PALERMO – Le contravvenzioni, i gioielli, i libri, ma anche le mance. Fra le spese contestate a Innocenzo Leontini c’è di tutto: la Procura di Palermo, che stamattina lo ha sentito, gli ha chiesto conto anche della mancia – da un euro o due – concessa in quattro occasioni al cameriere e inserita, con lo scontrino relativo, nei rendiconti delle spese del gruppo. Mance che Leontini ha detto di essersi limitato a firmare. Ma che nei giorni della lotta agli sprechi hanno destato scalpore più di spese ben più onerose.
Le spese, secondo i pm, sono state sostenute “per finalità non istituzionali o diverse da quelle previste”. Nell’elenco – che il numero di “S” in edicola ricostruisce nei dettagli – c’è di tutto: dai 7.000 euro in un negozio di liste nozze di Modica ai 18 lettori dvd acquistare per 1.728 euro a Palermo, dai gioielli ai 330 euro spesi per i libri (con l’indicazione “computer” e “libri onorevole Alfano”), da un cesto floreale costato 150 euro a panettoni, pandori e spumante, e persino la contravvenzione da 51 euro per un’auto intestata all’allora capogruppo.
Ci sono poi una serie di altre spese su cui si appunta l’attenzione degli inquirenti. Tra queste, i conti del bar e del ristorante dell’Ars per deputati e dipendenti, una parcella da 15 mila euro degli avvocati Giovanni Pitruzzella e Stefano Polizzotto per il giudizio promosso innanzi al Tar di Palermo e, successivamente, al Cga da Rita Borsellino e altri, per l’annullamento del verbale di proclamazione degli eletti dell’Ars, e ben 8.304 euro di necrologi.
Poi, come per quasi tutti gli altri indagati, c’è un lungo capitolo sui dipendenti. A Leontini vengono contestate le somme che sarebbero state corrisposte, a vario titolo, ai dipendenti Margherita Messina, Assunta Scalia, Laura Calcagno, Michelangelo Crisafi, Marisa Greco, Rosanna Bosco, Salvatore Glorioso, Domenico Pagoto, Mariano Favara, Salvatore Coppolino, Zino Castagna, Pietro Buttitta, Gaetana Motta, Francesco Riti, Cinzia Di Pasquale, Emanuela Esposto, Salvatore Cottone, Giuseppe Montedoro, Bernarda Costantino, Antonino Randazzo, Giuseppe Agricola, David Costa, Baldassarre Di Giovanni, Lorenzo De Luca, Santi de Filippis, Alessandro Aldisio, Wioletta Pawlak, Sarino Aitala, Pietro Modesto, Tommaso Martino e Giuseppe Asaro.
Ma, appunto, ci sono anche pranzi e cene per 10.560 euro, 1.300 euro di cialde di caffè, 150 euro di fiori, 230 euro di consumazioni da Di Martino, locale palermitano, otto euro e ottanta centesimi spesi in gelateria e 214 euro presso l’Antica Forneria Minimarket Cappuccini. In quattro scontrini c’è, manoscritto, l’importo di un euro (due euro in un caso) corrisposti a titolo di “mancia”. A spese del contribuente.

