Palermo, mafia: condannati boss e gregari di Santa Maria di Gesù

Mafia, droga e neomelodici: stangata per i boss di Santa Maria di Gesù

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Decidevano persino i cantanti che dovevano esibirsi alla festa del quartiere

PALERMO – La sentenza è definitiva. Chi è in carcere ci resterà per scontare la pena. Sono boss, gregari e trafficanti di droga del mandamento Villagrazia-Santa Maria di Gesù. Furono arrestati dai carabinieri del Ros in un blitz del 2022. La decisione è della quinta sezione della Cassazione.

Tra i condannati ci sono Sandro Capizzi, Salvatore Freschi, Salvatore Profeta (che si alternati alla guida della famiglia di Villagrazia) e Ignazio Traina (capomafia di Santa Maria di Gesù).

Sandro Capizzi è figlio del boss ergastolano Benedetto che mentre scontava il carcere a vita nella sua villa per motivi di salute, tentò di riorganizzare Cosa Nostra. I cento arresti del blitz “Perseo” nel 2007 bloccarono la rifondazione.

Salvatore Profeta rappresentava il nuovo che avanza, forte della sua parentela: ha preso il nome del nonno omonimo, storico capomafia deceduto e condannato ingiustamente per la strage di via D’Amelio.

Nei confronti di Profeta è caduta l’accusa di associazione mafiosa mentre ha retto quello di essere il capo dell’organizzazione che gestiva gli affari della droga.

Traina era boss e al contempo signore della droga, sceso in campo per tutelare non solo i suo interessi e quelli del mandamento di Santa Martia di Gesù, ma anche di altre famiglie mafiose palermitane.

Cosa Nostra regolava la vita nelle borgate. Come ricostruirono nel 2022 la Procura di Palermo e i carabinieri del Ros ad alcuni lo Stato pagava pure il reddito di cittadinanza.

I soldi del pizzo e della droga servivano a finanziare le famiglie dei detenuti. La festa rionale in via Mendola avveniva sotto il rigido controllo mafioso. I boss decidevano tutto: quali strade chiudere, dove piazzare le bancarelle, quali e quante bevande vendere, quali cantanti neomelodici dovessero esibirsi sul palco.

Tutte le condanne

Questi le pene definitive: Salvatore Profeta jr 14 anni e 8 mesi. Giovanni Adelfio 13 anni ma in continuazione con due precedenti sentenze, Andrea Taormina 8 anni, Salvatore Freschi 17 anni, 7 mesi e 23 giorni (in continuazione). Giovanni La Mattina 9 anni, Antonino Lucera 2 anni e 8 mesi, Salvatore Luisi 8 anni, 10 mesi e 20 giorni, Samuele Immesi un anno e quattro mesi ma con la sospensione condizionale della pena.

Ed ancora: Ignazio Traina 18 anni, 2 mesi e 20 giorni in continuazione con un precedente reato, Sandro Capizzi 12 anni, 5 mesi e 10 giorni, Massimo Mancino 11 anni, 10 mesi e 6 giorni, Gioacchino Cardella 6 anni, 2 mesi e 20 giorni, Girolamo Rao 14 anni, 3 mesi e 16 giorni, Mariano Calascibetta 4 anni e 8 mesi, Antonino Lucera 2 anni, 11 mesi e 16 giorni, Salvatore Binario 2 anni, 2 mesi e 20 giorni.

L’unico annullamento con rinvio riguarda la posizione di Francesco Guercio (in appello aveva avuto 16 anni, un mese e 23 giorni), ma limitatamente alla recidiva e alla liberta vigilata una volta finita di scontare la pena.

Adelfio, Capizzi, Profeta: scorrendo l’elenco si trovano cognomi storici.


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