbo”, dovuto ai voti alti delle materie letterarie. Ed è lì, sul campo di calcio, che le maestre dovrebbero insegnare agli alunni l’affascinante sciocchezza del teorema di Pitagora (non insorgete, tale fu soltanto per chi scrive, dalla sommità della sua ignoranza in materia).
Alle corte, il presente elogio di Liverani è scritto per auspicare un corposo rinnovo di contratto. Non è mai tardi per dire addio alla bellezza o alla lentezza. Che poi è il mistero del pallone che va dove vuole il mago Fabio, mentre gli altri, poveretti, si affannano a cercarlo.

Articoli Correlati


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

1 Commenti Condividi

Commenti

    se la memoria mi accompagna un altro virgulto della panchina rosanero, che combinò sfracelli alla pari del coach Z, asserì che del regista di allora, Corini, se ne poteva fare a meno.

    abbiamo visto tutti come è andata a finire.

    discutere Liverani ha un senso se mastichi calcio, la critica deve essere sempre competente, costruttiva e stimolante.

    i fatti parlano: la squadra, con lui e DelioRossi, è risalita dal 14° posto, con Zenga -che parlava di calcio in arabo e proprio per questo è andato da quelle parti- si parlava di scudetto e di cedere Liverani al Livorno.

    sappiamo tutti come è finita.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.