Palermo, i piani del boss del pizzo: "Colpire Lidl e McDonald's"

Colpire Lidl e McDonald’s perché “se non facciamo danno non entrano cash”

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La strategia della banda del pizzo

PALERMO – I picciotti del pizzo dovevano usare le reti a strascico. Prima bisognava intimidire e poi raccogliere i soldi. Per convincere i commercianti a pagare erano pronti a colpire anche due punti vendita McDonald’s e Lidl.

L’ordine di Salvatore Verga dal carcere di Trani (da qualche giorno è stato trasferito a Oristano) era perentorio: “Se non facciamo danno non entrano cash capiscimi”, diceva a Rosario Piazza, uno dei suoi uomini più fidati, arrestato con l’accusa di avere fatto parte della banda del kalashnikov.

Un ristoratore di Sferracavallo ricevette la visita di Giuseppe Pirrotta, pure lui arrestato. “Non ti preoccupare che ai tuoi figli gli voglio bene… sono nel mio cuore”, gli avrebbe detto battendosi la mano sul petto, prima di andare via e dopo avergli baciato la mano. Un modus operandi carico di minacce, esplicite e non.

Con la mediazione di un ambulante si accordarono sulla cifra: 300 euro più “tre tute da ginnastica”. Il titolare dell’attività commerciale ha denunciato l’estorsione.

Pochi altri lo hanno fatto, ma si ha la netta sensazione che molti hanno pagato. Lo dimostra il fatto che tante intimidazioni non sono state denunciate. C’è chi ha preferito fare sparire le bottiglie di benzina lasciate all’ingresso dei locali prima ancora che arrivassero le forze dell’ordine.

La strategia di Verga puntava ancora più in alto. Programmava attentati anche contro bersagli tradizionalmente esclusi dal racket: “Vita dobbiamo fare danno al McDonald’s dopo ti spiego come fare… Dobbiamo fare danno al mec di Tommaso Natale e danno a Sicily by Car”, scriveva con un smartphone dalla cella.

“Una macchina rubata la lasciamo al mcdrive e l’accendiamo”, spiegava a Piazza. Che aggiungeva:
“Dove si fanno le ordinazioni… li facciamo spaventare buono perché l’accendo davanti a loro dove si fanno le ordinazioni Ora ci penso io”. All’ultimo minuto i piani cambiarono. Se la presero con Sicily by Car, ma stavano programmando successivi raid.

“Dobbiamo fare danno al Mec e poi dobbiamo fare danno al Lidl”, scrisse Verga un giorno di giugno. Voleva alzare il livello della tensione, prendendo di mira il supermercato che fa fa parte di una catena con punti vendita in tutto il mondo. L’obiettivo probabilmente non era incassare da colossi come Lidl e McDonald’s, ma dimostrare di essere pronti a tutto in modo che altri imprenditori e commercianti si piegassero al racket.


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