PALERMO – Il ciclone Harry che ha portato una forte ondata di maltempo avanza dopo una notte con raffiche di vento che hanno raggiunto anche i 100 Km/h e adesso la Sicilia conta i danni. La zona orientale dell’Isola, da Messina a Siracusa e Ragusa, è ancora in allerta rossa e molti sindaci hanno deciso di chiudere le scuole anche oggi, martedì 21 gennaio.
Ingenti danni in tutta la regione: da Palermo, dove le mareggiate e il vento hanno danneggiato auto e imbarcazioni all’Arenella e al Molo Trapezoidale, al Messinese dove le raffiche di Scirocco e Levante hanno devastato la costa ionica ma anche quella tirrenica. A Santa Teresa Riva il sindaco parla di un vero e proprio “bollettino di guerra”, nella cittadina mancano luce e acqua.
Ingenti danni anche nel comprensorio turistico di Taormina e Giardini Naxos. E alle Eolie si registrano danni in tutti i porti dell’arcipelago. A Canneto le onde hanno raggiunto le case e i negozi. E nell’Ennese si sono registrati crolli di muri di contenimento e frane su due strade Statali.
Meloni: il governo è vicino alle comunità colpite
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, segue con attenzione, in costante contatto con il Ministro Nello Musumeci e con il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, l’evoluzione dell’eccezionale ondata di maltempo che sta interessando la Calabria, la Sardegna e la Sicilia. Il Presidente Meloni è particolarmente vicino alle comunità colpite e raccomanda di seguire le indicazioni delle autorità locali, evitando ogni esposizione al rischio.
Ringrazia per l’efficiente lavoro di previsione e di allertamento messo in campo dal Dipartimento della Protezione Civile e dai presidi territoriali, da Regioni, Comuni e Prefetti. Il Governo sosterrà le comunità che hanno subito danni, nei prossimi giorni il Ministro Musumeci e il Capo Dipartimento Ciciliano si recheranno nelle aree colpite per individuare, insieme ai Presidenti delle Regioni interessate, le azioni necessarie al superamento dell’emergenza. E’ quanto si legge una nota di palazzo Chigi.
Il ministro Salvini in contatto con gli amministratori locali
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fatto sapere in una nota che “il vicepremier e ministro Matteo Salvini sta seguendo con grande attenzione gli effetti del maltempo in Calabria, Sardegna e Sicilia con particolare riferimento alle ricadute sulle infrastrutture. Salvini è in contatto anche con gli amministratori locali. “Esprimo la mia vicinanza alle popolazioni di Calabria, Sicilia e Sardegna che sono in queste ore vittime del maltempo” ha detto. “Le ultime notizie ci danno l’interruzione della tratta ferroviaria Messina-Catania-Siracusa, tratto chiuso nella metropolitana di Cagliari, in ripresa la linea ferroviaria tra Battipaglia e Paolo e chiuso anche la statale nel tratto fra Cagliari e Capoterra”, ha spiegato il ministro.
La Russa: vicinanza alle popolazioni di Sicilia, Sardegna e Calabria
Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha riservato un pensiero e ha espresso vicinanza per il “grave disagio che stanno le popolazioni della Sicilia, della Sardegna e Calabria colpite in maniera forte dagli effetti di mareggiate, piogge e temporali non usuali e che stanno provocando danni seri se non di enorme rilievo A loro va la nostra vicinanza – ha continuato La Russa – in attesa di quanto si potrà fare, e credo che sia sentita e doverosa”. Subito dopo nell’aula è partito un applauso.
Schifani: danni per mezzo miliardo, domani giunta straordinaria
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha fatto il punto sull’emergenza maltempo che ha colpito soprattutto il litorale ionico dell’Isola con il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, che per tutta la notte scorsa, dalla sala operativa, ha coordinato gli interventi sui territori interessati. Nelle ore più critiche, l’azione si è concentrata sulla tutela dell’incolumità dei cittadini e sul monitoraggio delle situazioni più a rischio. In questa fase, invece, sono in corso la raccolta delle segnalazioni e le prime valutazioni sui danni materiali, che appaiono purtroppo molto ingenti lungo l’intera fascia costiera coinvolta.
