LONDRA – La Westminster Magistrates’ Court di Londra ha dato il via libera all’estradizione in Italia di Domenico Rancadore, accusato di mafia e arrestato nell’agosto 2013 nella capitale britannica dopo 20 anni di latitanza. Secondo la Bbc, l’estradizione dovrebbe avvenire nei prossimi giorni.
Rancadore, 66 anni, considerato in Italia un esponente di spicco di Cosa nostra, deve scontare 7 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso, estorsione ed altri delitti. La cattura era scattata l’8 agosto 2013: il Servizio centrale operativo e la squadra mobile di Potenza avevano raccolto dati sufficienti da consentire agli investigatori inglesi, grazie alla collaborazione del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, di localizzare il luogo dove il ricercato trascorreva la latitanza. Così è scattato il blitz: Rancadore è stato arrestato mentre tornava a casa, dove viveva con la moglie di origine inglese.
In quella circostanza il latitante ha tentato la fuga ma è stato immediatamente bloccato. Rancadore era ricercato dal 1994 e per la sua caratura criminale era stato inserito nell’elenco dei latitanti più pericolosi del ministero dell’Interno. Dal 1998, le sue ricerche sono state estese in campo internazionale. Nella capitale inglese conduceva una vita agiata. Numerosi collaboratori di giustizia lo hanno indicato come esponente di spicco della “famiglia” mafiosa palermitana, con funzioni di vertice nel “mandamento” di Caccamo. In particolare, negli anni ’90, sarebbe stato il capo della famiglia di Trabia.
La vita dorata di Rancadore, ex insegnante di educazione fisica, a Londra, con moglie, figlia di un ex console, e due figli, era nota da tempo. Il reato di associazione mafiosa nell’ordinamento inglese non è previsto e la richiesta di estradizione fatta dalla Procura di Palermo nei confronti dell’ex capo della famiglia di Trabia non era stata accettata. In Inghilterra Rancadore percepiva pure la pensione per il suo lavoro di insegnante.
A marzo dell’anno scorso, così, il boss era stato rilasciato su cauzione dopo il no britannico all’estradizione. Una libertà durata appena pochi giorni: in aprile per lui si sono riaperte le porte del carcere dopo un nuovo mandato di cattura internazionale spiccato dalle autorità italiane. Che adesso hanno anche ottenuto l’estradizione del boss.

