Meloni, Musumeci, Stancanelli: occhi puntati su Atreju

Meloni, Musumeci, Stancanelli: occhi puntati su Atreju

Commenti

    In questa nuova epoca della paura in cui sostanzialmente si viene per necessità dettate dalla sopravvivenza spinti verso la ricerca di una guida di un unico leader che ci dica cosa fare e come procedere. Questi mendicanti politichesi della pagnotta a qualsiasi livello – non si rendono conto di non contare più NULLA.

    Stancanelli nonostante essere un ultra settantenne commette errori da ragazzino rancoroso

    Cara Giorgia Meloni, da elettore di destra ti chiedo di non schierarti nemmeno col pensiero con Musumeci, perderesti consensi. Il motivo è semplice: la “corrente politica” di Musumeci, è stata quella che ha proposto la sanatoria edilizia per gli abusi compiuti in aree sottoposte a vincolo paesaggistico. Le costruzioni abusive vanno abbattute e non sanate, soprattutto quelle che si trovano in aree sottoposte a vincolo paesaggistico. Più verde ed alberi e meno cemento cara Giorgia Meloni.

    Veramente sono il gruppo parlamentare più impegnato in Ars, la sanatoria la voleva Cordaro

    Se non erro “il signor Cordaro” è assessore della giunta Musumeci.

    Se la Meloni mette in pensione qualche settantenne attempato e fa spazio a mente aperte ci guadagna

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Egr. sott. Puglisi, anche questo suo articolo, come quasi tutti quelli che ho avuto il piacere e l'onore di leggere, è pura poesia, toccante e commovente. Tralasciando, per il momento, la mia opinione sulla totale assenza delle Istituzioni su cui mi sono sempre espresso, credo che, purtroppo, non sarà facile raggiungere il cuore di ragazzi delle Zen che "camminano" armati: la questione, a mio avviso, è di carattere culturale. Il contesto nel quale il “ragazzo che cammina armato” è nato e cresciuto gli ha impartito i “valori” della ingiustificata prevaricazione, della violenza, della criminalità, dell’odio. Si, certo, senza un apparente perché, senza un “giustificato” motivo ma, più banalmente e più semplicemente, per dare sfogo ad una rabbia repressa o a qualcosa che ci somiglia, ma che ci sfugge, avendo avuto ciascuno di noi la “fortuna” di appartenere alla società civile, nonostante i tutti i suoi limiti e tutti i suoi difetti. Oltre il contesto sociale, ancor peggio, c’è il contesto familiare: un ragazzo che commette un crimine punibile con un ergastolo (si appura già tramite intercettazioni ambientali negli istituti di pena) viene “consolato” dai propri cari e rassicurato che la condanna sarà limitata nel tempo. Non ci sono parole utili alla “rieducazione”, bensì l’incoraggiamento a mantenere vivo l’orgoglio. Del resto, essendo cresciuto in una famiglia dove i valori e l’educazione sono indirizzati al disprezzo di tutto ciò che rappresenta lo Stato, non avendo altri termini di confronto, credo che sia quasi scontata la condotta quotidiana del ragazzo che cammina armato, non capacitandosi perché mai dovrebbe fare diversamente. Non vorrei apparire ripetitivo rispetto a precedenti miei commenti, ma rimango fermamente convinto che la totale assenza delle Istituzioni ed il totale abbandono del territorio, sono i principali responsabili morali del degrado morale che ha colpito al cuore il quartiere dello Zen e, purtroppo per tutti noi, non soltanto lo Zen, non soltanto tutti i quartieri di periferia, ma adesso anche il resto della città.

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