L'Orchestra sinfonica siciliana | La Fistel Cisl scrive a Musumeci

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Il sindacato ha inviato la missiva anche al cda.

PALERMO – “Le scriventi OO.SS., facendo riferimento a quanto appreso già in diverse occasioni dai quotidiani locali, in relazione ai nomi indicati per il ruolo di Sovrintendente della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana – fermo restando che di nuova nomina si deve parlare solo dopo aver chiarito la posizione contrattuale dell’attuale Sovrintendente ed evitare quindi possibili contenziosi – sollecitano le SS.LL. in indirizzo ad intraprendere un percorso diverso da quello che la politica ha praticato fino ad adesso e in linea con quanto intrapreso dal precedente Consiglio d’Amministrazione chiedendo che il Sovrintendente venga selezionato tramite bando pubblico, un sistema trasparente che garantirebbe l’intercettazione di una personalità titolata e competente in linea di continuità con quanto già intrapreso nell’ultimo triennio in termini di sviluppo, rilancio e progettualità”. Lo si legge in una lettera inviata da Fistel Cisl al cda dell’Orchestra sinfonica siciliana, al governatore Nello Musumeci e all’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo.

“Purtroppo la storia di questa Orchestra ci insegna che le nomine fatte per scelta politica non sempre sono state proficue, le carenze gestionali di cui sono stati protagonisti i Sovrintendenti e i Consigli d’Amministrazione che si sono avvicendati negli anni – fino al 2013 – hanno portato la Fondazione a generare un debito certificato pari a circa 14 milioni di euro con conseguenti esposti in Procura ed enormi disagi per le famiglie dei lavoratori – si legge nella lettera -. Debito che oggi, grazie ad un attento controllo della spesa, alla rimoludazione dell’orario di lavoro, alla redazione di un nuovo Contratto Integrativo Aziendale, al piano di esodo incentivato, é stato estinto, o meglio, ristrutturato anche grazie al Fondo di rotazione istituito dalla Regione Siciliana ed il conseguente mutuo di 7 milioni (dilazionato in 15 anni) concesso sulla base del Piano di Risanamento che detta parametri rigidi sul futuro gestionale della Fondazione in termini di contenimento della spesa ed esclude in maniera perentoria e categorica ulteriori forme di indebitamento. Tutto questo lavoro, ed oltre (vedi le maggiori entrate dovute alle cessioni teatro, la moltiplicazione delle entrate da botteghino grazie al notevole incremento delle presenze in termini di pubblico, bilanci consuntivi dell’ultimo triennio chiusi in attivo), è stato realizzato nel lasso di tempo che va dal 2015 al 2018, un periodo che coincide con la presenza di una governance lungimirante che ha pensato bene di scegliere, in ultimo, il Sovrintendente selezionandolo con un bando pubblico. Riteniamo che le figure strategiche utili al futuro e alla crescita dell’Orchestra Sinfonica Siciliana (Sovrintendente e Direttore Artistico/Musicale), ma anche di qualsiasi istituzione che utilizza fondi pubblici, debbano assolutamente passare attraverso una selezione pubblica per titoli e competenze, nel nostro caso anche internazionale”.

“La storia, la nostra storia, dimostra che le nomine puramente politiche non hanno generato risultati positivi anzi, hanno prodotto danni irreparabili. Seriamente preoccupati per il futuro dell’Orchestra Sinfonica Siciliana e dei lavoratori, interrompendo una pax sindacale che durava da quasi tre anni, che conferma il senso di responsabilità delle OO.SS. scriventi e il buon lavoro fino ad ora svolto, siamo costretti, malvolentieri, a proclamare lo stato di agitazione riservandoci di dare seguito ad ulteriori manifestazioni di protesta atte a far valere le nostre ragioni che ribadiamo essere esclusivamente nell’interesse dell’Istituzione, dei lavoratori e del bene comune”.

La protesta coinvolge anche il sindacato Fials.

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