PALERMO – A 40 anni dall’apertura del maxiprocesso, l’ex presidente del Senato Pietro Grasso tornerà nell’aula bunker dell’Ucciardone dove vennero giudicati i personaggi più potenti e più importanti di Cosa nostra. In quel dibattimento, presieduto da Alfonso Giordano, Grasso era giudice a latere. Proprio in quest’aula, costruita a tempo di record, l’ex magistrato presenterà il suo ultimo libro – ‘U maxi’ – in cui le vicende del processo si intrecciano con l’esperienza personale.
Altre volte Grasso aveva raccontato in quest’aula tratti del suo percorso professionale e il rapporto di amicizia con Giovanni Falcone del quale conserva ancora un accendino diventato il simbolo di un impegno ad accendere la miccia della legalità. Il ritorno di Grasso nel bunker, definito a suo tempo come l’astronave verde della giustizia, è previsto alle 17 del 10 febbraio, lo stesso giorno in cui nel 1986 iniziò il grande processo.
La ricorrenza di quell’evento, che ha segnato una tappa storica e fondamentale della lotta a Cosa nostra, sarà ricordata con altre iniziative.
La mattina del 10 febbraio sarà presentata a palazzo Bonocore l’anteprima nazionale del documentario “Il Maxiprocesso”, diretto da Pasquale Scimeca. La presentazione del documentario è promossa da Legacoop Sicilia e Palazzo Bonocore e sarà moderata da Silvia Francese con gli interventi di vari rappresentanti della magistratura come Piergiorgio Morosini, Antonio Balsamo e Leonardo Agueci, del giornalista Enrico Bellavia, del giurista Nino Caleca e di Stefano Giordano, avvocato, figlio del presidente del maxiprocesso.
L’aula bunker ospiterà il 9 febbraio una iniziativa del MuST23, Museo stazione 23 maggio di Capaci, che presenterà un progetto per la ricostruzione del maxiprocesso in una realtà mediatica e virtuale. Con l’ausilio dell’intelligenza artificiale sarà possibile una consultazione digitale di vari atti processuali messi a disposizione dal tribunale di Palermo. Sarà anche presentato un documentario sul maxiprocesso preparato dalla Tgr Sicilia della Rai.

