Messina, politica dei piccoli passi |Iscrizione: corsa contro il tempo - Live Sicilia

Messina, politica dei piccoli passi |Iscrizione: corsa contro il tempo

Il club lavora sotto traccia per arrivare ad adempiere le scadenze necessarie per mantenere la categoria.

calcio - serie c
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MESSINA – Ogni passo va ponderato, affinchè giorno 30 tutto sia al proprio posto in modo tale da poter accedere all’iscrizione al prossimo campionato. Chi si aspettava un’accelerata del Messina sulle liberatorie è rimasto deluso, tutti gli accordi verranno perfezionati nelle prossime ore. I contatti con i calciatori avvenuti alla fine della scorsa settimana hanno avuto esito positivo, i sei atleti attualmente sotto contratto (Berardi, De Vito, Madonia, Musacci, Akrapovic e Rea) hanno dato la propria disponibilità a spalmarsi gli ingaggi. Adesso tocca mettere tutto nero su bianco, vale a dire arrivare alle famose liberatorie necessarie per l’iscrizione.

Nel pomeriggio di ieri la società pubblicato il seguente comunicato dal quale trapela un cauto ottimismo: “A.C.R. Messina comunica che prosegue senza sosta l’attività amministrativa funzionale all’iscrizione al prossimo campionato di serie C secondo condizioni, termini e scadenze prescritte dalla vigente normativa federale. Ulteriori informazioni verranno comunicate ufficialmente dalla società attraverso l’Ufficio Stampa”.

Tornando alle liberatorie, va sottolineato come gli accordi sono già stati raggiunti ma il famigerato colpo d’acceleratore atteso per oggi non c’è stato. Tutto questo a causa dell’avvenuto decadimento di alcune rate di imposte da versare all’Agenzia dell’Entrate. La società dunque4 resta in attesa che Riscossione Sicilia riceva le notifiche telematiche da parte di Equitalia ed emetta il ruolo esattoriale. Solo allora si potrà procedere ad una nuova rateizzazione. La società dunque ha deciso di agire con la stessa prudenza che si può avere all’interno di una cristalleria. L’ultima cosa che si vuole è rischiare di compromettere l’iter per l’iscrizione, che prevede sempre una tassa da 60mila euro ed una fideiussione da 350mila euro, non avendo la certezza di poter adempiere a quanto richiesto dalla Covisoc. Il rischio? Compromettere ulteriormente la situazione patrimoniale dell’Acr Messina, già resa abbastanza debole dalla presenza di consistente monte debitorio.


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