PALERMO – Due vittorie e una sconfitta nelle gare della sesta giornata del girone C di Lega Pro che hanno visto le siciliane impegnate. Due successi entrambi molto belli per il modo in cui sono arrivati: con una bella prestazione e un ampio scarto quello del Catania; con grinta, determinazione e un rigore allo scadere quello del Messina. L’Akragas, invece, ha conosciuto l’onta della sconfitta alla prima gara disputata nel proprio stadio, l’Esseneto, ma una caduta del genere non deve essere necessariamente vista in maniera negativa. Tutte e tre le formazioni isolane, dunque, hanno dei motivi per guardare al futuro prossimo con una buona dose di ottimismo.
QUI AKRAGAS – C’era tanta attesa attorno alla sfida contro l’Andria, forse troppa. La prima prova disputata dal Gigante all’Esseneto nel calcio professionistico, trent’anni dopo l’ultima volta e con in mezzo tre partite giocate “in trasferta” al ‘Provinciale’ di Trapani, si è trasformata in un mezzo incubo per la formazione guidata da Nicola Legrottaglie, che dopo la sconfitta per 0-2 ha ammesso che tutto è andato storto. Il tecnico pugliese, in ogni caso, può puntare su una squadra dal forte temperamento e che non molla mai, come dimostrano i due legni colpiti nella ripresa e una reazione mentale importante dopo aver commesso diversi errori nel primo tempo, sia in difesa che in attacco. E con il recupero di Almiron, senza dubbio il giocatore più atteso tra quelli che sono arrivati ad Agrigento in estate, l’Akragas può avere delle carte da giocarsi nel proseguio della stagione.
QUI CATANIA – Il mini-mondo etneo sembrava essersi preoccupato dopo il doppio pareggio a reti bianche contro Cosenza e Lecce. E invece è arrivata domenica una grande vittoria al “Massimino” contro il Catanzaro. Grande sia per la prova sfoderata dai ragazzi di Pippo Pancaro, che hanno dominato dal primo all’ultimo minuto e non hanno lasciato un attimo di respiro ai giallorossi calabresi, sia per il risultato di 4-1 che ne è venuto fuori. E al di là del risultato, sono diversi i fattori che possono far sorridere il tecnico silano. In primis la difesa, con i nuovi arrivati che stanno facendo grandi cose e stanno rendendo quella etnea una delle retroguardie meno battute della categoria. Poi c’è da tenere conto della crescita costante di Calderini e Falcone, e soprattutto della rinascita di Calil e Russotto: il brasiliano ha segnato ieri il suo secondo gol stagionale, ma la prestazione in generale dell’ex varesino fa ben sperare per il proseguio della stagione. Così come fa ben sperare la prova di tutto il Catania.
QUI MESSINA – Che quella peloritana fosse una squadra dal grande cuore e dalla grinta infinita lo si era capito fin dalla prima uscita stagione. Ma che una compagine costruita in una manciata di giorni fosse in grado di restare imbattuta dopo sei giornate, subendo pochissimi gol e ottenendo risultati dal peso specifico inquantificabile, davvero in pochissimi se lo sarebbero aspettato. Eppure Arturo Di Napoli sta facendo un grandissimo lavoro, e la vittoria ottenuta ieri contro il Matera ne è la dimostrazione: contro gli uomini di Padalino, considerati tra i più forti del girone C, i giallorossi sono passati in vantaggio con merito, hanno tenuto botta nonostante l’espulsione di Gustavo (la terza in quattro giornate per un giocatore del Messina) e sono anche riusciti a portarsi in vantaggio a pochi secondi dal 90′ nonostante l’uomo in meno. Determinazione, fame di vittoria e voglia di non mollare mai: tre elementi che rendono la compagine dello Stretto una delle mine vaganti della categoria. E la piazza può tornare a sognare.

