“Carmelo Cinturrino va destituito subito”: non usa mezzi termini il capo della Polizia Vittorio Pisani parlando dell’assistente capo fermato per l’omicidio a Rogoredo di Abderrahim Mansouri.
“Subito dopo il fermo disposto dall’autorità giudiziaria, ho dato disposizione al questore di Milano di nominare il funzionario istruttore per avviare il procedimento disciplinare per la sua destituzione dalla Polizia di Stato”, ha dichiarato in un’intervista al “Corriere della Sera”.
“Chi tradisce la nostra missione tradisce anzitutto il giuramento di fedeltà alla Repubblica”, ha aggiunto. Pisani ha spiegato perché nel caso di Cinturrino il provvedimento è stato richiesto senza attendere il rinvio a giudizio.
“Questo caso è abbastanza chiaro e di estrema gravità (…) – ha sottolineato – Il processo penale ha dinamiche che richiedono tempo, mentre l’azione disciplinare ha senso se è tempestiva, altrimenti rischia di perdere di significato”.
Caso Cinturrino, Piantedosi: “Polizia non faccia sconti”
Il capo della Polizia ha fatto sapere che l’indagine su quanto accaduto a Rogoredo è ancora in corso e che ci sono ancora alcuni aspetti da chiarire tra cui la posizione degli altri agenti coinvolti. Per questi ultimi “si potrebbero configurare ulteriori contestazioni sul piano giuridico, oltre al favoreggiamento e l’omissione di soccorso. L’attività ispettiva sarà estesa all’intero commissariato, d’intesa con l’autorità giudiziaria”.
“Sono compiaciuto che la Polizia di Stato sia in grado di fare chiarezza e di non fare sconti a nessuno, di saper dare la migliore risposta a chiunque metta in dubbio la capacità di poter fare chiarezza anche al proprio interno. Poi noi accetteremo con assoluta serenità quello che emergerà” ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Giorgia Meloni: “Implacabili con chi sbaglia”
Anche la premier Giorgia Meloni è intervenuta a seguito degli sviluppi dell’inchiesta su Rogoredo. “Chi indossa una divisa e rappresenta le istituzioni ha il dovere di farlo con il massimo del rigore – ha ricordato in una nota – E con chi sbaglia, a maggior ragione perché indossa quella divisa, occorre essere implacabili. La giustizia farà il suo corso e confidiamo che sia determinata, anche perché – a differenza di quello che leggo – non esiste alcuno scudo penale”.
“Gli inquirenti ipotizzano che questo crimine sia legato a dinamiche connesse allo spaccio di sostanze stupefacenti, nelle quali sarebbe coinvolto anche l’agente di Polizia che ha sparato – ha proseguito la presidente del Consiglio – Se quanto ipotizzato trovasse conferma nel seguito delle indagini, ci ritroveremmo davanti a un fatto gravissimo, un tradimento nei confronti della Nazione e della dignità e onorabilità delle nostre Forze dell’Ordine”.
Anche i colleghi scaricano l’assistente capo
Nelle scorse ore, Carmelo Cinturrino – accusato di omicidio volontario – è stato scaricato anche dai colleghi della Polizia di Stato. Uno degli agenti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso nel caso della morte di Mansouri ha descritto Cinturrino come violento e “poco raccomandabile”.
L’assistente capo finito in manette avrebbe taglieggiato per denaro e droga un disabile che frequentava il bosco di Rogoredo arrivando a pestarlo con “accanimento” con un martello. “È un pazzo, non sta bene”, ha detto il poliziotto che era più vicino a Cinturrino, quando ha sparato e ucciso Abderrahim Mansouri.
Il legale: “Cinturrino ha sparato per paura”
Piero Porciani, avvocato di Carmelo Cinturrino, ha fatto sapere che il suo assistito ha “ammesso le sue responsabilità e chiede scusa a quelli che si sono fidati di lui. Ha confessato i suoi errori ma ha negato di aver chiesto il pizzo agli spacciatori (…) Ha sparato perché aveva paura; quello che ha fatto dopo lo sappiamo tutti, è stato un errore”.
Il poliziotto sarebbe “triste, pentito di quello che ha fatto”. Il suo difensore ha raccontato che sia lui che la madre “sono andati a pregare in Chiesa”. Anche la compagna dell’agente ha bollato come “pura fantasia” le accuse di taglieggiamento.
Cinturrino è originario di Alì Terme, un piccolo centro in provincia di Messina. L’intera comunità è sotto choc per quanto accaduto. “Ho contattato la mamma per manifestare la mia vicinanza, era sconvolta, come lo sarebbe qualunque genitore in una vicenda come questa”, ha affermato l’ex sindaco Tommaso Micalizzi.