“Ieri notte – sottolinea Schifani – eravamo concentrati sull’emergenza e sull’evitare perdite di vite umane, con particolare attenzione ai punti più a rischio per la popolazione. Ora stanno arrivando le notizie sui danni che, purtroppo, sono molto gravi su oltre 100 chilometri di litorale ionico. Parliamo di strade litoranee, stabilimenti turistici e balneari, abitazioni e strutture portuali. Da quanto emerso da una prima valutazione siamo già nell’ordine di oltre mezzo miliardo di euro. Ho già convocato per domani una seduta straordinaria della giunta per deliberare lo stato di crisi di emergenza regionale e chiedere al governo centrale la dichiarazione di emergenza nazionale”.
Musumeci: seguo l’evolversi dell’emergenza
“Con l’unità di crisi operativa al dipartimento nazionale, seguo l’evolversi delle criticità nelle regioni del Sud maggiormente colpite dal ciclone. Non è ancora il momento di fare la conta dei danni, ma di vigilare sulla corretta applicazione di ogni condotta responsabile. Quando saranno rientrate le condizioni di pericolo, penseremo al resto e il governo Meloni sarà anche stavolta vicino alle regioni colpite, in particolare Sardegna, Sicilia e Calabria – ha detto il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci -“.
Coldiretti: danni ingenti ai seminativi della Piana di Catania
“I seminativi nella piana di Catania nella zona del fiume Gornalunga sono stati completamente sommersi dall’acqua – rileva Coldiretti Sicilia che continua il monitoraggio nelle campagne da dove si moltiplicano le segnalazioni -. Nella zona vicino a Sigonella dove era stato seminato il grano l’acqua del fiume ha di fatto sommerso l’intera area. Se non si ripristina l’alveo – sottolinea Coldiretti – il problema esisterà sempre. Smottamenti dei muretti di contenimento nelle zone interne, alberi caduti, il quadro che si delinea nelle aziende agricole nell’Isola è sempre più complicato anche se è ancora presto per una effettiva quantificazione. Tunnel di copertura del fieno scoperchiati così come le serre in alcune aree del ragusano, agrumeti impraticabili anche nel messinese, la situazione, dopo ore di vento e acqua è sempre più complessa. Ci stiamo già attivando per richiedere lo stato di calamità – sottolinea Coldiretti Sicilia – perché i danni ancora non visibili possono aumentare nelle prossime settimane”.
Galvagno: ristori tempestivi per Comuni e privati
“Le foto e i video che arrivano da più parti della Sicilia sono drammatiche: un vero colpo al cuore – afferma il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno -. Abbiamo bisogno di una quantificazione dei danni – che è attualmente prematura – perché è necessario dare un sostegno alle comunità colpite dal ciclone Harry. Non c’è tempo da perdere né sulle risorse da immettere per ristorare i Comuni ed i privati, ma soprattutto non c’è tempo da perdere sulle procedure. Non possono passare anni da quando si approva una norma che ha effetto di spesa, alla realizzazione dell’intervento. In casi come questo, credo, sia necessario lavorare in deroga e velocizzare tutti gli iter affinché si possa tornare alla normalità. Mi stringo a tutti i cittadini e le imprese che hanno subito danni e ringrazio di cuore le donne e gli uomini della Protezione civile, delle Forze armate e dell’ordine, tutti i volontari e quanti, senza sosta, stanno continuando a lavorare per salvaguardare la nostra incolumità. Non siete soli”.
Scarpinato: in corso la ricognizione dei danni nei luoghi della cultura in Sicilia
“Ho chiesto una ricognizione rapida e puntuale dei danni nei luoghi della cultura e nei siti archeologici dell’Isola. Parallelamente ho disposto che, laddove possibile, sia garantita, una volta superata l’emergenza, la continuità delle aperture e dei percorsi di visita, intervenendo in maniera tempestiva per il ripristino delle strutture danneggiate, così da assicurare il regolare svolgimento di attività ed eventi”. Così l’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato.
“Nel caso in cui risultassero conseguenze rilevanti per i siti culturali – aggiunge Scarpinato – ci attiveremo immediatamente, una volta completata la quantificazione, per predisporre un intervento straordinario destinato a riparare i danni ea tutelare il nostro patrimonio culturale”.
Sammartino: vicinanza alla popolazione
“Ringrazio le donne e gli uomini della Protezione civile, le forze dell’ordine e tutti coloro che hanno gestito l’emergenza. In questi giorni difficili, abbiamo assistito a gesti di grande solidarietà che hanno dimostrato la pronta capacità di reazione del popolo siciliano che ha nel proprio dna il senso della comunità”. Lo ha affermato l’assessore per l’Agricoltura, lo Sviluppo rurale e la Pesca mediterranea e vicepresidente della Regione Luca Sammartino.
