PALERMO – Prima se la prese con il carabiniere che lo aveva multato per non avere rispettato le regole anti Covid, poi chiamò un consigliere comunale affinché facesse stracciare la contravvenzione.
È una insolita tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso quella contestata ad Antonino Lo Bue, arrestato ieri a Roccapalumba, paese in provincia di Palermo.
Il 30 aprile 2021 Lo Bue fu fermato dai carabinieri. Venne sorpreso con un gruppo di amici al bar in un momento in cui Roccapalumba era “zona rossa”. E si scagliò contro il maresciallo: “… fattilla ficcare in c… ti vengo a trovare”, urlava mimando con la mano il gesto di una pistola puntata alla fronte.
Successivamente Lo Bue si attivò, secondo l’accusa con metodo mafioso, nei confronti di un consigliere comunale: “Io ti ho sempre garantito per le lezioni… ma vedi che avete rotto i c… tu il sindaco e tutti quanti andiamo a discutere questa cosa”.
Non gli andavano giù le restrizioni: “… dov’è il rosso a Roccapalumba… non ce n’è questi contagi… non ci sono questa cosa… non si può fare… mi hanno fatto la multa perché ero con tre persone davanti al bar”.

