L'omicidio di Giordana a Nicolosi | L'ex conferma al gip la confessione

L’omicidio di Giordana a Nicolosi | L’ex conferma al gip la confessione

L’omicidio di Giordana a Nicolosi | L’ex conferma al gip la confessione
Giordana Di Stefano e Luca Priolo
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E' stato interrogato dal Gip di Milano Paolo Guidi, Luca Priolo il giovane che ha confessato l'omicidio dell'ex convivente Giordana Di Stefano, accoltellata in auto a Nicolosi. L'uomo ha negato di aver premeditato il delitto defnendo il suo gesto come un "raptus". Al termine dell'udienza il giudice milanese ha convalidato l'arresto in carcere dell'uomo.

L'interrogatorio a Milano
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MILANO – E’ stato interrogato oggi dal Gip di Milano Paolo Guidi, Luca Priolo il giovane che ha confessato l’omicidio dell’ex convivente ventenne Giordana Di Stefano, accoltellata nella sua auto a Nicolosi (Catania). Il giovane, 25 anni, è stato bloccato mercoledì scorso dai carabinieri in stazione centrale a Milano mentre attendeva un treno diretto in Svizzera. Subito interrogato dalla pm di turno Christian Barilli ha confessato. Oggi durante l’interrogatorio di convalida Priolo avrebbe confermato le dichiarazioni rese a inquirenti e investigatori.

Aveva comprato “un coltellino di pochi centimetri da un’armeria cinque mesi fa” per “sicurezza e difesa”, visto che la zona in cui abita, alla periferia di Belpasso, nel Catanese, “la sera è isolata e pericolosa”. Così Luca Priolo ha motivato al Gip di Milano, Paolo Guidi, il fatto di essere in possesso di un’arma da taglio quando ha incontrato e poi ucciso la sua ex convivente, Giordana Di Stefano, con circa 42 coltellate. Il ventenne dopo il delitto è fuggito ed è stato arrestato a Milano grazie alle indagini dei carabinieri di Catania che hanno scoperto che stava per fuggire all’estero e segnalato a militari dell’Arma lombardi il treno sul quale stava per salire, quello diretto a Lugano.

L’indagato ha insistito nel “negare la premeditazione”, ribadendo che il movente è da collegare a “un raptus del momento” dovuto alla “volontà di lei di non revocare la denuncia per stalking” nei suoi confronti, che quel giorno sfociava nella prima udienza per la richiesta di rinvio a giudizio davanti al Gip di Catania. “Una denuncia – spiegano i legali di Luca Priolo, gli avvocati Sergio Di Mariano e Gaetano Agosta – che riteneva ingiusta perché diceva di non essere stato lui a entrare a casa della giovane, nel 2013, da una finestra. E che gli bloccava il futuro lavorativo. Lui era ancora innamorato di lei, e soltanto adesso comincia a capire cosa ha fatto”.

Mogio, scosso, ma calmo per via probabilmente dell’effetto di qualche tranquillante che i medici del carcere di San Vittore gli hanno somministrato, Priolo avrebbe risposto ad alcune domande, tra cui quella su quanto è accaduto quando si è trovato da solo in macchina con Giordana. E qui avrebbe ribadito “di aver perso la testa” e che “non voleva uccidere”. Inoltre, ha rimarcato che in 5 anni, da quando era cominciata la loro relazione, non ha “mai alzato le mani su di lei” e che si era limitato a mandarle messaggi e a pedinarla. I funerali di Giordana Di Stefano saranno celebrati alle 17 di oggi nella Chiesa Madre di Nicolosi. Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino.

Al termine dell’interrogatorio e dell’udienza il gip di Milano Paolo Guidi ha convalidato il fermo e disposto la custodia cautelare in carcere per omicidio di Luca Priolo. Il giudice, che ha contestato l’aggravante dovuta al fatto che il delitto è stato commesso mentre era in corso un procedimento per stalking, si è poi dichiarato incompetente per territorio. Gli atti verranno trasmessi a Catania.

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