“La Regione continuerà a monitorare attentamente la situazione e collaborerà con le amministrazioni locali per assicurare una ripresa rapida ed efficace – ha aggiunto Sammartino – garantendo risorse e supporto a famiglie, lavoratori, imprese, Comuni e tempi certi e celeri per le opere di ricostruzione. Esamineremo con il presidente Schifani tutte le possibilità per snellire gli iter autorizzativi e sono certo che il governo nazionale non mancherà il suo sostegno. Già domani delibereremo lo stato di crisi e di emergenza regionale. Sono consapevole che la ricostruzione richiederà tempo e determinazione, ma insieme supereremo anche questa prova. La Sicilia saprà rialzarsi, più unita che mai”
Forza Italia: subito interventi economici per famiglie e imprese
“Dalle Eolie a Messina, da Riposto a Marzamemi e oltre, tutte le coste ei comuni nord-orientali e orientali della Sicilia subito danni gravissimi hanno seguito del maltempo delle ultime ore”. Lo dichiarano i parlamentari di Forza Italia Bernardette Grasso, Alessandro De Leo, Nicola D’Agostino, Riccardo Gennuso e Salvo Tomarchio, eletti nelle province di Catania, Messina e Siracusa.
“Grazie all’azione di allerta e prevenzione della Protezione Civile regionale in sinergia con i Comuni – aggiungono – non ci sono state vittime ed è stato possibile evitare drammi anche peggiori, ma è sotto gli occhi di tutti che vi sono danni incalcolabili alle infrastrutture primarie e secondarie, così come alle attività economiche e alle abitazioni private”.
“Per questo chiediamo al Governo Regionale, certi dell’attenzione e della sensibilità del presidente Schifani, sia di fornire immediati interventi economici per far fronte alle situazioni di maggiore emergenza, sia di farsi portavoce con il Governo nazionale perché venga dichiarato lo stato di calamità e siano previsti interventi urgenti per il ripristino della funzionalità delle infrastrutture danneggiate e interventi a sostegno delle famiglie e delle imprese colpite – concludono i parlamentari di Forza Italia – che in tempi brevissimi si attivi la necessaria sinergia e collaborazione fra tutte le istituzioni interessate, perché le nostre comunità sono state duramente colpite e certamente non si possono partecipare i tempi della burocrazia per ridare la loro serenità e servizi”.
Saverino (Pd): la Regione dichiari lo stato di calamità
“È necessario un intervento immediato della Regione siciliana per la dichiarazione dello stato di calamità naturale e per l’attivazione di misure di sostegno a famiglie, agricoltori e Comunità colpite”. Lo dice la deputata regionale del Partito Democratico, Ersilia Saverino, che ha depositato un’interrogazione parlamentare indirizzata al presidente della Regione e all’assessore all’Agricoltura per chiedere “provvedimenti urgenti di ristoro agli agricoltori e la ricognizione dei danni provocati dal maltempo”.
“La crisi climatica non è più un’emergenza occasionale ma una condizione strutturale che richiede programmazione, prevenzione e una gestione seria del territorio”. “La Regione – conclude Saverino – deve agire con tempestività per tutelare cittadini e comparti produttivi, ma anche per avviare un vero piano di prevenzione ambientale e infrastrutturale. A tutti coloro che in queste ore si sono prodigati per garantire la sicurezza dei cittadini, Protezione civile, Vigili del fuoco, forze dell’ordine, volontari e operatori, va il mio più sincero ringraziamento”.
Primavera: riprogrammare le risorse Fesr e Fse a favore dell’emergenza
“I danni che stamattina il mare ci ha lasciato sono davvero ingenti, non solo per i privati, residenti e imprenditori, ma soprattutto per le infrastrutture pubbliche e viarie strategiche per la mobilità urbana ed extraurbana”. Lo dichiara il deputato regionale di Grande Sicilia, Santo Primavera. “Gli smottamenti idrogeologici saranno ancora più evidenti nei prossimi giorni. Il Presidente della Regione Schifani avvii non solo l’iter per la dichiarazione dello stato di calamità naturale, ma così com’è avvenuto per le calamità del 2025 in cui ha colto l’opportunità offerta dal regolamento comunitario “Restore” riprogrammando le risorse del FESR e FSE+ a favore dell’emergenza, chieda in virtù del nostro stato giuridico dì insularità alla Commissione Europea e coordinandosi pure con gli altri Presidenti di Regione(Calabria e Sardegna) che stanno anche vivendo le conseguenze nefaste del ciclone Harry, la proroga al 2026 degli effetti dello stesso regolamento “Restore” che prevede il sostegno regionale con fondi comunitari alla ricostruzione post calamità e alla ripresa socio economica”.
