"Manca confronto con l'assessore" |Imprenditori catanesi delusi

“Manca confronto con l’assessore” |Imprenditori catanesi delusi

“Manca confronto con l’assessore” |Imprenditori catanesi delusi

A sottolineare il pesante deficit di politiche per lo sviluppo, è stato il presidente degli industriali etnei Domenico Bonaccorsi.

confindustria
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CATANIA – Orientare le risorse verso gli investimenti e l’occupazione per riattivare il circuito dello sviluppo. Stop alla spesa assistenziale e improduttiva e via immediato ai bandi della nuova programmazione europea 2014-2016. E ancora, rilancio delle aree industriali, investimenti per la riqualificazione edilizia del territorio e avvio del Patto per Catania. Sono queste le principali tematiche affrontate oggi nel corso di un incontro svoltosi a Catania nella sede di Confindustria con il Sindaco di Catania Enzo Bianco, nel quale era attesa la presenza dell’assessore alle attività Maria Lo Bello.

A sottolineare il pesante deficit di politiche per lo sviluppo, oggi confermato dall’assenza di misure rivolte alle imprese nella legge di Stabilità regionale, è stato il presidente degli industriali etnei Domenico Bonaccorsi: “Un provvedimento fortemente atteso – ha dichiarato – nel quale contavamo di poter intercettare strumenti decisivi per il rilancio degli investimenti, ma che invece ha deluso ogni aspettativa perché indirizzato a finanziare la spesa corrente a scapito della crescita”. Analogamente – ha proseguito il presidente Bonaccorsi – dal Masterplan per la Sicilia, che prevede interventi per circa 2 miliardi, non emergono progetti di forte impatto per il territorio mentre molti interventi previsti a partire dal 2016 rimangono non operativi per l’incertezza delle risorse disponibili o per l’assenza dei relativi bandi”.

Incertezza politica e mancanza di visione strategica anche per le aree industriali siciliane, rimaste impantanate nelle secche di una riforma, quella delle Asi, che si è tradotta in pessimi risultati. Dove l’Irsap, che ha sostituito i vecchi consorzi non è in grado di dare risposte alle imprese e operare in modo efficace: “Persino la realizzazione del più elementare degli interventi di manutenzione – ha lamentato il vicepresidente vicario di Confindustria Catania Antonello Biriaco – è diventata oggi una missione impossibile”. Un’eterna emergenza, quelle delle aree industriali, che richiede una svolta immediata con l’avvio di quei progetti già cantierabili che hanno perso l’occasione dei fondi europei, ma che potrebbero tornare in pista, almeno per l’area di Pantano d’Arci, attraverso il Patto per Catania: “Al sindaco Enzo Bianco – ha proseguito Biriaco – le imprese chiedono di dare concretezza all’impegno già annunciato nel tavolo operativo fortemente voluto da Confindustria Catania sulla zona industriale, avviando gli interventi già individuati per la urgente riqualificazione dell’area: dalla rete idrica all’ illuminazione, dalla rete viaria al ripristino dell’impianto di video sorveglianza”, al risanamento idrogeologico.

Dagli investimenti per le aree industriali agli incentivi per lo sviluppo. Che potrebbero dare una scossa al rilancio delle attività produttive, in una Sicilia che ha perso negli ultimi anni il 25 per cento del valore aggiunto del settore manifatturiero e in cui il reddito pro capite rimane inchiodato a 17 mila euro, contro i 40 mila della provincia di Bolzano: “Gli imprenditori non chiedono sussidi, ha precisato Santi Finocchiaro, presidente della sezione Alimentari di Confindustria Catania, ma misure compensative che possano far recuperare il divario rispetto alle altre realtà industriali del Paese. Quasi tutte le regioni italiane hanno già emanato i bandi a valere sulla programmazione 2014/2020. La sola Lombardia ha messo a disposizione delle imprese per i prossimi 7 anni 580 milioni di euro. La Sicilia invece è ancora al palo”. Come recuperare competitività? Incentivi automatici come il credito di imposta o i piani integrati di agevolazioni come il “Pia Innovazione”, potrebbero dare un aiuto significativo per la ricerca, lo sviluppo e l’ internazionalizzazione. Ma non ripetere gli errori del passato nell’impiego delle risorse comunitarie – per gli imprenditori – diventa un imperativo imprescindibile visto che la Sicilia risulta tra le regioni con il livello di pagamenti più basso e circa 1,2 miliardi di euro ancora da spendere. “Serve un’ amministrazione della cosa pubblica capace e competente – hanno invocato gli imprenditori – in grado di programmare, gestire ed erogare i fondi”.

A puntare i riflettori sull’edilizia e’ stato Nico Colombrita, presidente dell’Ance Catania che rilevando le pesanti perdite subite dal comparto in Sicilia, ha ricordando come dal 2009 i posti di lavoro persi ammontino a oltre 70 mila unità , mentre le imprese uscite dal mercato sono più di 3500. Complice anche un’ inerzia amministrativa senza precedenti: “Dopo 15 anni -ha detto il presidente dell’Ance – aspettiamo il recepimento del decreto presidenziale 380/01, testo unico dell’edilizia. Sui fondi europei, che pure potrebbero imprimere una svolta alla riqualificazione edilizia il disastro purtroppo è sotto gli occhi di tutti”.

“Mi dispiace che la Regione non sia presente oggi e a livello più alto non abbia dimostrato la giusta attenzione per la realtà produttiva di questa città – ha dichiarato il Sindaco Enzo Bianco -. C’è una classe imprenditoriale, la più importante della Sicilia, che chiede ciò che negli altri posti in Italia è normale. Oggi l’amministrazione è pronta a stringere un patto con gli imprenditori per il rilancio produttivo della città, che passa da un investimento colossale che ammonta a 700 milioni di euro complessivi nell’ambito del Pon città metropolitane”. Cablaggio, rete fognaria, lotta al dissesto idrogeologico e trasporto pubblico sono le priorità individuate dal sindaco. “Per la Zona industriale – ha assicurato Bianco – abbiamo onorato l’impegno preso inserendo i progetti richiesti per il rilancio dell’area nel patto per Catania con finanziamenti per 11 milioni di euro”.

Le risposte della Regione alle molteplici sollecitazioni provenienti dal mondo delle imprese sono state affidate alla voce del capo di gabinetto dell’assessorato alle Attività produttive Maurizio Caracci che ha dichiarato: “Si sta procedendo alla modifica normativa della legge istitutiva dell’Irsap che consentirà di superare le difficoltà nell’attuazione degli interventi. Sul fronte della nuova programmazione comunitaria è in corso l’attribuzione delle risorse finanziarie ai relativi dipartimenti e quindi l’ appostamento dei fondi nei singoli bandi. Sono in agenda – ha concluso – azioni a supporto dell’internazionalizzazione con riferimento ad alcuni paesi target”

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