Lombardo e i rapporti consapevoli - Live Sicilia

Lombardo e i rapporti consapevoli

Claudio Fava su L'Unità di oggi analizza la situazione siciliana alla luce delle ultime vicende politico-giudiziarie che hanno coinvolto il governatore Raffaele Lombardo. Il suo è un duro j'accuse contro lo stesso presidente della Regione ma anche contro il Pd che appoggia il governo e il procuratore capo di Catania D'Agati
Scelti per voi
di
15 Commenti Condividi

Al paese non fanno male le fiction sulla mafia, ma le fiction inventate dagli indagati di mafia. A leggere la lunga, accorata intervista rilasciata ieri dal governatore siciliano Raffaele Lombardo a Repubblica apprendiamo che le tremila pagine di atti istruttori, testimonianze e intercettazioni che lo accusano sono solo un attacco politico che taluni magistrati della Procura di Catania, sotto istigazione diretta di Silvio Berlusconi, stanno lanciando contro Lombardo per costringerlo alle dimissioni. Apprendiamo poi che questo attacco mediatico e giudiziario è solo la “fase due” di una trama più avvincente che prevede anche una “fase tre”: l’eliminazione fisica del governatore (ad opera ci chi: Berlusconi? La procura? I comunisti? La Spectre?). Apprendiamo che il pestaggio subito e mai denunziato dal fratello Angelo, parlamentare della Repubblica, in realtà era solo una crisi ipertensiva. Infine leggiamo che il governo di Raffaele Lombardo ha assestato “un colpo durissimo al sistema affaristico mafioso” in Sicilia. Parola di Raffaele Lombardo medesimo. E guai a dubitarne.
Sul palcoscenico siciliano si recita ogni giorno a soggetto. C’è un Procuratore della Repubblica che invece di spiegare a sei milioni di siciliani se il loro presidente sia o meno amico dei mafiosi, continua da tre mesi a trastullarsi con secche smentite. Non smentisce le accuse, non smentisce i fatti, non smentisce le ipotesi di reato: smentisce i giornalisti che di questo parlano sui loro giornali. In questo, solo in questo, Lombardo ha ragione: la sua condizione di presunto imputato, presunto colluso, presunto arrestato è insostenibile, per lui e per l’istituzione che rappresenta. La procura ha a sua disposizione i fatti e gli atti: che decida cosa dire e cosa fare, senza lasciare che questa indagine continui a nutrirsi di attese, di presunzioni, di funambolismi.
Se si ritiene davvero che il governatore sia stato vicino a Cosa Nostra, lo si dica subito affinché i siciliani possano decidere del loro destino tornando immediatamente al voto. Se così non è, si restituisca l’onore al governo regionale. Purché non si continui a smentire l’aria fritta, come fa il capo della procura di Catania D’Agata da troppi mesi. Se poi da parte sua non ci fossero condizioni di serenità e di imparzialità di giudizio, lo dica e si faccia da parte (come fece già una volta al momento di controfirmare, da procuratore aggiunto, l’ordine di arresto per mafia nei confronti dei figli del cavaliere Costanzo: D’Agata non firmò e lasciò la rogna ai suoi colleghi).
Per farla breve, la verità su questa vicenda non può essere regalata al gusto per le fiction da guerre stellari del governatore Lombardo né ai religiosissimi pudori della pubblica accusa e nemmeno ai silenzi con cui il Partito Democratico segue la vicenda come se fosse capitato lì per caso. Dimenticando che se Lombardo è ancora in carica, dipende dal voto dei deputati regionali del PD che gli hanno approvato il bilancio due settimane fa.
Ps Lumia: c’è un ultimo imperdibile passaggio nell’intervista di Lombardo: pronto a dimettersi, dice lui, se si dimostrerà che ha consapevolmente favorito la mafia. Stesso concettino ripreso anche dal suo sponsor Beppe Lumia su queste stesse pagine: «Se Lombardo ha avuto rapporti consapevoli con Cosa Nostra si deve dimettere». Cosa vuol dire, di grazia, rapporti consapevoli? Sono rapporti non protetti? O vuol dire che ci sono pure quelli che Cosa Nostra la aiutano inconsapevolmente? E come fa un leader politico a rendere un servigio a Cosa Nostra «inconsapevolmente»? Perché offuscato dall’alcol? Perché convinto di aver di fronte ambasciatori dell’Unicef e non capibastone mafiosi? Succedeva a Catania qualche anno fa, quando Nitto Santapaola era per tanti un onesto commerciante di angurie e non un capocosca: finché interrogarono un deputato che era stato fotografato abbracciato a don Nitto, e l’infelice si difese dicendo, appunto, che non era consapevole: «eccellenza – spiegò in tribunale – lei non ci crederà, ma il signor Santapaola mi pareva una così brava persona…».
Se le amicizie torbide, gli affari loschi, le frequentazioni pericolose in politica dovessero pagarsi solo quando vi sia consapevolezza, perché prendersela con Silvio Berlusconi che s’era messo in casa un capomafia? Per lui, Vincenzo Mangano era solo uno stalliere, no?