E ancora: “I comuni rivieraschi gravemente colpiti, per esempio Marzamemi, Siracusa, Catania, Aci Castello, Acireale, Riposto, Mascali, Giardini, Taormina, Santa Teresa, Roccalumera, Messina, sono chiamati non solo ad affrontare interventi tampone di recupero, ma necessitano alla luce del cambiamento climatico di tipo tropicale serie azioni di prevenzione e consolidamento dell’erosione delle coste a tutela della popolazione residente e delle attività imprenditoriali ivi presenti che contribuiscono notevolmente al pil regionale. E comunque la Comunità europea non può rimanere indifferente con il proprio bilancio alle conseguenze traumatiche e calamitose assai evidenti del cambiamento climatico nel Mediterraneo”.
Danni alla rete ferroviaria: interrotta la linea Messina–Catania-Siracusa
Il maltempo ha danneggiato la rete ferroviaria sulla costa Ionica della Sicilia, nella zona di Scaletta Zanclea, nel Messinese, e i collegamenti tra la Città dello Stretto, Catania e Siracusa sono interrotti. In alcuni tratti il terrapieno è stato distrutto dalla forza del mare ei binari sono rimasti ‘sospesi’.
Per le avverse condizioni meteo al momento non è possibile ancora lavorare, per problemi di sicurezza, sui tratti colpiti dalla mareggiata, mai tecnici di Rfi sono già impegnati con sopralluoghi per valutare i danni ei tipi di interventi da realizzare.
A Catania lungomare devastato
Un risveglio segnato da insidie ed emergenze per la città di Catania, colpita in questi giorni dalla violenta ondata di maltempo provocata dal ciclone Harry che, fortunatamente, non ha causato danni alle persone. Le aree maggiormente interessate risultano i litorali di viale Kennedy, Ruggero di Lauria e Artale Alagona, il borgo marinaro di San Giovanni Li Cuti e le strade limitrofe, investite dalla forza del mare ingrossato che ha trascinato barriere di protezione, detriti e grandi quantità di sabbia, rallentando solo intorno alle tre del mattino la sua azione distruttiva lungo la costa.

Decine i nuclei familiari e le persone evacuate dalle abitazioni dei villaggi a mare della Plaia, zona in cui l’esondazione dei torrenti Buttaceto e Acquicella ha provocato l’allagamento della strada statale 121, mentre il fiume Simeto in alcuni tratti ha superato i livelli di guardia riversandosi nelle aree limitrofe.
Il sindaco Enrico Trantino ha effettuato personalmente sopralluoghi in diverse zone della città per verificare le principali criticità ed è in costante contatto con il governo nazionale e regionale e con l’unità di crisi presieduta dal prefetto di Catania, al fine di rappresentare l’entità dei gravi danni subiti.

In stretto coordinamento con i responsabili comunali della sicurezza, della protezione civile, delle manutenzioni, dell’ecologia e dell’ambiente, l’amministrazione ha garantito nelle ore più difficili un imponente sforzo operativo a sostegno della popolazione, con centinaia di interventi di rimozione di alberi e rami caduti, eliminazione delle situazioni di pericolo e assistenza alle persone in difficoltà, in particolare alle famiglie costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e ai senza fissa dimora.
Sono già state impartite disposizioni per la messa in sicurezza delle aree più esposte al rischio e, per tale ragione, il Comune rinnova l’invito alla massima prudenza e alla piena collaborazione con gli operatori impegnati nelle attività di ripristino.
