Lo Sciuto, massone fra i massoni | "E all'Antimafia le strappiamo..."

Lo Sciuto, massone fra i massoni | “E all’Antimafia le strappiamo…”

Giovanni Lo Sciuto

Commenti

    Sotto queste notizie allarmanti non vedo la pletora classica di commenti indignati! Abbiamo tra la mani un associazione a delinquere e nessuno “pipitia”.

    Fermorestando che la commissione antimafia regionale non ha poteri su nulla! Scusate oggi è pulita?

    Va chiamato, se è come discritto, solo in un modo: COMITATO DI AFFARI.
    Di MASSONERIA non ha proprio niente, forse dovreste cominciare (negli articoli) a scindere le due cose proprio per distinguere le cose!

    Ma ste commissioni parlamentari antimafia a che servono. Ormai si dovrebbe cambiare registro. L’antimafia non esiste più (sempre se sia mai realmente esistita).

    Sig primo diacono, il fatto che lei lo sia nella sua loggia rende ancora più goffo il tentativo di sminuire la corruzione e che dilaga in seno a fratelli piu o meno dediti alla mera scalata sociale. Le mosche bianche sono i massoni per bene e non il contrario. E mi creda che non parlo per teorie.

    PRIMO, MA COSA E’ LA MASSONERIA SE NON UN COMITATO DI AFFARI A 361 GRADI???? SVEGLIA!!!

    Signor Squillo di Tromba non so di quals massoneria lei parla o conosce. Già nella sua affermazione c’è un errore (probabilmente figlio di una poca conoscenza) parlando di me nella mia Loggia. Bene, brevemente, le risparmio la differenza tra Obbedienza e Loggia anche per suscitare la sua conoscenza, ce ne sono tante, troppe forse, ma la Massoneria ufficiale è altra cosa. Il Grande Oriente d’Italia è un’altra cosa!
    Ma le evidenzio quanto segue: se ci sono scalate di potere, comitati d’affari, infiltrazioni politiche e quant’altro prettamente non esoterico e volto a migliorare se stessi e l’umanità intera, mi creda, quella non è e non sarà mai Massoneria!
    Quindi l’invito ai giornalisti che devono pur fare il loro lavoro è di farlo usando le giuste parole perché si rischia, come lei ha perfettamente evidenziato, che le persone perbene e che fanno un percorso umano personale vengano accomunati a fatti delinquenziali.

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Siamo abituati agli schiaffi salutari che la chiesa cattolica propone ai politici locali al governo, politici che per altro da sempre millantano appartenenze cattoliche, meno frequenti e forse altrettanto salutari sono le domande che la chiesa dovrebbe farsi sulla propria di presenza, sia in termini di servizi che un tempo erano capillari, mi riferisco a salesiani e vincenziani per esempio, sia ad un certo modo di vivere le fede in luoghi dove alla sobrietà che ti aspetti da una presunta povertà si oppone una ostentazione di ricchezza arrogante e pacchiana che non si capisce cosa abbia a che fare con il messaggio di Cristo. Per farla breve oltre ai servizi pubblici ormai totalmente assenti o rassegnati si associa una chiesa, che da quanto visto in questi giorni sembra affollare più i quartieri bene che le periferie e che in luoghi come lo zen e brancaccio sembra più un oggetto da vandalizzare come una qualsiasi panchina, tranne quando serve ad un video di matrimoni, battesimi etc. Ci dica la Curia cosa ha in campo allora, oltre alle critiche sacrosante ma anche facili, ai politici e alla classe dirigente locale che in gran parte si dice appunto cattolica

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