PALERMO – È tornato in carcere per restarci una manciata di mesi. Non più al 41 bis, ma nella sezione detenuti comuni. Filippo Guttadauro, cognato di Matteo Messina Denaro, deve scontare una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. Dalla casa lavoro di Tolmezzo è stato trasferito al carcere di Oristano.
Finita di scontare la nuova e breve condanna le porte del carcere potrebbero aprirsi definitivamente per il boss e cognato di Matteo Messina Denaro. Per dieci anni ha vissuto in carcere da internato al 41 bis pur avendo finito di scontare la condanna per mafia.
Guttadauro è stato ritenuto socialmente pericoloso e per questo gli è stata applicata una ulteriore misura di sicurezza. Da qui il passaggio nella “casa lavoro” nel carcere di massima sicurezza di Tolmezzo. Il giudizio di pericolosità del marito di Rosalia, una delle sorelle del padrino morto, pure lei arrestata, è stato confermato di proroga in proroga. In gergo carcerario viene definito “ergastolo bianco”.
Uno dei motivi del suo status, il principale, è stata la latitanza del cognato per conto del quale aveva gestito il potere mafioso a Castelvetrano fino al giorno del suo arresto nel 2006. Era il “portavoce” del latitante. A lui spettava anche il compito di mantenere i collegamenti tra il capomafia trapanese e Bernardo Provenzano. Ma si occupava anche della corrispondenza fra Messina Denaro e Maria Mesi, la donna che giurò amore eterno al latitante.
Provenzano gli aveva assegnato il numero 121 per coprirne l’identità nella mole di lettere e pizzini trovata a Montagna dei Cavalli, ultimo covo del corleonese. Nel 2016 Filippo Guttadauro, fratello del boss di Brancaccio, Giuseppe il dottore, poteva tornare libero per fine pena. Non è andata così per la presenza ingombrante del cognato. Filippo Guttadauro è rimasto al 41 bis, rassegnato e allineato alla mafia di cui è stato un uomo chiave.
La morte del cognato potrebbe portare ad una nuova valutazione sulla pericolosità per Filippo Guttadauro. Un passaggio decisivo è già stata scritto. Per qualche mese ad Oristano sarà un detenuto comune senza le restrizioni previste per chi vive al 41 bis e va isolato dal mondo mafioso di provenienza.
Fra qualche mese l’eventuale scarcerazione di Filippo Guttadauro imporrebbe una nuova analisi sugli equilibri di potere. Libera per fine pena è già da mesi un’altra sorella di Messina Denaro, Patrizia, mentre lo diventerà presto il figlio di Filippo, Francesco Guttadauro, nipote del cuore di Messina Denaro.

