PALERMO – “Le inchieste di queste ultime settimane fanno emergere un sistema consolidato in Sicilia che garantisce e tutela interessi affaristici, clientelari e in qualche caso mafiosi con il coinvolgimento della politica e dell’apparato amministrativo e burocratico”. Lo dice Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia.
“C’è un sistema politico che ritiene che la spesa pubblica serva per acquistare consenso. E questo sistema criminogeno prolifera per l’ignavia del presidente della Regione, o peggio per la sua connivenza, visto che, al netto di qualche proclama, non ha mai adottato scelte politiche e azioni amministrative per sradicare questo dilagante sistema affaristico-mafioso”.
Mannino rileva come “tutto il sistema pubblico sia coinvolto tra affidamenti diretti di gare, appalti pilotati, assunzioni con concorsi su misura o addirittura arbitrarie, sprechi e ruberie. Dalla sanità, alle società partecipate, lo schema è sempre lo stesso. Tante le denunce della Cgil, che la politica, spesso coinvolta, non accoglie e ci vogliono le inchieste della magistratura per squarciare il velo del silenzio e del malaffare”.
“Tutto questo – rimarca Mannino – avviene nell’indifferenza o con la condivisione e connivenza della politica che favorisce queste pratiche”.