Trantino: danni per decine di milioni
“Oggi stiamo predisponendo la delibera per la richiesta per lo stato di calamità naturale che poi rivolgeremo alla Regione – ha detto il sindaco di Catania Enrico Trantino a margine della conferenza stampa in Comune per fare il punto sul punto sui danni creati dal maltempo -. È ancora prematuro – ha aggiunto – fare una stima dei danni in termini economici che immaginiamo possano aggirarsi su decine di milioni di euro. I governi nazionale e regionale, tutti si sono prodigati, oggi ho ricevuto telefonate dal ministro Nello Musumeci, dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, dal presidente della commissione bilancio Dario Daidone, dalla Regione Siciliana in genere – ha concluso – per avere già qualche suggerimento rispetto alla possibilità di intercettare fondi immediati”.
“Da almeno sessant’anni, a memoria d’uomo, per quello che ci dicono soprattutto gli operatori e i pescatori, non si era mai registrato un mare di questa intensità, un mare che ha messo a confronto la forza della natura e nello stesso tempo la fragilità dei territori – ha aggiunto Trantino -. C’è una città che ha fortemente sofferto – ha aggiunto – ma la cosa più importante rispetto a eventi di questa importanza è registrare la mancanza di conseguenze dannose per l’incolumità fisica dei cittadini. E questo – ha rilevato Trantino – è successo perché il lavoro di prevenzione ha funzionato benissimo e perché la cittadinanza ha risposto alla grande rispetto alle limitazioni che noi abbiamo imposto e che sono state rispettate da tutti. Quel che più ci preoccupa – ha concluso- è la condizione geomorfologica del territorio, perché il crollo del marciapiede del lungomare naturalmente era assolutamente inimmaginabile. Quindi adesso dobbiamo verificare se ci possono essere vulnerabilità analoghe, ma nello stesso tempo già stiamo predisponendo un piano di intervento per cercare di capire come procedere al ripristino di quel lungomare”.
Padre e figlio in barca a vela salvati a Catania
Nonostante gli avvisi emessi dalle Autorità competenti in occasione delle condizioni meteo particolarmente avverse per il passaggio del ciclone Harry, il proprietario di una barca a vela, nell’intento di mettere la barca in sicurezza, durante le operazioni di manovra è rimasto alla deriva all’interno del porto di Catania per una cima impigliata nell’elica. Ad allertare la sala operativa della Capitaneria di porto di Catania è stata la moglie che vedendo il marito, con a bordo anche il figlio minorenne, in difficoltà ha chiesto l’intervento della Guardia Costiera.
Tempestivamente il personale della motovedetta SAR in servizio 24h è intervenuto in soccorso del malcapitato rimorchiando la barca a vela presso un tratto di banchina libera disponibile dello sporgente centrale dove, con l’aiuto del personale intervenuto via terra, si è provveduto a metterla in sicurezza dalle pessime condizioni del mare e dalle forti raffiche di vento che imperversavano anche dentro il porto. Fortunatamente per i due malcapitati solo un grande spavento.

Il Codacons chiede l’attivazione dello stato di calamità
Il Codacons, alla luce dei gravissimi danni provocati dal violento maltempo che ha colpito la Sicilia orientale nelle ultime 48 ore, chiede l’immediata attivazione della procedura per la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Mareggiate eccezionali, evacuazioni preventive, allagamenti, danni alle abitazioni, alle infrastrutture costiere, ai porti, alle attività economiche e ai servizi pubblici hanno interessato in modo particolare le province di Catania, Messina e Siracusa, determinando una situazione di emergenza diffusa che non può essere affrontata con strumenti ordinari.
ll Codacons sollecita formalmente la Regione Siciliana ad adottare senza ulteriori ritardi la delibera di richiesta dello stato di calamità, trasmettendo al Governo nazionale il quadro complessivo dei danni subiti dai territori colpiti, affinché il Consiglio dei Ministri possa procedere alla dichiarazione dello stato di emergenza e allo stanziamento delle risorse straordinarie necessarie.
Taormina, il sindaco Cateno De Luca: “Territorio ferito”
Questa mattina il sindaco di Taormina e capogruppo di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, ha effettuato un sopralluogo nelle frazioni di Mazzeo e Mazzarò per verificare direttamente i danni provocati dalla violenta mareggiata che ha colpito la costa ionica. Un impatto durissimo che ha lasciato ferite evidenti sul territorio, mettendo in discussione equilibri ambientali, infrastrutturali e sociali.
