Palermo, è il giorno dell'interrogatorio di Salvatore Iacolino

Mafia, appalti e soldi per le campagne elettorali: Iacolino davanti ai pm

È il giorno dell'interrogatorio

PALERMO – È il giorno dell’interrogatorio di Salvatore Iacolino, convocato dai pubblici ministeri di Palermo.

L’ormai ex direttore generale del Policlinico di Messina, sospeso dalla giunta di governo della Regione siciliana, è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione.

La sua legittima strategia difensiva potrebbe portarlo ad avvalersi della facoltà di non rispondere. In questo caso la sua presenza al palazzo di giustizia, accompagnato dagli avvocati Giuseppe Di Peri e Arnaldo Faro, sarebbe breve.

Iacolino e il boss Vetro

Avvocato, 62 anni, nato a Favara, per la Procura palermitana Iacolino avrebbe stretto un patto con l’imprenditore, massone e boss Carmelo Vetro. Nella fedina penale di Vetro c’è una condanna già scontata a 9 anni di carcere per avere guidato la famiglia mafiosa di Favara, ricalcando le orme del padre deceduto all’ergastolo.

Iacolino sarebbe stato il big sponsor di Vetro in alcuni affari nella sanità messinese, prima ancora che il manager andasse a guidare il Policlinico nella città dello Stretto. Molte cose sono ancora da chiarire. Vetro gestirebbe tramite il cognato l’impresa An.Sa Ambiente che si occupa di smaltimento di rifiuti e si è aggiudicata delle commesse pubbliche.

Il manager, l’onorevole Grasso e Cocina della Protezione civile

A garantirgli una corsia preferenziale sarebbero state le tangenti pagate al dirigente Giancarlo Teresi dell’assessorato regionale alle Infrastrutture. Si indaga su altri appalti. Ci sarebbe stato anche un incontro con Salvatore Cocina, capo della Protezione civile regionale, mediato sempre da Iacolino sulla falsa riga di quello fra il boss e Bernadette Grasso.

Il manager della sanità aveva fatto da tramite, Vetro voleva accreditarsi alla Protezione civile. Dopo l’incontro non ci fu alcun seguito, ma l’episodio confermerebbe la disponibilità di Iacolino nei confronti del mafioso.

La deputata di Forza Italia e vice presidente della Commissione parlamentare antimafia, sentita ieri come persona informata sui fatti (non è indagata), avrebbe segnalato a Vetro i nominativi di quattro persone da assumere senza avere idea di chi fosse veramente il suo interlocutore, a cominciare dalla sua sporchissima fedina penale. Si sarebbe fidata di Iacolino che conosce ormai da anni e che è stato eurodeputato del suo stesso partito.

Il sequestro dei 90 mila euro

Iacolino avrebbe messo a disposizione di Vetro la sua rete di relazioni e amicizia. In cambio di cosa? Soldi per le campagne elettorali e posti di lavoro, sostiene l’accusa.

Pochissimo si sa delle informative in cui gli investigatori della squadra mobile e della Dia di Trapani e della Sisco di Palermo hanno raccolto mesi di intercettazioni e pedinamenti.

Vetro e Iacolino si incontravano nelle sedi istituzionali come al bar a Favara. Incontri alla luce del sole.

I pm di Palermo, guidati dal procuratore Maurizio de Lucia e dall’aggiunto Vito Di Giorgio, ascoltando i dialoghi intercettati avrebbero colto i segnali della presenza di denaro. Quando sono andati nell’abitazione palermitana di Iacolino hanno trovato e sequestrato 90.000 in contanti.

A cosa servivano i soldi? Nel decreto di sequestro si fa riferimento all’attività politica del manager. Iacolino è stato parlamentare europeo nel 2009, eletto nel Popolo delle libertà di Silvio Berlusconi. Ci riprovo senza successo nel 2014. Così come fallì altre volte la corsa in Senato e all’ars militando in Forza Italia, grande sud e Udc.

Il suo regno è sempre stato la sanità: dal 2001 direttore amministrativo dell’allora Asl di Agrigento, la giunta di Totò Cuffaro lo nominò nel 2005 direttore generale a Palermo, fino al delicatissimo ruolo di dirigente della pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Sanità dove si decide come spendere i soldi. Un incarico lasciato pochi giorni fa per approdare al Policlinico di Messina.

Di recente niente candidature in prima persona, ma il suo impegno in politica non è venuto meno. Alle Europee del 2024 per esempio ha appoggiato l’assessore di Forza Italia, Edy Tamajo. Un palermitano sostenuto in provincia di Agrigento e la cosa non piacque ad altri deputati agrigentini.

E poi c’è la politica che si nutre di relazioni. Ed è questa l’ipotesi su cui lavora la Procura: i soldi di Vetro, se davvero li ha consegnati a Iacolino, potrebbero essere serviti per le campagna elettorale di altri candidati.


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