Mafia e agenzie scommesse| Scarcerati alcuni indagati - Live Sicilia

Mafia e agenzie scommesse| Scarcerati alcuni indagati

Il Tribunale di Palermo

Erano stati coinvolti nel blitz dell'Acquasanta. Ai domiciliari la moglie del boss

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PALERMO – Il Riesame accoglie il ricorso e scarcera alcuni indagati coinvolti nel blitz che a fine aprile ha colpito le famiglie mafiose Fontana-ferrante dell’Acquasanta.

Tornano a casa Massimo Tarantino, Salvatore Barrale e Giuseppe Davide Pizzo. Non si conoscono ancora le motivazione con cui il Tribunale ha accolto le tesi difensive degli avvocati Roberto Tricoli, Luigi Miceli e Riccardo Bellotta.

I tre scarcerati – erano tutti ai domiciliari – sono indagati per concorso in intestazione fittizia. In particolare Barrale e Pizzo si sarebbero messi a disposizione dei Fontana per gestire un’agenzia di scommesse. Tarantino invece era il proprietario dei locali dove era stata aperta un’altra agenzia e sarebbe stato a conoscenza che la stessa era stata intestata a un prestanome.

Di nuovo liberi anche Alessio Sardisco, indagato per intestazione fittizia aggravata dal’avere favorito Cosa Nostra (assistito dall’avvocato Angelo Formuso) e Domenico Pitti, indagato per truffa e gioco abusivo, entrambi aggravati (difesi da Angelo Formuso e Luigi Montagliani).

Lascia i domiciliari e torna libero anche il milanese Pietro Cotini, indagato per intestazione fittizia in favore dei Fontana di un’impresa che vende caffè. Il riesame ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare, accogliendo la richiesta degli avvocati Alessia Alessi e Davide Cattaneo. Cotini è il fratello del commercialista Paolo che, secondo l’accusa, era il consigliere economico dei Fontana in terra milanese.

Concessi infine gli arresti domiciliari a Letizia Cinà, moglie del boss Giovanni Ferrante, che avrebbe avuto un ruolo attivo nella gestione della famiglia mafiosa. Accolta l’istanza degli avvocati Vincenzo Giambruno e Filippo Scalzo.

 


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