“Quello che abbiamo davanti agli occhi è un territorio profondamente ferito. Oggi alla luce di quanto accaduto è chiaro che il tema non è soltanto quello delle risorse economiche. I milioni di euro, da soli, non risolvono nulla se restiamo intrappolati nelle procedure ordinarie”, ha dichiarato il sindaco.
De Luca ha ribadito la necessità di un intervento immediato a livello nazionale: “Va dichiarato immediatamente lo stato di calamità da parte della Regione Siciliana, con la contestuale richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza nazionale al Consiglio dei Ministri e al Dipartimento della Protezione Civile, prevedendo la nomina di un commissario straordinario, lo stanziamento di almeno 300 milioni di euro e l’individuazione dei sindaci dei Comuni colpiti quali sub commissari, così da garantire interventi rapidi, coordinati e realmente aderenti alle esigenze dei territori. Servono procedure derogatorie. Il vero nodo è questo: le procedure, non solo i fondi”.
Secondo il sindaco, non è pensabile affrontare una situazione di questa gravità con tempi incompatibili con l’urgenza: “Parliamo di aree dove la valutazione di impatto ambientale è giustamente centrale, ma non possiamo permetterci di perdere tre o quattro anni per validare un progetto mentre il territorio continua a crollare”.
La proposta del sindaco De Luca è chiara : “Il commissario deve lavorare con i sindaci dei Comuni colpiti, che devono essere nominati sub-commissari. Conoscono il territorio, le sue fragilità e le sue priorità. Bisogna evitare la creazione di super-uffici lontani dalla realtà locale, che seguono dinamiche temporali incompatibili con l’emergenza”.
Il primo cittadino ha sottolineato anche la solidità attuale del Comune di Taormina: “Meno male che oggi Taormina ha il bilancio approvato ed è uscita dalla fase di dissesto. Questo ci consente di affrontare le prime emergenze. Ma, chiusa la fase immediata, resta un problema strategico che va affrontato con una visione complessiva.
Una visione che, secondo De Luca, deve superare i confini amministrativi: “Gli interventi non possono essere spot o limitati al singolo Comune. Qui serve una strategia sull’intera unità fisiografica della costa. Il mare non conosce confini comunali e non possiamo continuare a ragionare per compartimenti stagni”.
Per questo, il sindaco ha annunciato l’intenzione di coinvolgere tutte le istituzioni: «Per domenica inviteremo i vertici regionali e tutte le istituzioni competenti. È importante che vengano qui, sul posto, a rendersi conto direttamente della situazione. Mi hanno già contattato il presidente della Regione Renato Schifani e il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno, che ringrazio per l’attenzione mostrata”. Il Comune di Taormina, nel frattempo, è già al lavoro con gli uffici municipali e tutte le forze disponibili per ripristinare nel più breve tempo possibile le condizioni minime di normalità e sicurezza.
A Giardini Naxos crollata la parte finale del molo Schisò
Gravi danni si registrano per il maltempo a Giardini Naxos, cittadina della costiera Ionica del Messinese, dove le mareggiate hanno fatto crollare la parte finale del molo di Schisò. Forti disagi ci sono stati nell’area del molo Saia dove il mare ha ‘scavato’ il muro di sostegno della carreggiata stradale. Crollata anche una piazzetta vicina al lungomare, che è stato chiuso.
A Marsala riaperto il cimitero
Disposta la riapertura del Cimitero comunale di Marsala, tenuto conto del miglioramento delle condizioni meteorologiche che hanno interessato anche questo versante occidentale della Sicilia. È ciò, a seguito della preventiva verifica della sussistenza dei requisiti di sicurezza effettuata dal personale del settore Servizi pubblici locali. Lo stesso, è tuttora impegnato anche nei sopralluoghi in aree a verde comunali – tra cui Villa Cavallotti – al fine di rimuovere il divieto di accesso, transito e permanenza nei suddetti siti.
A Mazara lungomare danneggiato
“Si sta facendo il possibile per la messa in sicurezza e, non appena le condizioni lo permetteranno, saranno attivate tutte le azioni utili al ripristino di tutte le aree colpite, con l’obiettivo di restituire sicurezza e piena fruibilità – ha detto il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci dopo aver fatto un sopralluogo sul lungomare Fata Morgana della zona balneare di Tonnarella -. La via principale è ricolma di rifiuti di qualsiasi genere trasportati dalle forti onde causate dal passaggio del ciclone ‘Harry’. Alcuni lidi che erano rimasti montati nei mesi invernali, sono stati distrutti e spazzati via dall’acqua. Desidero esprimere la piena vicinanza dell’amministrazione comunale ai gestori e ai titolari degli stabilimenti balneari, che stanno affrontando conseguenze pesanti e comprensibili preoccupazioni – ha detto Quinci -“.
