Manca il maestro all'asilo | Diciotto bimbi restano a casa

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Manca il maestro e anche questa mattina i 18 piccoli alunni della classe "Coccinelle" dell'asilo nido Primavera di Palermo, non sono andati a scuola e un gruppo di mamme ha deciso di occupare l'asilo per qualche ora. Il Comune: "Domani in servizio un supplente".

PALERMO – Manca il maestro e anche questa mattina i 18 piccoli alunni della classe “Coccinelle” dell’asilo nido Primavera di Palermo, non sono andati a scuola e un gruppo di mamme ha deciso di occupare l’asilo per qualche ora. Venerdì scorso il Comune aveva assicurato che da oggi i bimbi sarebbero rientrati in classe perché erano state individuate le risorse per attivare le supplenze. “Questa situazione è insostenibile, si protrae da mesi. Siamo esasperati – dice Rossella Taravella, mamma di un bimbo di 4 anni- venerdì ci era stato assicurato che i nostri figli sarebbero rientrati in classe da oggi, ma così non è stato”. Per il dirigente scolastico Francesca Mazzola “si è trattato di un problema organizzativo”. “Venerdì – dice Mazzola – sono state individuate le risorse per attivare la supplenza. Abbiamo già individuato la supplente, da domani i bambini torneranno in classe regolarmente”.

La nota del Comune.  Sarà domani in servizio un supplente presso la classe “Coccinelle” dell’Asilo nido comunale “Primavera”. Così come anticipato nei giorni scorsi dall’assessore Barbara Evola, sono state esperite in data odierna tutte le formalità necessarie per l’avvio del contratto con il supplente, che potrà quindi domani prendere servizio. “La vicenda degli asili comunali – afferma l’assessore – mostra tutti i limiti di un sistema normativo del tutto sbagliato, che obbliga l’amministrazione comunale ad utilizzare la normativa degli enti locali in un ambito che è prettamente scolastico e che dovrebbe invece avere metodi e procedure molto più snelle. E’ una situazione a cui stiamo cercando di porre rimedio con soluzioni stabili, che però richiedono una attenta programmazione delle risorse, per porre fine a disagi che sappiamo essere inaccettabili per le famiglie e i bambini”.

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