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

15 Commenti Condividi

Commenti

    ancora date conto a fava? uno che sull’antimafia ha costruito carriera politica.
    l’articolo segnalato mi pare senza capo ne coda. mi pare un tanto per…

    BRAVISSIMI 10 e lode.

    Lumia è una delusione ….
    finalmente si mostra senza “veli” ed è chiaro che desidera solo potere ! come del resto il Cracolici, Cardinale e Genovese e Vitrano…. che sembrerebbe era pronto a entrare in giunta nel Lombardo Quarter….

    Mi meraviglio di voi, delinquenti di Livesicilia. Come vi permettte di riportare sul vostro Giornale un articolo fatto di calunnie “sottili” e insinuanti? Voi così fate inconsapevolmente il gioco dei “vili che agiscono nell’ombra”. Voi così fiancheggiate i gattopardi, gli sciacalli, i pupari e gli ascari che si oppongono al sol dell’avvenire, cioè a questo governo “moderno e innovativo” che, assieme a Cracolici vuole solo e solamente le riforme: infatti non vuole sottogoverno, non cerca consulenze, non riceve incarichi, non vuole posti nelle aziende sanitarie.
    Post Scriptum. Mi manca da morire la “Settimana Incom”. A quando la prossima puntata?

    Questo red.LivSICILIA mi fa rivivere i momenti dell’inizio dell’inchiesta Miceli-Cuffaro, anche allora ci chiedevamo chi fossero i mandanti, abbiamo fatto diverse ipotesi. La I portava dritto ai soliti professionisti dell’antimafia che con la compiacenza di P M politicizzati, avendo capito che Cuffaro non poteva più essere battuto democraticamente, determinavano i presupposti per abbatterlo giudiziaria e per tarpare le ali all’astro nascente dell’udc Mimmo Miceli. Quando poi abbiamo cominciato a leggere le farneticanti motivazioni delle diverse sentenze a carico di Miceli e poi di Cuffaro, alcuni di noi hanno ipotizzato che non potevano questi professionisti dell’antimafia avere la forza di condizionare l’intero sistema giudiziario palermitano e chi poteva essere stato? Forse il duo Berluscono-Dell’utri? forse per costringere Casini a diventare più ubbidiente e docile? Forse ma Cuffaro non ci ha mai creduto e in ogni caso non ha mai gridato al complotto politico-giudiziario. In questi giorni, osservando i comportamenti e le accuse di Lombardo0 a qualcuno comincia a balenare l’idea che forse ad ordire quel complotto sia stato proprio Lui il nostro tanto amato presidente Lombardo e perche? Perche lui da grande stratega aveva gia previsto che solo casì avrebbe potuto sostituire Cuffaro, con il suo stesso determinante sostegno: Si sa lui è uno stratega, egoista e scientifico, e più di tutti conosce la bontà d’anima e la grande generosità di Totò. Sapremo mai la verità, forse un giorno se gli autori del complotto avranno il coraggio di pentirsi.

    per la prima volta in vita mia leggo cose ragionevoli scritte da un comunista: forse alla prossima voterò per fava.

    Il vero professionista dell’antimafia è Claudio Fava che si permette di fare l’opinionista dalle colonne dell’Unità, dai salotti radical chic che è abituato a frequentare.
    Lumia fino a una settimana fa è stato minacciato dalla mafia perchè è andato a Polizzi Generosa a fare i nomi e i cognomi dei mafiosi che ostacolano l’assegnazione di un bene confiscato alla coop Placido Rizzotto di Libera.

    ma questo sito è tutto sbagliato! In home page scrivete D’Agati, ma Fava stesso scrive D’Agata (è questo il nome corretto). Rileggere quello che scrivete no?