Milazzo, danni all’ufficio del porticciolo turistico
Ingenti danni ha provocato la notte scorsa la mareggiata abbattutasi lungo la riviera di Levante a Milazzo, centro Tirrenico del Messinese. In particolare le onde alte hanno distrutto completamente gli uffici del porticciolo turistico “Santa Maria Maggiore” ed hanno divelto alcuni dei pontili galleggianti. Fortunatamente non c’erano imbarcazioni attraccate ai pontili che erano state tolte per le previsioni meteo di allerta rossa.
Nel porto, invece è stato necessario l’intervento degli ormeggiatori e di due rimorchiatori “Merak” e San Vitale” per tenere ferma in banchina la nave “Cossyra” della Siremar che aveva rotto qualche cavo di ormeggio. L’operazione è durata quasi quattro ore. Infine restano ancora chiusi gli ormeggi dei pontili della raffineria anche se le condizioni meteo vanno migliorando.
Mareggiate e vento danneggiano il porto di Ustica
Il maltempo ha provocato danni anche a Ustica, con la mareggiata che ha colpito le infrastrutture portuali dell’isola. “Stiamo ancora facendo le verifiche – afferma il sindaco, Salvatore Militello – ma per le prossime settimane sarà difficile fare arrivare i passeggeri nella zona dell’imbarco della nave. Le onde altissime hanno provocato danni ingenti, anche nel porticciolo nella zona del cimitero. Qui un mese fa erano state realizzate delle strutture in ghisa per rendere più sicuro l’attracco. Sono state portate via dal mare. Ho già fatto una prima relazione all’assessorato al Territorio e alla protezione civile. Io non ricordo una tempesta simile nell’isola. Anche gli anziani – osserva il primo cittadino di Ustica – non hanno memoria di un vento così violento che ha sferzato Ustica. Adesso faremo anche un censimento dei danni in paese. Anche qui il vento e il temporale ha provocato non pochi problemi”.
Acireale, il sindaco: “Le chiusure hanno salvato vite umane”
“Quanto è accaduto, conferma ciò che testimoniamo sempre quando si parla di Protezione civile. Le chiusure disposte dai sindaci, anche quando possono sembrare eccessivo, non lo sono affatto”. Lo ha detto il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, dopo un sopralluogo nei borghi marinari duramente colpiti dalla straordinaria mareggiata che ha investito il litorale.
“Non possiamo dominare il mare, il vento o la pioggia, né sapere con certezza cosa potrà accadere e quali danni potranno provocare. È sempre meglio prevenire: restare una giornata a casa con la propria famiglia o rinunciare al lavoro può salvare le vite umane”.
Secondo il sindaco, l’allerta rossa e le misure restrittive adottate “sono stati fondamentali per preservare le persone, anche se non sono bastate a tutelare il patrimonio pubblico e privato, che è stato pesantemente danneggiato, in molti casi distrutto, da una mareggiata senza precedenti. Anche i cittadini più anziani non ricordano un evento simile sul nostro litorale”.
Il primo cittadino acese ha annunciato l’immediata attivazione di tutte le procedure di Protezione civile e ha auspicato un intervento straordinario da parte del Governo nazionale: “Dal punto di vista dei danni, quanto accaduto è paragonabile, se non peggiore, a un terremoto. Serve un intervento corposo dello Stato».
Nel frattempo il Comune ha già incaricato ditte specializzate per lo sgombero di lungomari e porti non appena le condizioni del mare lo consentiranno. «I lavori sono già iniziati nei borghi marinari, – ha spiegato -, e lasceremo per alcune settimane degli scarrabili nelle frazioni a mare per consentire ai privati di smaltire i materiali danneggiati. Pubblicheremo inoltre sul sito comunale un modello per una prima stima, anche parametrica, dei danni subiti dai cittadini”.
Catania, la polizia in campo per l’assistenza alla popolazione
La Questura ha rafforzato i servizi di pattugliamento per scongiurare rischi e pericoli alla collettività. In alcune situazioni di difficoltà, sono stati coordinati interventi di soccorso, soprattutto nei confronti di anziani e persone più fragili, bloccati in casa per allagamenti e infiltrazioni d’acqua.
Dal lungomare al viale Kennedy, lungo l’intera fascia costiera fino ad Aci Trezza, Stazzo, Torre Archirafi, Santa Tecla e Riposto, i poliziotti della Questura di Catania, dei Commissariati e delle specialità della polizia sono stati impegnati, senza sosta, nelle attività di aiuto dei cittadini e di messa in sicurezza, insieme ai vigili del fuoco, alla Protezione civile e alle altre forze in campo.
Tra gli interventi, i poliziotti del Commissariato di Acireale hanno soccorso un’anziana, con serie difficoltà motorie, rimasta intrappolata in un’abitazione della frazione marinara di Stazzo. Giunti sul posto, gli agenti hanno notato che l’ingresso principale dell’edificio era completamente inaccessibile, con le onde del mare che avevano già invaso un seminterrato. In questo caso, sono stati aiutati anche alcuni residenti che sono stati evacuati in sicurezza.
Nello stesso tempo, il livello d’acqua minacciava anche il piano terra dello stabile dove è raggiungibile l’appartamento dell’anziana. Individuata una possibile via d’accesso alternativa, i poliziotti sono riusciti a entrare in casa, stabilendo un contatto con la donna che, infreddolita e visibilmente impaurita, è stata portata in un luogo sicuro. Tranquillizzata, l’anziana è stata assistita dai poliziotti fino a quando è stata affidata ai familiari.
Alibrandi (Cisl): nel Messinese mancano luce e acqua
“Solidarietà alla popolazione e ai sindaci. Messina e la sua provincia sono in ginocchio. Serve l’aiuto di tutti. Dal Governo nazionale a quello regionale. Serve attivazione immediatamente quelle procedure di emergenza per il ripristino delle infrastrutture principali e delle minime condizioni di vivibilità e sicurezza. In paesi importanti e popolati mancano luce e acqua, le vie di comunicazione, soprattutto i lungomari, sono stati distrutti”. Lo afferma il segretario della Cisl Messina, Antonino Alibrandi, sui gravi danni dopo la forte onda di maltempo.
“Come Cisl, come segretario generale e come cittadino – aggiunge – ci tengo a ringraziare quanti sinora si sono adoperati per fronteggiare l’emergenza del ciclone Harry, dai lavoratori della sicurezza, forze dell’ordine, vigili del fuoco, ai volontari della protezione civile ea tutti quanti hanno lavorato e continueranno a farlo per affrontare quello che è una delle calamità più pesanti degli ultimi vent’anni”.
Conta dei danni nel Trapanese, colpito il versante Sud
Provincia di Trapani. Il versante più colpito è stato quello della fascia costiera tra Marinella di Selinunte e Mazara del Vallo, dove la tempesta di vento e il mare grosso hanno causato danni ingenti a strutture private e pubbliche. A Marinella di Selinunte le onde hanno spinto la posidonia che si trovava all’imbocco del porto sino all’interno del bacino, intrappolando le imbarcazioni da pesca.
Le forti onde hanno anche danneggiato gravemente parte della struttura comunale in legno che si trova allo scalo di Bruca. Lo scivolo per diversamente abili è stato interdetto al passaggio pedonale. A Triscina il mare forte ha cancellato parte delle dune di sabbia, habitat naturale di alcuni volatili in via d’estinzione.
A Tre Fontane le onde hanno distrutto la terrazza sul mare del lido “Nettuno” e hanno raggiunto anche l’area comunale dell’ex mercato del pesce ora ricolma di rifiuti di qualsiasi genere. Le forti mareggiate hanno danneggiato gravemente anche lo stabilimento balneare “La Loggia” la cui struttura si è inclinata. A Mazara del Vallo i danni più ingenti: sul lungomare Fata Morgana di Tonnarella l’acqua ha rotto il muretto stradale e raggiunto le abitazioni fronte mare.
Le grosse onde hanno anche distrutto i pochi lidi che erano rimasti montati sulla spiaggia. Nessun danno particolare si è registrato a Trapani, Marsala e Castellammare del Golfo, mentre a San Vito Lo Capo le mareggiate hanno raggiunto il lungomare e danneggiato un pontile mobile al porto; un peschereccio ormeggiato alla banchina che rischiava di affondare è stato messo in sicurezza.