    Concordo solo su un punto di quanto sostenuto nell’articolo e cioè che questa vicenda giudiziaria si trascina da troppo tempo.

    Bella trovata la consapevolezza! Ma una volta non si diceva che “la legge non ammette ignoranza”? Come dire che, se ad un certo punto mi fanno una legge nuova ma io non sono informata, quindi inconsapevole, allora se la infrango non la pago. Vuoi vedere che abbiamo trovato un modo per svuotare le carceri e cancellare un bel pò di processi?

    Inoltre, mi sembra che il nocciolo della questione sia stato centrato da livesicilia:
    “come fa il capo della procura di Catania D’Agata da troppi mesi. Se poi da parte sua non ci fossero condizioni di serenità e di imparzialità di giudizio, lo dica e si faccia da parte (come fece già una volta al momento di controfirmare, da procuratore aggiunto, l’ordine di arresto per mafia nei confronti dei figli del cavaliere Costanzo: D’Agata non firmò e lasciò la rogna ai suoi colleghi)”.

    in certi casi conviene non commentare!

    repubblica e i rapporti consapevoli (della serie le cantiamo solo a lombardo?):

    può spiegare repubblica se può sussistere un conflitto d’interessi riconducibile alla persona di jacaranda caracciolo falck, proprietaria del 10% del gruppo espresso, nonchè esponente di spicco della nota famiglia di imprenditori milanesi “Falck”, proprietari dell’azienza Falck già vincitrice dell’appalto per la costruzione dei termovalorizzatori, successivamente annullata dal governo Lombardo?

    bravo claudio, come si fa a non condividere la sua analsi,i siciliani dovrebbero riflettere sul suo articolo,indipendentemente dal colore politico,come non ci si puo render conto di chi è lombardo e il suo seguito; continuano a depredare la sicilia LOMBRDO SI VERGOGNI e si DIMETTA

    Fava ha svolto una precisa analisi sulla situazione del Presidente Lombardo, richiamando D’Agata alle sue responsabilità. La Procura, in mezzo a tutte queste dichiarazioni, smentite, fughe di notizie e poi di nuovo smentite dovrebbe avere la capacità di fare chiarezza visto che oramai tutti aspettano l’esito della vicenda giudiziaria per le azioni politiche.
    Non si può governare la Sicilia attacando tutti ogni giorno al solo scopo di prepararsi una eventuale prossima campagna elettorale.
    Non abbiamo bisogno del Predicatore ne degli imbarazzati eroi.
    Abbiamo necessità di una coalizione politica chiara, eletta dai siciliani con un programma preciso e che alla fine del mandato sappiano presentarsi agli elettori in maniera trasparente, senza demagogia per essere giudicati elettoralmente.Per diventare una regione “normale” abbiamo bisogno di semplicità e chiarezza. Tutte queste presunte trame, i buoni e i cattivi non ci interessano ci serve un buon governo eletto e rappresentativo dei Cittadini

    Salve ho letto un paio di cosucce qui, interessanti e mi pronuncio in veste apolitica, ma essendo un cittadino catanese, dunque siciliano,dunque del sud e non essendo ormai piu ragazzino..vivo la quotidianità,la società,
    e se non sono cieco…o talmente assente o ignorante del tutto (nel senso che ignoro)mi rendo conto palesemente della realta che mi circonda..
    bene
    spero che voi di questo sito siate direttamente o indirettamente legati in un qualsivoglia modo alla corrente politica che sostenete..allora sareste forse in un qualsivoglia modo…giustificati, nello scrivere ciò che affermate…
    perche,se cosi non fosse…bhe sarebbe meglio pensare di cambiare mestiere.
    Non si pensi ovviamente che io stia dalla parte dell’altro personaggio che in un certo modo qui si accusa di certi comportamenti..bhe ne avrei da dire…ma mi dilungherei molto.
    dicevo all’inizio, commento mio apolitico.

    per ricordare…occorre che la politica faccia gli interessi dei cittadini in funzione dello sviluppo positivo, della regione o stato che governa;
    e che si adoperi con sentimento puro e di devozione Sine Lucro per il consolidamento e miglioramento della condizione di vita di ogni suo singolo cittadino.
    voi amici miei avete visto,immagino questo,durante questa fase di governo della sicilia dunque capisco…il vostro fermento nello schierarsi da una parte piuttosto che dall’altra.
    saluti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.